BRAD 17: il parere degli internazionali coinvolti nell’esercitazione di preparazione alla VJTF

“Hanno fatto un gran lavoro, raggiungendo gli obiettivi prefissati di interoperabilità e comunicazione”, ha dichiarato l’osservatore turco, civil servant della NATO, proveniente dal LANDCOM di Izmir e presente, nella sua qualifica di osservatore, anche alla fase del Media Day dell’esercitazione Bright Armoured 17 (BRAD 17), condotta dalla brigata Ariete al comando del gen Angelo Michele Ristuccia tra il 19 e il 30 giugno scorsi nelle aree addestrative del Friuli.

La BRAD 17, che ha visto circa 1.200 militari impegnati tra La Comina di Pordenone e il poligono del Cellina-Meduna, ha costituito un impegno addestrativo fondamentale per la 132^ brigata Ariete, che ha pianificato e condotto l’intera esercitazione proiettando tutto il Posto Comando nell’area della Comina.

L’evento addestrativo ha impegnato unità operative dei Paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad elevata prontezza, alle dipendenze del Comando 132^ brigata corazzata Ariete, oltre naturalmente a quelle italiane: l’11° reggimento Bersaglieri; il reggimento Logistico Ariete; reparti del 32° reggimento Carri e del 10° reggimento Genio Guastatori; assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito (4° reggimento AVES ALTAIR); del 187° reggimento Paracadutisti  Folgore; del 1° reggimento Artiglieria da montagna; del Comando delle Trasmissioni dell’Esercito, oltre a una componente elicotteri dello US Army e una delle Forze Armate Slovene, inserite in un Aviation Task Group a guida del 4° ALTAIR, più un’unità di livello battle group spagnola e assetti operativi provenienti da Albania e Slovenia. Erano presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia, dalla Lituania e dalla Turchia.

La BRAD 17 precede di pochi mesi l’evento di ottobre, che vedrà la Ariete impegnata in una esercitazione finalizzata alla validazione della Brigata come Very High Readiness Force Land Brigade della NATO.

Un concetto dell’Alleanza che va a inserirsi nella capacità di risposta rapida, ovvero al dispiegamento in tempi brevissimi dalla ricezione dell’ordine: è la eNRF, la enhanced NATO Reponse Force di cui è parte la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), concetto NATO sviluppato dopo il summit nel Galles del 2014.

Proprio nell’ambito di questa VJTF la brigata Ariete andrà a costituire nel 2018 la Land Brigade alle dipendenze del Land Component Command (LCC), che verrà invece rappresentato dal Corpo di reazione rapida della NATO di Solbiate Olona, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA).

Da questa internazionalità nasce l’esigenza di esercitare le capacità a interoperare e a comunicare, amalgamando paesi e mezzi di diversa provenienza all’interno della NATO.

Non è così scontato. Ed è fondamentale, soprattutto in questo scenario remoto di warfighting.

“Dobbiamo costruire, prima di dispiegare” avverte subito Uroš Trinko, il tenente colonnello delle Forze Armate Slovene che con 48 suoi connazionali si trova in quella che è “la prima esercitazione di tale livello e di tale importanza a cui stiamo partecipando”.

“Nell’ambito della VJTF, in cui siamo chiamati a operare l’anno prossimo – sottolinea il ten col Trinkoavremo un notice to move di 5 giorni: chiaro che è necessario prepararci e addestrarci per bene in modo da raggiungere lo status di alta prontezza operativa, e per farlo abbiamo bisogno di tempo”.

Questi eventi addestrativi sono infatti di complessità crescente e mirano al raggiungimento di uno status di interoperabilità ottimale per il ruolo richiesto. Come del resto aveva già anticipato il comandante della brigata Ariete, gen Ristuccia, nello spiegare agli organi di stampa i passi successivi di un complesso periodo di training in vista del ruolo dell’Ariete nell’ambito del VJTF nel 2018.

Alla richiesta se questa VJTF debba essere considerata una risposta alle minacce da est, o magari una preparazione specifica con un occhio al Southern Flank, il ten col Trinko ribadisce che la VJTF è uno strumento, questo significa che consente di fronteggiare con la adeguata preparazione ogni tipo di piano di contingenza, tra cui potrebbe naturalmente essere presa in considerazione anche l’Africa”.

Esperienza giudicata altrettanto positivamente anche dall’ufficiale albanese presente alla BRAD 17, il cap Olger Iljazi, inserito nell’Ufficio Piani dello staff della brigata.

“Il nostro obiettivo principale è lavorare e operare allo stesso modo e devo proprio dire che ci siamo trovati benissimo: gli obiettivi esercitativi sono stati raggiunti”, ha dichiarato il cap Iljazi, per la prima volta in esercitazione con la brigata Ariete e nell’ambito della VJTF.

L’Albania è presente con un plotone di Fanteria, “la 3^ compagnia Puma del 2° battaglione di Fanteria dell’Esercito Albanese” – specifica il Capitano, e 2 ufficiali nello staff della Brigata.

“L’esperienza è stata molto positiva – conclude il ten col Trinko, nel riprendere a sua volta la soddisfazione del Capitano albanese – abbiamo accresciuto il livello di interoperabilità necessario a consentire il raggiungimento dell’integrazione: per la Slovenia sono stati due gli elementi principali in questo processo, un plotone di military police, integrato nei Carabinieri, e l’elicottero da trasporto Cougar, presente alla BRAD 17”.

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La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Foto: 132^ brigata Ariete