Multinational CIMIC Group

MNCG: il CIMIC ha ricordato il Sottotenente Giovanni Pezzulo, ucciso in Afghanistan nel 2008

Ieri, 2 novembre, alla presenza dei famigliari, del Sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e del Comandante del Multinational CIMIC Group (MCG) di Motta di Livenza (Treviso), col Luca Vitali, è stato ricordato, presso il cimitero comunale, il Sottotenente Giovanni Pezzulo e, con lui, i Caduti di tutte le guerre.

È lo stesso MCG a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 2 novembre.

Giovanni Pezzulo, il militare residente a Oderzo e di stanza al Multinational CIMIC Group di Motta, è stato ucciso in un agguato il 13 febbraio 2008 al ritorno da una distribuzione di viveri e indumenti nel distretto di Surobi, in Afghanistan, scrive il MCG.

In suo ricordo è stata inaugurata nel 2010 una via nei pressi dello stadio comunale.

Fonte e foto: MCG

MNCG, “Caserme aperte”: la caserma Fiore a Motta di Livenza aperta alla cittadinanza il 9 novembre

+++ERRATA CORRIGE+++ La caserma Fiore sarà aperta alle scolaresche, non alla cittadinanza. L’evento è stato ridimensionato a causa del maltempo che imperversa sul Veneto (fonte MCG, 2 novembre 2018)+++

Il prossimo 9 novembre, dalle 9 alle 12, la caserma Mario Fiore di Motta di Livenza apre le porte a cittadini e alle scolaresche, ha fatto sapere il Multinational CIMIC Group (MCG) che vi ha sede.

Nell’occasione, le scolaresche e i cittadini potranno conoscere da vicino la realtà del reparto, i mezzi e i materiali in dotazione. Sarà possibile visitare l’infrastruttura, dove sono allestiti una mostra fotografica sulle missioni all’estero del reparto e alcuni stand dimostrativi.

Il Multinational CIMIC Group, unità dell’Esercito a valenza interforze e multinazionale, annovera, tra le nazioni contributrici oltre l’Italia, la Grecia, il Portogallo, la Romania, la Slovenia e l’Ungheria, e rappresenta un vero e proprio polo di eccellenza per la formazione degli operatori che lavorano nel delicato settore della cooperazione civile-militare.

Fonte e foto d’archivio: MCG

Multinational Cimic Group, cambio comando: il col Vitali è subentrato al col Greco. Foto

Venerdì 12 ottobre, nella caserma Mario Fiore di Motta di Livenza, in provincia di Treviso, alla presenza del Comandante della Brigata Genio, Generale di Brigata Francesco Bindi, del Prefetto della città di Treviso, Maria Rosaria Laganà e dei sindaci di 16 Comuni della Marca Trevigiana, si è svolta la Cerimonia di cambio del Comandante del Multinational CIMIC Group (MCG) tra il Colonnello Francesco Greco e il Colonnello Luca Vitali, proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Attività Internazionali, ha reso noto lo stesso MCG con un comunicato stampa del 12 ottobre scorso.

Il col Greco lascia il Multinational CIMIC Group, unità multinazionale e interforze specializzata nella cooperazione civile-militare, dopo oltre un anno di comando, durante il quale il reparto è stato impegnato in diverse e intense attività, operative e addestrative, in contesti nazionali ed esteri.

Alle attività svolte in campo internazionale dagli operatori del reparto, a oggi presenti in tutte le aree di crisi dove l’Esercito Italiano é chiamato a operare (Afghanistan, Gibuti, Kosovo, Libano e Somalia), si aggiungono, infatti, quelle prestate, nel Mediterraneo, a supporto della missione europea, EUNAVFOR Med, e, in campo nazionale, a supporto dell’Operazione Strade Sicure, ricorda il comunicato.

Nel suo discorso di commiato il col Greco ha evidenziato il felice sodalizio tra il personale militare e il territorio, rimarcando il profondo connubio che lega la realtà del reparto con le istituzioni e le amministrazioni locali.

Il gen Bindi, ringraziando il Comandante cedente per l’entusiasmo e la passione profusa nel suo quotidiano lavoro, ha sottolineato gli eccezionali traguardi raggiunti dall’unità, i cui effettivi sono oggi presenti in tutte le aree di crisi dove l’Esercito Italiano é chiamato a operare.

Il Multinational CIMIC Group, che annovera tra le nazioni contributrici, oltre all’Italia, la Grecia, il Portogallo, la Romania, la Slovenia e l’Ungheria, rappresenta un vero e proprio polo di eccellenza per la formazione degli operatori che lavorano nel delicato settore della cooperazione civile-militare, sottolinea lo stesso MCG.

A oggi, piú di 1.600 frequentatori, civili e militari, italiani e stranieri, sono passati tra i banchi della caserma Mario Fiore, a testimonianza di un’offerta didattica di livello, rispondente alle esigenze di coloro che devono fronteggiare le mutevoli sfide degli odierni scenari operativi.

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Fonte e foto: MCG

Multinational Cimic Group: con la Double River 2018 testato anche il Remote Cimic Support

Dopo due settimane di intensa attività, si è conclusa ieri, 8 marzo, l’esercitazione “Double River 2018”, condotta nella caserma Mario Fiore di Motta di Livenza (Treviso), sede del Multinational CIMIC Group, l’unità dell’Esercito specializzata in cooperazione civile-militare (CIMIC) che ha organizzato e condotto l’evento addestrativo.

È lo stesso Cimic Group a renderlo noto con un comunicato stampa dell’8 marzo.

Lo scopo dell’esercitazione era testare e valutare le capacità degli staff del comando multinazionale e delle unità CIMIC impiegati a supporto della NATO in aderenza ai severi standard richiesti per tutte le componenti del bacino di Forze, come il Multinational CIMIC Group, interoperabili e rapidamente dispiegabili ovunque ritenuto necessario dal Consiglio Nord Atlantico (NAC) quali Nato Response Force (NRF).

“Attraverso la simulazione computerizzata (Command Post and Computer Assisted Exercise) – spiega il Cimic Group nel suo comunicato – è stato riprodotto uno scenario, complesso e aderente ai moderni contesti operativi, incentrato su una situazione di crisi internazionale tra stati fittizi, dove la Comunità Internazionale ha chiesto l’intervento della coalizione”.

Più in dettaglio, si apprende, “è stato addestrato il personale attraverso l’inoltro di una serie di attivazioni simulate che hanno riprodotto eventi/incidenti simili a quelli realmente gestiti in zona d’operazione”.

Gli eventi hanno riguardato in particolare il supporto alla popolazione mediante la distribuzione di aiuti umanitari e la gestione di eventuali urgenze sanitarie, il supporto alle autorità locali attraverso lo sviluppo di progetti relativi alle strutture pubbliche, il collegamento e coordinamento con organizzazioni civili, quali organizzazioni internazionali, governative e non-governative (OI, GO, NGO), al fine di evitare duplicazioni o ridondanze negli interventi.

“Le pedine operative a disposizione del Multinational CIMIC Group sono state le unità CIMIC Italiana e Portoghese”, si apprende.

In particolare, quella italiana ha approntato un CIMIC Center: una struttura che, allestita nelle aree di crisi, permette alla componente militare d’interfacciarsi direttamente con la popolazione civile. Un assetto che diventa, in operazioni, un vero e proprio punto di riferimento sia per i locali che per le numerose organizzazioni che confluiscono nell’area con scopi umanitari.

Per la prima volta, spiega il Cimic Group, è stato contestualmente testato il Remote CIMIC Support, ovvero la capacità di supportare le unità CIMIC, impiegate in operazioni militari, dalla madrepatria. Tale supporto si concretizza, nell’ambito dell’analisi della dimensione civile dell’area d’interesse, attraverso la consulenza che i Subject Matter Expert (SME, specialisti funzionali quali ingegneri, architetti, medici e altri professionisti di settore) forniscono agli operatori CIMIC, impiegati nelle aree di crisi, per lo sviluppo dei progetti a favore delle popolazioni dove le unità sono impiegate.

Nel corso della “Double River 2018” il Remote CIMIC Support è stato assicurato da specialisti funzionali inviati dal Ministero della Difesa Slovena, nonché da ufficiali della Riserva Selezionata dell’Esercito.

Il complesso sistema di comunicazioni informatiche che ha permesso l’interazione delle numerose componenti dell’esercitazione è stato fornito da un team di operatori del 7° reggimento Trasmissioni dell’Esercito di Sacile.

Tra le Autorità Militari presenti all’esercitazione c’erano, per l’Italia, il gen Lorenzo D’Addario, Vice Capo del III Reparto dello Stato Maggiore Difesa, e il gen Francesco Bindi, Comandante del Genio dell’Esercito; per i Comandi NATO, il Vice Comandante dell’Allied Rapid Reactions Corps (ARRC),  gen Roberto D’Alessandro, e il Capo della Divisione CIMIC del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), gen Tonin Marku.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento, costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South), multinazionale – oltre all’Italia, che ne rappresenta la Framework Nation, contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia – e interforze, alimentata cioè da personale proveniente da tutte le Armi e i Corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Gli operatori CIMIC del Multinational CIMIC Group sono attualmente impiegati  sia  nelle operazioni internazionali in Kosovo, Afghanistan, Libano, Somalia, Gibuti e Mediterraneo (Operazione Sophia), che nelle operazioni nazionali di presidio del territorio (Operazione Strade Sicure).

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Fonte e foto: Multinational CIMIC Group

EUTM Somalia: donati farmaci all’ospedale per madri e bambini di Mogadiscio

A seguito del tragico attentato avvenuto lo scorso 23 febbraio 2018 a Mogadiscio, i militari italiani della cellula CIMIC (Cooperazione Civile Militare) dellItalian National Support Element (NSE) della missione EUTM Somalia (European Union Training Mission Somalia), a guida italiana dal 2014, hanno donato uno stock di medicinali a favore di una clinica per madri e per bambini nel distretto di Shangani presso il centro della città di Mogadiscio.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 27 febbraio scorso.

La donazione, tesa a supportare le attività mediche svolte gratuitamente dall’ambulatorio, si inserisce in un più ampio panorama di progetti a sostegno delle autorità locali sviluppati, fino dal 2014, dai militari italiani nel quadro dei rapporti bilaterali tra Italia e Somalia.

Alla cerimonia di donazione, fa sapere la Difesa, erano presenti il Comandante dell’NSE, il Direttore della clinica, rappresentanti del Ministero della Sanità e il vicesindaco di Mogadiscio, delegata agli Affari sociali.

In particolare, spiega nel dettaglio la Difesa, quest’ultima ha ringraziato il contingente italiano per il costante aiuto offerto ai suoi concittadini, evidenziando quanto il contributo del popolo italiano, “sempre tempestivo e costantemente indirizzato alle fasce deboli della popolazione, sia una concreta testimonianza del supporto che i militari italiani da sempre forniscono alle autorità Somale”.

Il gesto di solidarietà ha consolidato la storica vicinanza italiana alla ricostruzione di un Paese colpito da anni di conflitti e soprattutto ha alleviato le sofferenze della popolazione locale provata dai danni causati dall’attentato, sottolinea il comunicato stampa.

Gli aiuti alla popolazione sono stati realizzati dai militari operatori del Multinational CIMIC Group, unità multinazionale e a valenza interforze specializzata nella cooperazione civile-militare.

L’obiettivo della missione militare dell’Unione Europea è quello di sviluppare il settore della sicurezza in Somalia, concentrandosi sulla componente legata alla consulenza e alla costruzione di capacità a lungo termine all’ interno del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore somali.

L’attuale contributo delle Forze Armate Italiane alla missione prevede un impiego massimo di 123 militari e 20 mezzi terrestri, impiegati in vari ambiti, da quello principale dell’addestramento delle Forze Armate Somale alla sicurezza dei movimenti e del contingente, dal supporto logistico e amministrativo (nel quale si inserisce l’NSE), a quello di staff del Comandante.

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Fonte e foto: PI SMD; sull’attentato del 23 febbraio 2018 si può leggere di più qui: LaPresse

NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraverso il Readiness Action Plan

A seguito dell’assunzione del comando – ieri, 10 gennaio – della componente terrestre della NATO Response Force (NRF) 2018 da parte del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, lo stesso Comando di Reazione rapida ha fornito un dettagliato approfondimento sulle peculiarità e gli impieghi dello strumento militare della NATO nei suoi più recenti sviluppi, riproponendone il percorso di formazione dal Summit di Praga del 2002.

Qui in versione integrale aggiornata all’11 gennaio 2018 14.15 CET (fonte NRDC-ITA):

La NATO Response Force (NRF)

La NATO Response Force (NRF) fu lanciata nel 2002 in occasione del Summit NATO di Praga, per essere quindi approvata dai ministri della Difesa alleati nel 2003. Si tratta di uno strumento militare multinazionale e interforze che, per velocità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia della Difesa collettiva o in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

In particolare la NRF, costituita da una componente terrestre, una navale, una aerea, una di Forze Speciali e una di Sostegno Logistico Interforze, fornisce all’Alleanza la capacità di schierare in tempi brevissimi una Forza militare altamente specializzata ovunque sia richiesto, per:

–              Intervenire immediatamente in nome della Difesa collettiva (c.d operazioni art. 5 del Trattato di Washinghton);

–              gestire crisi e operazioni a supporto della pace;

–              intervenire in caso di calamità naturali o a protezione di infrastrutture critiche.

In aggiunta, la NRF rappresenta anche un dispositivo per condurre specifiche attività addestrative e per sperimentare nuove tecnologie, ciò con lo scopo di migliorare l’integrazione e la cooperazione fra le Forze.

La decisione di impiegare la NRF può essere presa dal Consiglio del Nord Atlantico (North Atlantic Council – NAC), il più alto organismo di livello politico in seno alla NATO, mentre il Comando della NRF risale al Comandante Supremo Alleato in Europa (Supreme Allied Commander Europe – SACEUR).

La “enhanced” NRF e la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF)

Nel 2014, nell’ambito delle misure adottate dalla NATO con il piano d’azione di prontezza (Readiness Action Plan – RAP), creato per porre l’Alleanza in condizione di poter rispondere ai continui mutamenti della sicurezza internazionale, la NRF è stata potenziata.

La NATO, infatti, ha incrementato il dispositivo NRF portandolo a circa 40.000 uomini, e ha aggiunto un “pacchetto” di assetti multinazionali e interforze altamente specialistici, flessibili e in grado di schierarsi in tempi estremamente brevi ovunque sia richiesto.

Si tratta della cosiddetta “Spearhead Force”, meglio conosciuta come Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), il cui compito è assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili crisi o minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare in pochissimi giorni dal preavviso d’ordine.

Come è organizzata la NRF

La NRF si basa su un sistema di rotazione annuale delle forze e dei comandi. Le unità individuate quali componenti del dispositivo vengono sottoposte a un intenso periodo di addestramento volto non solo a migliorare le capacità necessarie per ricoprire il ruolo assegnato, ma anche per superare i severi standard richiesti dalla NATO e verificati da un pool di esperti in occasione di specifiche esercitazioni.

La NRF 2018 si compone di:

  • un elemento di Comando e Controllo fornito dal Comando Alleato Interforze (Joint Force Command) Brunssum (Paesi Bassi);
  • un Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC), fornito dal NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA);
  • un Comando Componente Navale (Maritime Component Command – MCC), fornito dal French Aero-Naval Rapid Reaction Force (FRMARFOR) di Tolone (Francia);
  • un Comando Componente Aerea (Air Component Command – ACC), fornito dal German Joint Force Command (JFAC) di Kalkar (Germania);
  • un Comando Componente Forze Speciali, fornito dallo Spanish Special Operations Component Command di Minorca (Spagna);
  • la VJTF, composta anch’essa da una componente terrestre, una navale e una aerea; in particolare, la componente terrestre (VJTF-L) è guidata da una Brigata multinazionale di circa 5.000 uomini, completa di assetti navali, aerei e delle Forze Speciali, con capacità di schieramento dai due ai tre giorni ovunque richiesto. Nel 2018, il Comando della Brigata in prontezza (“Stand-By”) sarà tenuto dalla Brigata Corazzata “Ariete”;
  • un Initial Follow-On Forces Group (IFFG), composto da ulteriori Forze ad elevata prontezza, il cui eventuale schieramento è successivo a quello della VJTF. Costituito dalla Brigata che ha terminato l’anno di “Stand-By” ed è nel cosiddetto “Stand-Down”, e da quella che è in approntamento per assumere la funzione nell’anno successivo, la c.d. Brigata “Stand-Up”. Per l’anno in corso queste Brigate sono, rispettivamente, la 12th Armoured Infantry  Brigade (Gran Bretagna) e la 9th Panzerleher Brigade (Germania);
  • diversi assetti specialistici forniti dai Paesi Alleati, tra cui un Battaglione tedesco per la Difesa Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare (CBRN) e gli assetti per le Comunicazioni Operative (PSYOPS) e per la Cooperazione Civile-Militare (CIMIC), questi ultimi rispettivamente del 28° Reggimento “Pavia” in Pesaro e del CIMIC Group di Motta di Livenza.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: Eurocorps

TAAC-W: a Herat non piove da sei mesi, agricoltura in crisi. L’aiuto del contingente italiano al Dipartimento dell’Agricoltura

Proseguono le attività di supporto alla popolazione di Herat, la città dell’Afghanistan occidentale sede del Comando del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) su base brigata alpina Taurinense, attraverso una serie di donazioni effettuate a metà ottobre, culminate con la consegna di 10 motocicli al dipartimento dell’agricoltura, ha fatto sapere lo stesso TAAC-W con un comunicato stampa del 24 ottobre scorso.

Con una informale cerimonia svolta presso la sede del dipartimento dell’agricoltura, nel centro di Herat, il gen Massimo Biagini, Comandante del TAAC West, ha consegnato ai responsabili del governatorato l’ultima tranche di materiali necessari per implementare la produttività del settore primario della provincia e migliorare il controllo dei raccolti agricoli.

Le 10 motociclette, spiega nel dettaglio il comunicato stampa, sono state interamente prodotte dalle industrie locali e si riveleranno utili per muoversi nelle carrarecce dei campi nelle aree rurali intorno alla città.

In precedenza, il contingente italiano aveva già consegnato i materiali richiesti dai dipartimenti interessati, tra cui computer e supporti informatici per garantire una migliore organizzazione delle attività gestionali del settore.

“Prima della consegna – fa sapere il TAAC-W – il gen Biagini ha voluto incontrare in una breve shura alcuni agricoltori dei villaggi limitrofi presenti al dipartimento, per potersi presentare personalmente e sentire dalla loro viva voce le impressioni e le problematiche che maggiormente destano preoccupazione, soprattutto relative alla lunga siccità che sta affliggendo la regione ovest da circa 6 mesi”.

I progetti nel settore “Agricoltura” mirano al miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito delle fasce più deboli della popolazione, tradizionalmente impegnate nel settore agricolo, al fine di incrementare la produzione di un settore di primaria importanza che, si apprende, rappresenta il 62% dell’economia della Provincia di Herat e costituisce la fonte di reddito per le fasce di popolazione meno alfabetizzate e per le donne.

Il contingente italiano, con 95 progetti conclusi, sostiene da oltre un decennio le iniziative delle autorità locali per sviluppare il settore agricolo, in cui sono impiegati circa 260.000 lavoratori solo a Herat, e per ottenere inoltre un immediato impatto sulla redistribuzione di beni di prima necessità, quali acqua e viveri.

“Poter ricevere questi aiuti dai militari italiani è molto importante per noi – ha dichiarato l’elder responsabile del villaggio di Sanow Gerd, presente al dipartimento dell’agricoltura– ci permetteranno di migliorare l’organizzazione dei nostri campi e di riprendere il lavoro con meno timore dopo questa pesante estate senza pioggia”.

Il supporto alla popolazione, in aderenza al Master Plan 2017 realizzato in collaborazione con gli specialisti del Multinational Cimic Group dell’Esercito, di Motta di Livenza, è un’attività che si affianca a quella principale di addestramento e assistenza delle Forze di Sicurezza afgane, focus primario della missione di Resolute Support, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: TAAC-W Resolute Support

CIMIC: a Oderzo il 10° Forum sulla cooperazione civile-militare in operazioni Articolo 5

Si è svolta il 26 settembre scorso, a Palazzo Foscolo di Oderzo, in provincia di Treviso, la prima delle due giornate in programma per il 10° Forum Internazionale dei Comandanti delle Unità specializzate in Cooperazione Civile-Militare (CIMIC – Civil Military Cooperation) della NATO, organizzato dal Multinational CIMIC Group (MNCG) di Motta di Livenza su delega del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE).

È lo stesso CIMIC a darne notizia con un comunicato stampa.

L’evento, che ha riunito 49 tra comandanti delle unità NATO e membri del Partnership for Peace (PfP), nonché specialisti del settore provenienti da 19 Paesi, è stato un’occasione per condividere con autorità civili, rappresentanti degli atenei di Padova e Verona, della Croce Rossa Italiana e rappresentanti della stampa un momento di confronto internazionale su tematiche afferenti alla cooperazione e all’interazione tra la componente civile e quella militare, “un fattore ormai imprescindibile in tutti gli scenari operativi”, sottolinea il comunicato stampa.

Oggetto di discussione è stata quest’anno la Cooperazione Civile-Militare nell’ambito delle cosiddette Operazioni “Articolo 5”, ossia quelle azioni intraprese dai Paesi dell’Alleanza Atlantica in termini di difesa collettiva e reazione a un attacco armato.

Al Forum hanno preso parte, in qualità di relatori, il gen Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e attuale Vice Presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), e il gen Toon van Loon, già Comandante del 1° German/Dutch Corps (1 GE/NL Corps) con pluriennale esperienza nei Comandi NATO.

Nel Corso del suo intervento, il gen Camporini ha sottolineato l’importanza e la necessità di conoscere profondamente i costumi, le tradizioni, la cultura e, più in generale, l’ambiente in cui si deve operare, al fine di sviluppare la capacità di interagire con le molteplici e diversificate entità civili con cui l’operatore CIMIC deve interfacciarsi.

Inoltre, l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato la necessità di sviluppare la funzione CIMIC a prescindere dal contesto operativo di riferimento, sia questo di Crisis Responce Operation o Art. 5 Operation. 

L’Italia dal 2002 si è dotata di un’unità specializzata in Cooperazione Civile-Militare, il Multinational CIMIC Group, interforze a guida Esercito e multinazionale affiliata alla NATO, con i contributi di Grecia, Portogallo, Romania, Slovenia e Ungheria, in grado di intervenire in tutto lo spettro dei conflitti.

La capacità di interagire con tutti gli attori civili coinvolti nel conflitto, dalle autorità locali alle Organizzazioni Internazionali (IOs), dalle Organizzazioni Governative (GOs) a quelle Non Governative (ONG), ai media, disponendo del miglior livello di conoscenza possibile ed effettuando una valutazione costante dell’ambiente socio-culturale, consente di acquisire e mantenere il consenso della popolazione civile e, al contempo, perseguire, nel quadro di un contesto il più collaborativo possibile, il massimo livello di interazione al fine di coordinare gli sforzi – “ad esempio relativi alla realizzazione di progetti formativi, infrastrutturali, di sviluppo economico ecc.”, accenna il comunicato stampa del MNCG – e favorire ogni azione funzionale al raggiungimento della missione.

Il Multinational CIMIC Group fornisce attualmente assetti in tutte le principali missioni che vedono impegnati contingenti italiani, dal Libano al Kosovo, dall’Afghanistan alla Somalia, e inoltre per l’Operazione EUNAVFORMED.

Il Comando Multinazionale di Motta di Livenza è, inoltre, in ambito Difesa, l’unico polo di formazione per la funzione CIMIC: “a oggi sono circa 1.400 gli studenti, delle varie Forze Armate e stranieri, passati dai banchi del Multinational CIMIC Group, a testimonianza di un’offerta didattica sempre più aderente alle esigenze formative degli specialisti che operano nei sempre più mutevoli scenari operativi, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: MNCG

CIMIC: cambio comando a Motta di Livenza, al col Longo subentra il ten col Greco

Si è svolta lo scorso 9 giugno, nella Caserma Mario Fiore di Motta di Livenza, in provincia di Treviso, la cerimonia del cambio del Comandante del Multinational CIMIC Group, l’unità dell’Esercito Italiano specializzata nella cooperazione civile-militare.

È lo stesso Multinational CIMIC Group a darne notizia con un comunicato stampa.

All’evento ha presenziato, quale massima autorità militare, il Comandante del Genio e Ispettore dell’Arma del Genio, gen Francesco Bindi, e numerose autorità civili: il Prefetto di Treviso, dottoressa Laura Lega, e i Sindaci di 14 comuni della Marca Trevigiana che, con la loro presenza, hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni locali all’Esercito e al personale in servizio sul territorio.

Al colonnello Marco Longo, dopo circa un anno di intensa attività, è subentrato il tenente colonnello Francesco Greco, proveniente dall’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Il generale Bindi, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza della cooperazione civile-militare, complimentandosi per il lavoro svolto dagli operatori del Multinational CIMIC Group che a oggi sono presenti in tutte le aree di crisi dove l’Esercito italiano è chiamato a operare.

Il Multinational CIMIC Group, unità dell’Esercito multinazionale e a valenza interforze che annovera tra le nazioni partecipanti, oltre l’Italia, la Grecia, il Portogallo, la Romania, la Slovenia e l’Ungheria, è anche polo di formazione per gli operatori dello specifico settore della cooperazione civile-militare.

Sono infatti finora oltre 1.200 i frequentatori, civili e militari, che sono passati tra i banchi della caserma Mario Fiore, a testimonianza di un’offerta formativa estremamente rispondente alle esigenze di coloro che devono fronteggiare le moderne sfide dei mutevoli e moderni scenari operativi”, conclude il comunicato stampa.

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