Ago 25, 2011
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“L’avevo detto, io, di bombardare la Siria”. Parola di vicepresidente americano

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Lo aveva detto Dick Cheney, il quarantaseiesimo vicepresidente degli Stati Uniti, all’allora presidente George W. Bush: bombardare la Siria, adottare un’azione militare per colpire un probabile reattore nucleare.

Era il 2007 e Cheney aveva sollecitato il suo capo a bombardare un sospetto sito nucleare in Siria, ma Bush in quell’occasione optò per un approccio diplomatico, sconsigliato da quei consulenti che ancora ricordavano la bufala delle armi di distruzione di massa di Saddam.

Più tardi ci pensò Israele, ma intanto quella di Cheney rimase una voce nel deserto.

“Proposi un’azione militare statunitense contro il reattore”, ricorda Cheney così come riportato da un articolo del New York Times (NYT) del 24 agosto, ripercorrendo il momento in cui la sua proposta fu messa ai voti da Bush ma “non una singola mano” si levò a esprimere consenso.

L’ex vicepresidente dell’era Bush-figlio scrive tutto nelle sue memorie intitolate “In My Time: A Personal and Political Memoir”, di cui il NYT ne ha ottenuto una copia, in pubblicazione la prossima settimana da Simon & Schuster.

Fonte: The New York Times

Foto: Paperback Swap

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