marò arrestati

Marò. Staffan…. casino

By Cybergeppetto

E’ da due anni che il blog predica al vento, mentre una classe dirigente impresentabile guarda per aria senza pretendere il rispetto delle leggi internazionali, fregandosene dell’azione giudiziaria italiana, abbandonando al loro destino due fedeli servitori della Patria per gli interessi di una compagnia di navigazione e per gli affari di una serie di aziende di stato. Stanno proprio a fa’n casino…

Per memoria, l’elenco degli articoli del blog sull’argomento:

Cyber epigrammi – 8 settembre fuori stagione (20/02/2012)

Marò, che ingiustizia (23/02/2012)

Il Marò a chi lo consegnerò (24/02/2012)

Cyber epigrammi – Piove in India, Governo Ladro (3/03/2012)

Cyber epigrammi – Chi volete in carcere? I Marò o Barabba? (5/03/2012)

On.Marcazzan in visita a NRDC-ITA commenta arresto marò in India: “ora si moltiplicheranno gli sforzi” (5/03/2012)

Cyber epigrammi – Non è il momento di dividersi sui Marò (6/03/2012)

India, time to step back (7/03/2012)

Marò detenuti in India: l’armatore D’Amato non commenta la situazione (9/03/2012)

Marò: meritano di essere difesi, non vogliamo che diventino eroi. Lettera del presidente dell’ANA Perona a Monti (10/03/2012)

L’armatore è afono e viaggia a quota periscopio (11/03/2012)

Italy and India, two twins hanging around (22/04/2012)

Dai Marò a Marassi, l’Italia comme il va (24/04/2012)

Il turbante e la tarantella, sceneggiata indo-napoletana (03/05/2012)

Aria nuova a New Delhi! (26/05/2012)

Cyber epigrammi – Mandateci FINMECCANICA dai Marò… (29/05/2012)

Marina Militare: il 151° anniversario è all’insegna della sobrietà. I Marò Latorre e Girone partecipano alla cerimonia con una lettera dall’India (08/06/2012)

Chi rompe paga, e i Marò sono suoi (12/06/2012)

Marò, chi paga? (17/07/2012)

Marò, negata traduzione atti giudiziari. Il disappunto del ministero della Difesa: leso il diritto di accesso agli atti processuali (18/07/2012)

Caro Marò ti videochiamiamo (05/11/2012)

Vogliamo le primarie alla difesa! Votate i Marò! (6/12/2012)

Risotto “tecnico” al curry (21/12/2012)

Marò: due Attilio Regolo in uno stato senza regola (03/01/2012)

Cyberepigrammi. Marò, la goccia tecnica scava il turbante (18/01/2013)

Marò: il loro rientro è nei meandri dell’affaire Finmeccanica più che nelle stanze della Farnesina (19/02/2013)

Avete visto i Marò? (20/ 02/2013)Marò, “malo e oscuro cammino” (23/03/2013)

Marò: per la Difesa la vicenda è una farsa, “si concluda quanto prima” auspica il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli (23/03/2013)

Marò: ma quale figuraccia internazionale, sembra piuttosto un voto di scambio (24/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò. All’Ammiraglio naufragare è dolce in quel mare (26/03/2013)

Marò, chi era d’accordo? (27/03/2013)

Marò, premio “Zelig per la Politica” a Monti (27/03/2013)

Autoironia e tranquillità, ovvero la Compagnia D’Amato dopo il caso dei Marò (29/03/2013)

Marò, non c’è più l’alibi della “tragedia dell’8 settembre”  (30/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò, saggezza e schizofrenia (02/04/2013)

Marò, lo Stato contro lo Stato (04/04/2013)

Marò, cosa faranno da grandi? (13/05/2013)

Marina Militare, ieri la celebrazione del 152° anniversario. Bocconi amari per i due marò in India (11/06/2013)

Marò, chi ve l’ha fatto fare… (15/07/2013)

Cyberepigrammi. Dai Marò ad Abu Omar, oltre il ridicolo (20/07/2013)

Ora cosa gli dico a quei due in India? (28/08/2013)

La giurisdizione intercontinentale (16/10/2013)

Cyberepigrammi. Mandiamo Babbo Natale in India (4/12/2013)

Cyberepigrammi. Arruolati, girerai il mondo… e non tornerai più (27/12/2013)

Un nuovo giuramento per le forze armate italiane (06/01/2014)

Un nuovo giuramento per le forze armate italiane

By Cybergeppetto

Il caso dei Marò attualmente “in vacanza” in India si presta a una serie di interessanti e utili riflessioni sul ruolo e il futuro delle Forze Armate italiane.

Come in ogni questione che riguarda i militari, la cosa più importante è il giuramento di fedeltà. La formula attuale è nota a tutti: “Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Bisognerà prendere atto del fatto che le cose sono cambiate, vi era una vecchia Italia in cui i militari davano la vita per il popolo e il popolo si sentiva unito ai suoi soldati da un sentimento di eguale forza.

L’Italia di oggi è molto diversa, si tratta di un paese che è uscito dall’oscurantismo tradizionalista imparando a farsi le canne di mariagiovanna e le pere di eroina durante la contestazione, un paese che si è liberato sessualmente dalle proprie frustrazioni guardando il “drive in” in televisione, un paese che, dopo aver abbandonato le campagne per fare auto al nord, ha abbandonato l’industria dell’auto per partecipare ai casting dei reality show.

Insomma, l’Italia di oggi  si può permettere di lasciare due militari nelle mani di una potenza straniera senza nemmeno avviare una contestazione legale; evidentemente gli interessi economici della compagnia di navigazione “Fratelli d’Amato” e quelli di Finmeccanica sono così importanti da meritare un posto nel giuramento dei militari.

Siccome l’India non ci rende i Marò, magari potremmo aggiungere nel giuramento che i militari italiani devono essere fedeli anche allo stato del Kerala.

Anche perché così tutti quelli che si sono occupati “attivamente” della vicenda, da Mario Monti a Staffan De Mistura, da Corrado Passera a Giampaolo di Paola, da Emma Bonino a Mario Mauro a Giulio Terzi di Sant’Agata, potranno godersi il meritato riposo per le fatiche sostenute nel pasticcio che hanno combinato.

Non capisco tutte queste videoconferenze con l’India, mi meraviglio del Presidente della Repubblica e del ministro della Difesa, che hanno speso vibranti parole d’affetto per i nostri, basta mettere per iscritto che i militari hanno un padrone in più e il gioco è fatto.

Bisogna pur prendere atto del fatto che l’Italia ha nel tempo rinunciato a parti importanti della sua sovranità, i militari stanno sinceramente sulle scatole a grandi parti dell’intellighentzia progressista, è naturale che si considerino più importanti le aziende di stato piene di trombati alle elezioni, piuttosto che quegli sciagattati in divisa che servono solo a presidiare le strade, spalare l’immondizia e vigilare le discariche.

Di recente il ministro della Difesa ha dichiarato che le Forze Armate sono la più grande agenzia umanitaria del paese, magari si può immaginare di fare attività “umanitaria” anche a favore di quelle aziende statali che danno da mangiare a tanti galoppini post elettorali.

Cybergeppetto

p.s. Un nuovo contingente di reclute del reggimento “San Marco” ha giurato fedeltà alla Patria, nella piazza d’armi, alla presenza di familiari e cittadini. Il Comandante ha letto la formula di giuramento:”Giuro di essere fedele alla Compagnia d’Amato, a Finmeccanica e al Kerala….”. Al termine della cerimonia gli amministratori delegati delle due aziende citate nel nuovo giuramento, per l’occasione presenti alla cerimonia, hanno espresso tutta la loro riconoscenza a questo prestigioso reparto della Marina Militare.

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Il Marò a chi lo consegnerò

Marò, chi era d’accordo?

By Cybergeppetto

Nella farsa dei marò abbiamo capito che il ministro degli Esteri non era d’accordo a rispedire in India i nostri militari, per questo si è dimesso. Il ministro della Difesa ha fatto capire, nel corso di un discorso molto nobile, ma poco chiaro, che non era d’accordo, ma non vuole “abbandonare la nave”.

Come sempre quando si parla dell’applicazione cattocomunista della costituzione di Togliatti, dietro il termine collegialità non si capisce mai chi si cela e di chi è la responsabilità dello sconcio al quale assistiamo.

Giusto per capirci, il ministro dello Sviluppo economico, forse interessato agli affari non proprio cristallini di FINMECCANICA, era d’accordo?

Il ministro della Giustizia, che dovrebbe tutelare il principio del rispetto del giudice naturale, cioè quello militare nel caso di specie, era d’accordo?

Il ministro della Cooperazione internazionale e integrazione, al quale non dovrebbe sfuggire l’importanza della lotta alla pirateria da parte degli organismi internazionali (ONU, UE, NATO) in una regione del mondo in cui molte popolazioni sono allo stremo, era d’accordo?

Colui che dovesse avere, chissà chi è, la delega alla Marina Mercantile, era d’accordo?

Il Presidente del Consiglio, era d’accordo? Oggi dovremmo saperlo perché riferirà al parlamento.

Il fatto è che se non si introduce in costituzione il concetto di responsabilità abbinandolo a un nome e cognome, continueremo, da una parte, ad assistere all’inutile declamazione di nobili sentimenti personali di ministri ormai indifendibili e, dall’altra, a fare concorrenza ai peracottai del Bengala.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, cos’è la collegialità?”. “E’ la foglia di fico di chi non vuole dire di aver fatto una cazzata…”

Risotto “tecnico” al curry

Ovvero troviamo un futuro per i Marò

By Cybergeppetto

Dopo quasi un anno dal loro arresto, dopo l’insipienza mostrata dal governo tecnico e dalla burocrazia della casta italiana, dopo la vergognosa serie di rinvii di una giustizia, quella indiana, che a ritardi supera persino la nostra, la vicenda dei Marò è ancora da risolvere.

Il governo canta vittoria per aver ottenuto una “licenza” di Natale al termine della quale, verosimilmente, ricomincerà la tiritera indiana di rinvii giudiziari che ormai ben conosciamo.

Sarà bene che i Marò si mettano il cuore in pace, dall’India non li schioda più nessuno, dovranno trovarsi qualcosa da fare laggiù. Peraltro, se tornassero definitivamente in Italia magari qualcuno li punirebbe per diserzione, come già si voleva fare per Bellini e Cocciolone quando tornarono dall’Iraq.

Bene che vada, quando riusciranno a tornare, Equitalia gli chiederà il rimborso delle spese legali e d’albergo che per ora pagano i contribuenti.

Un’idea potrebbe essere quella di aprire un ristorante, lo si potrebbe chiamare “Dai Marò al Kerala”, un menù di pesce e le celebri specialità di pizza potrebbero permettere ai nostri sfortunati fucilieri di Marina di sbarcare il lunario.

Se fossi in loro, però, terrei un piatto di riserva per tutti quelli che, in Italia come in India, hanno contribuito a trasformare questa vicenda nella triste farsa alla quale stiamo assistendo.

Come tutti sanno il curry è una miscela di spezie con la quale si prepara un piatto ormai internazionale, il riso al curry, appunto.

Basterebbe mettere a seccare vari ingredienti, dalla feccia ideologica con la quale qualcuno ha preteso di dire che la giustizia indiana è appropriata al caso, al sudore dei politici per la risoluzione della controversia, magari aggiungendo l’aerofagia diplomatica di chi ha ripetuto sino ad ora di aver fatto il massimo per balbettare all’estero sul caso.

Ci verrebbe un buon riso al curry con un retrogusto di ipocrisia dei tecnici in politica e di massimalismo ideologico degli antimilitaristi oppiacei.

Cotto al lento fuoco della giustizia indiana, che pare più interessata a mungere i soldi del governo tecnico, che ad assicurare un rapido, ancorché illegale, iter giudiziario, il riso potrebbe essere servito a tutti quelli che non hanno capito che il soldato d’Italia è il primo ambasciatore del nostro popolo.

Cybergeppetto

p.s. Per guarnire il risotto ci starebbe bene una barchettina con il logo della compagnia di navigazione che ha combinato il casino. I comuni che hanno rifiutato di appendere striscioni di solidarietà ai Marò potrebbero almeno appendere la ricetta del risotto per pubblicizzare il ristorante italiano nel Kerala.

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Caro Marò ti videochiamiamo

By Cybergeppetto

Carissimo,

scusami se ti videochiamiamo solo ora, ma per noi, che siamo  un governo tecnico, i dieci mesi appena trascorsi dal tuo arresto sono stati veramente duri.

Avremmo voluto farti sentire la nostra vicinanza, ma la crisi finanziaria ci ha tenuto molto impegnati. Anche se le cose ora vanno peggio per la recessione che abbiamo creato, noi abbiamo lavorato tantissimo.

Il nostro ministro degli Esteri gliene ha dette di tutti i colori agli indiani, pensa che in una intervista ha perfino dichiarato: “Gli indiani non collaborano”. Abbiamo incontrato più volte il primo ministro e il ministro degli Esteri della controparte, ma non ci danno retta, evidentemente fanno… gli indiani.

Anche quei paraculi della compagnia di navigazione fanno gli indiani , ti hanno messo nei casini e ora si sono squagliati.

Come dici? i diplomatici italiani non dovevano consegnarti agli indiani? Hai ragione, anzi, se è per questo, anche quelli della Marina avrebbero potuto svegliarsi prima e portarti via con un elicottero prima che arrivaste in porto, si vede che nelle ambasciate si brucia troppo incenso e si guarda troppo per aria… e nelle ambasciate, com’è noto, non ci sono solo civili.

Il nostro ministro della Difesa avrebbe voluto far qualcosa di più, ma abbiamo troppe commesse con la Marina indiana. Quando ci eravamo decisi a dirgliene quattro sul muso agli indiani, non ti scoppia lo scandalo delle mazzette sugli elicotteri! Va a finire che se veniamo lì a trovarti e gli indiani s’accorgono che FINMECCANICA è statale, ci arrestano insieme a loro.

Un altro guaio é dovuto al fatto che non tutti i partiti ci seguono, ci sono pure i benpensanti che dicono che la giustizia indiana é meglio della nostra … sai che sforzo …

Siamo andati a piagnucolare in Europa, ma quella tale Ashton pare in catalessi peggio di noi. Siamo andati a perorare la tua causa all’ ONU, ma quelli hanno stretto le spalle.

I mesi passano e noi non sappiamo cosa fare. I militari su facebook ci criticano tutti i giorni, i giornali danno notizia di ogni rinvio di udienza nel Kerala, é proprio una tragedia senza fine anche per noi. Qualche municipio ha esposto la tua foto sulla facciata del palazzo comunale, in giro si vede qualche nastro giallo, ci si é messa pure la Ferrari a sputtanarci con la bandiera della Marina sul musetto.

Alla festa dei paracadutisti, qualche giorno fa, ci siamo beccati una bordata di fischi.

Noi non sappiamo cosa fare, abbiamo saputo che i militari si videochiamano ogni 4 novembre e abbiamo pensato di videochiamarti anche noi. Abbiamo bisogno che i giornali, almeno per un giorno, dicano che ci stiamo dando da fare, non te la prendere, ma siamo alla canna del gas.

Cybergeppetto

p.s. Non ti preoccupare per i conti dell’albergo dove sei … paga Pantalone …

Aria nuova a New Delhi!

Ovvero mettiamoci i Marò in Ambasciata…

By Cybergeppetto

Dal 15 febbraio la telenovela dei Marò viene trasmessa con tantissime puntate, piene di particolari, intrighi, dichiarazioni. I nostri “tecnici” ci elargiscono almeno settimanalmente le loro litanie, quelle stesse che stanno raccontando a tutti in giro per il mondo, dove evidentemente sono presi sul serio meno che in Patria.

Gli indiani hanno fiutato l’affare, sia politico che  economico: si sa, gli italiani pagano, fanno finta d’incazzarsi, ma poi suonano il mandolino. Loro, i nipotini di Albione con il turbante, che hanno una società medievale, classista e discriminatoria, se ne fregano della giustizia, sono riusciti a dare uno spettacolo veramente raccapricciante della loro incapacità di fare indagini e di prendere decisioni giuridiche, a furia di rinvii di 15 giorni sono passati più di tre mesi.

I giornali del luogo fanno a gara a dichiarare che l’India tiene testa all’Italia, sai che sforzo con i tecnici… L’umorismo involontario degli indiani è micidiale, anche i loro elefanti hanno capito che i proiettili arrivavano dal basso e la petroliera italiana non c’entra nulla, ma loro no, dopo quattro mesi di sotterfugi, fanno finta di non capire che stanno facendo una brutta figura peggio della nostra.

Nel frattempo ci stiamo svenando per mandare avanti e indietro dall’Italia Ministri, Sottosegretari, investigatori. Pagheremo delle parcelle agli avvocati indiani che solo il Berlusca ne può avere un’idea…

A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ci teniamo a fare un ambasciatore e un addetto militare a New Delhi? Parliamo di persone che, come tante altre, potevano svegliarsi prima ed evitare tutto questo casino.

In un momento di ristrettezze economiche non possiamo tenere una banda di azzeccagarbugli falliti a rappresentarci, è evidente che si tratta di gente inutile: mandiamola a casa, in ambasciata ci possono stare i Marò, a uno gli facciamo fare l’ambasciatore e all’altro l’addetto militare, visto che dobbiamo tenerli per forza in India. Qualcuno vorrebbe obiettare che i Marò non sono preparati per il compito? Perché, quelli che ci sono ora servono a qualcosa?

Se dobbiamo dare un lauto stipendio a qualcuno, meglio ai Marò, gli altri possono andare ripetere i loro discorsi alle zolle che farebbero bene a zappare.

Oltretutto il comportamento dei Marò sinora è ineccepibile e la loro compostezza vale molto più di tante chiacchiere.

Certo i Marò avrebbero un compito molto gravoso, seguire il processo, tenere le relazioni con l’India e fare una nota spese di quanto stiamo sperperando per questa farsa indiana e poi passarla alla Corte dei Conti, perché si rivalga sulla Compagnia armatrice, principale responsabile di questa ignominia e di cui nessuno parla.

By Cybergeppetto

p.s. “ Papà, hai visto che hanno cambiato l’Ambasciatore e l’addetto militare in India?”. “Certo – replica il papà con tono piatto – fosse per me sai quanta gente, che è in giro per il mondo e non fa un tubo di buono, andrebbe a casa….”

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L’immagine è di Bacheca Termolese

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By Cybergeppetto

A tutti quelli che blaterano della credibilità dell’Italia all’estero da quando abbiamo il governo tecnico farei alcune domande:

– come abbiamo fatto a lasciare i Marò in mano agli indiani quando, per legge, noi non estradiamo nemmeno i delinquenti verso un paese che ha la pena di morte?

– come è possibile che una compagnia armatrice che richiede una scorta possa poi disattendere le prescrizioni della Marina Militare?

– come fa il Ministro degli Esteri a fare un viaggio in India portandosi dietro industriali per fare business alla faccia dei nostri militari?

La credibilità all’estero si guadagna con il lavoro e con la fermezza, soprattutto verso un paese medioevale, classista e corrotto, in cui non esiste la democrazia e nel quale si preferisce perseguire chi lotta contro la pirateria invece di fare la propria parte nel consesso internazionale.