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Forze Armate e di Polizia: una conferenza su previdenza e diritto per personale in quiescenza e in servizio attivo

Si terrà venerdì 11 gennaio a Pordenone, a partire dalle 15.30 nella ex Sala consiliare della Provincia, la conferenza “Previdenza e diritto” in favore del personale delle Forze Armate e di Polizia sia in servizio attivo che in quiescenza.

La conferenza è una iniziativa di UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) Pordenone, in collaborazione con le sezioni locali di ANUPSA (Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo), UNSI (Unione Nazionale Sottufficiali Italiani), ANFP (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia).

Relatore il Brigadier Generale (ris) Alessandro Monaco, moderatore il Cav Mario Biscotti, presidente di UNUCI Pordenone.

La conferenza sarà introdotta dal Gen C.A. EI (ris) Vincenzo Santo.

Fonti proprie

Strade Sicure, drone sul Milite Ignoto: intervento dei militari del 6° Genio Pionieri e della Polizia di Roma Capitale

I militari operanti nel Raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure ed effettivi al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma hanno provveduto, insieme con gli agenti del gruppo Trevi della Polizia di Roma Capitale, a fermare il pilota di un drone in sorvolo sul Vittoriano.

“Un drone di ultima generazione, in grado di volare alto e inviare immagini in tempo reale anche su social”, lo definisce la nota stampa del Comando brigata Granatieri – Operazione Strade Sicure Raggruppamento Lazio–Umbria-Abruzzo di oggi, 1° ottobre.

Gli agenti del gruppo Trevi della Polizia di Roma Capitale e i militari dell’Esercito Italiano dell’operazione Strade Sicure, a guida brigata Granatieri di Sardegna, lo hanno avvistato nella serata di ieri, alle 21 circa, in “hovering” – ossia fermo in volo stabile – a piazza Venezia, spiega il comunicato.

Dopo una ventina di secondi il drone si è spostato verso la scalinata del Vittoriano, salendo poi sulla verticale del monumento al Milite Ignoto.

“Messi in allarme, i vigili hanno chiamato i rinforzi iniziando una ricognizione dell’area: il pilota, che era in compagnia di una donna, è stato individuato quasi subito, fermo al centro di piazza Venezia con il naso in sù, e il telecomando tra le mani”, si apprende nel dettaglio.

Dopo aver ordinato all’uomo di far atterrare il velivolo, gli agenti hanno proceduto alle necessarie fasi di identificazione, accompagnando la coppia presso il comando di via della Greca.

Le indagini, portate avanti d’intesa con le autorità di sicurezza preposte in simili casi, hanno accertato che i due sono turisti in vacanza a Roma, che alloggiano in un hotel del centro da due giorni, che sono ambedue incensurati e non a conoscenza delle normative relative al divieto di sorvolo su Roma.

“Una buona fede che però non è servita all’uomo, 36enne, ad evitare la denuncia all’Autorità Giudiziaria – si legge nella nota stampa –  e il sequestro dell’apparato per la violazione delle norme sulla navigazione aerea”.

I militari operanti sono effettivi al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma, attualmente impiegato con alcune sue componenti nel Raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo.

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Fonte e foto: Comando brigata Granatieri – Operazione Strade Sicure Raggruppamento Lazio–Umbria-Abruzzo

Difesa: il SSSD on Rossi incontra i militari di Strade Sicure al lavoro il 1° maggio, “professionisti in divisa”

“Grazie agli oltre settemila militari di Strade Sicure che anche oggi, 1° maggio, come ogni altro giorno, pattugliano e sorvegliano le principali città italiane contribuendo significativamente, assieme alle Forze di Polizia, a mantenere sempre alto il livello di sicurezza nel nostro Paese e aumentarne la percezione da parte dei cittadini”, ha affermato oggi, Festa dei Lavoratori, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Domenico Rossi, che ha incontrato i militari impegnati nei siti di Roma.

“Professionisti in divisa che sono un esempio di lavoro quotidiano e dedizione al servizio dell’Italia, dell’Europa e dell’intera comunità internazionale in un particolare momento, tanto complesso, come quello che stiamo vivendo”, è stata la sua definizione dei militari impegnati, sempre, al servizio dei cittadini.

Sono settemila i militari che operano nelle città italiane nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, ricorda la nota stampa dell’Ufficio Comunicazione del SSSD on Rossi, specificando che “a loro si aggiungono altri settemila uomini e donne impegnati nelle missioni all’estero”.

“In numerosissime occasioni – ha proseguito oggi il SSSD on Rossi – ho avuto modo di rendermi conto della professionalità dimostrata in addestramento e nelle attività operative, in Patria e all’estero: vi ringrazio per tutto ciò che fate quotidianamente e silenziosamente. Sono orgoglioso del vostro operato e dei risultati conseguiti”.

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Fonte e foto: Ufficio Comunicazione SSSD on Rossi

Strade Sicure, Raggruppamento Campania: pusher arrestato a Napoli con l’azione di militari dell’Esercito e Polizia

Una pattuglia del reggimento Cavalleggeri Guide (19°), in servizio per l’Operazione Strade Sicure, ha individuato una persona intenta in attività illecita in Piazza Garibaldi, a Napoli, e ha provveduto a fermarlo procedendo all’identificazione. Il fatto è accaduto nella notte tra il 24 e il 25 marzo scorsi, spiega un comunicato stampa dell’Operazione Strade Sicure in Campania.

L’uomo, un cittadino del Burkina Faso di 43 anni senza fissa dimora, è stato trovato in possesso di 20,8 grammi di hashish, 27,23 grammi di marijuana di 1,75 grammi di anfetamina.

La Polizia, intervenuta sul posto allertata dai militari, ha provveduto all’arresto con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Attraverso una presenza costante e capillare, i militari dell’Operazione Strade Sicure presidiano il territorio e i siti sensibili indicati dalle Prefetture per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini.

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Fonte e foto: Op Strade Sicure Esercito – Raggruppamento Campania

Strade Sicure: droga, traffico di cellulari rubati, perquisizioni e sversamenti impegnano Esercito e Polizia in Campania

20161010_strade-sicure-campania_presidio-piazza-garibaldiNell’ambito dell’operazione Strade Sicure e Terra dei Fuochi nella Regione Campania, i militari del Raggruppamento Campania, su base 4° reggimento Carri di Persano, hanno continuato ad assicurare il presidio del territorio campano al fine di garantire la sicurezza e prevenire atti di criminalità nell’area metropolitana di Napoli e Caserta, in coordinamento con le forze dell’ordine.

È un comunicato stampa di ieri, 10 ottobre, dello stesso reggimento di Persano, a darne notizia.

In particolare, si apprende, nella scorsa settimana sono state sequestrate ingenti quantità di sostanze stupefacenti e si è proceduto al fermo di personale dedito allo spaccio e alla vendita di telefoni cellulari rubati.

20161010_strade-sicure_presidio-interno-stazione-marittimaSono state inoltre rinvenute numerose autovetture risultate rubate ed è stato fornito il supporto alle Forze di Polizia durante attività di ricerca di latitanti con perquisizioni all’interno di abitazioni di personale sospetto.

Grazie all’incisivo e costante controllo effettuato dalle pattuglie dell’Esercito – si legge nel comunicato – sempre in coordinazione con le autorità prefettizie e con le forze di Polizia, è stato arrestato nella zona di Porta Nolana, Napoli, notoriamente teatro di traffici illeciti ad opera di cittadini extracomunitari, un cittadino togolese già noto all’autorità giudiziaria per precedenti penali. 

È stato inoltre tratto in arresto nella giornata precedente, nella zona di Villa Literno, un extracomunitario presumibilmente intento a effettuare uno sversamento illecito o ad accendere un rogo.

20161010_strade-sicure_pattuglia-interna-stazione-di-napoli-centrale-con-polfer“All’avvicinarsi della pattuglia dei militari – spiega il comunicato stampa del reggimento – l’individuo armato di coltello reagiva con violenza minacciando i militari che riuscivano a bloccare l’extracomunitario e a consegnarlo a una pattuglia dei Carabinieri intervenuta sul posto”.

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Fonte e foto: 4° rgt Carri

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Mare Nostrum: sbarcati ad Augusta gli 817 migranti soccorsi da nave San Giusto. Finora sono oltre 10mila i migranti soccorsi nell’ambito dell’operazione nata lo scorso ottobre

È avvenuto ieri, 18 febbraio, nel porto commerciale di Augusta, lo sbarco di oltre 800 migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare nel fine settimana e trasportati a terra dalla nave anfibia San Giusto (link articolo in calce).

Otto le imbarcazioni localizzate dalle navi e dagli elicotteri del dispositivo Mare Nostrum.

Gli 817 migranti hanno ricevuto le prime assistenze dal personale di bordo di nave San Giusto coadiuvato, nel quadro di una consolidata collaborazione, anche dal personale della Fondazione Francesca Rava.

A questo imponente numero di migranti recuperati e sbarcati ad Augusta ieri, si aggiungono i 268 migranti soccorsi dalla fregata Aliseo e trasbordati, in prossimità di Lampedusa, su 2 motovedette della Guardia Costiera e trasferiti successivamente nel porto di Pozzallo.

Le indagini svolte a bordo condotte con il concorso dei mediatori culturali, della Polizia scientifica e della task force della Polizia di Stato hanno portato all’individuazione di uno scafista. A tal riguardo, sono in corso gli adempimenti di polizia giudiziaria in collaborazione con il Gruppo Interforze per il Contrasto all’Immigrazione Clandestina sotto lo stretto coordinamento dell’Autorità Giudiziaria di Siracusa.

All’imponente sbarco era presente il Direttore marittimo di Catania, contrammiraglio Domenico De Michele.

Sono inoltre intervenuti alle operazioni di sbarco il personale della Capitaneria di Porto di Augusta, alcune associazioni di volontariato operanti nel territorio, la Croce Rossa Italiana, la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Dall’avvio dell’operazione militare e umanitaria Mare Nostrum, nata lo scorso 18 ottobre 2013, le navi del dispositivo Mare Nostrum hanno soccorso e recuperato 10.403 migranti.

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Fonte e foto: Marina Militare, stato maggiore Difesa

Mare Nostrum: entrano nell’operazione i team specialistici dell’immigrazione e della Polizia di Stato

Ieri mattina, 22 ottobre, in prossimità dell’isola di Lampedusa, si sono imbarcati a bordo della nave anfibia San Marco, sede del comando del dispositivo umanitario Mare Nostrum, 30 rappresentanti del Dipartimento Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere e 6 mediatori culturali.

Ne dà notizia la Marina Militare, specificando che, sempre nella giornata di ieri, è avvenuto il trasbordo di parte dei team specialisti del Dipartimento Pubblica Sicurezza sulle altre navi della Marina Militare del gruppo navale Mare Nostrum.

L’attività, nello spirito di collaborazione tra i diversi Dicasteri, permetterà al dispositivo navale della Marina Militare di potenziare le proprie capacità e svolgere in maniera più agevole le procedure di identificazione dei migranti eventualmente soccorsi.

L’operazione Mare Nostrum ha preso avvio venerdì 18 ottobre scorso, dopo una serie di naufragi luttuosi di migranti nell’isola di Lampedusa, nel Mar Mediterraneo, e dopo instancabili interventi di recupero e soccorso protratti ormai da anni da parte di uomini e mezzi di Marina Militare, Guardia Costiera, Forze Armate e popolazione italiana, direttamente coinvolta dal fenomeno di migrazioni di massa sulle coste italiane.

L’operazione Mare Nostrum si caratterizza per essere militare e umanitaria, si svolge nel Mar Mediterraneo meridionale e vede impiegato il personale e i mezzi navali ed aerei della Marina Militare, dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera e di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.

L’operazione prevede il rafforzamento del dispositivo italiano di sorveglianza e soccorso in alto mare già presente, con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza della vita umana e il controllo dei flussi migratori.

Fonte e foto: Marina Militare

Non chiamatela “scorta”. I poliziotti ricordano oggi i poliziotti

Oggi a Palermo, in via D’Amelio, “i poliziotti ricorderanno i poliziotti”, come si legge dal sito del SIAP, il sindacato di Polizia: “Il 19 luglio il SIAP sarà lì, tutto il giorno, silenziosa presenza, davanti a quell’albero che odora di libertà”.

Oggi ricorre il 21esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita, oltre al giudice Paolo Borsellino, anche i cinque agenti che costituivano la scorta del giudice antimafia: Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

“Non erano semplicemente la scorta – sottolinea il comunicato del SIAP – come a voler racchiudere cinque universi in una dicitura senza profondità di storie. Cinque vite spezzate. Cinque strappi, cinque esistenze in frantumi. Cinque famiglie devastate, mogli vedove, figli orfani … erano, sono e saranno sempre i nostri eroi”.

Fonte: SIAP

Foto: SIAP

Op Strade Sicure: i bersaglieri dell’8° reggimento, comandati dal col Sforza, cedono il comando al 3° reggimento di artiglieria da montagna, al comando del col Lauri

L’8° reggimento bersaglieri di Caserta, dopo circa sei mesi di attività svolte in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, termina l’impegno nell’Operazione Strade Sicure in Campania. Da ieri, 28 giugno, il Comando della territorialità di Napoli, Caserta e Salerno, è passato al 3° reggimento artiglieria da montagna di Tolmezzo, Udine. Dallo scorso 16 gennaio sono stati impegnati più di 500 tra uomini e donne del raggruppamento su base 8° reggimento bersaglieri agli ordini del colonnello Massimiliano Sforza.

Gli artiglieri del 3° reggimento, comandati dal colonnello Flavio Lauri, continueranno l’Operazione Strade Sicure in Campania, confermando l’impegno dell’Esercito nella vigilanza di obiettivi sensibili e il pattugliamento di aree metropolitane per garantire più sicurezza.

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Fonte: 8° reggimento bersaglieri

Foto: 8° reggimento bersaglieri

Siamo in dittatura. Così è il sistema, e la sua violenza è legale

By Vincenzo Ciaraffa


Abbiamo spesso definito il momento storico che stiamo attraversando come quello della “dittatura del sistema”, un perverso regime che si regge sull’alleanza tra politica, industria, economia, multinazionali e gruppi editoriali. Come anche spesso abbiamo esortato chi ci legge a stare all’erta perché questa inedita, e neppure tanto, dittatura non è visibile a occhio nudo nel senso che essa non ricorre ai metodi classici delle dittature del passato.

Infatti, non notiamo carri armati per le strade, i militari se ne stanno per i fatti loro, le radio e le televisioni non sono state occupate (almeno non dai Generali…), il Parlamento sta lì, anche se non si capisce per fare cosa, e a votare ci andiamo ancora, anche se soltanto per esprimerci su candidati imposti dall’alto.

Ebbene, lo confessiamo, la nostra disamina aveva un limite: prendeva in considerazione soltanto la situazione del nostro Paese mentre, in realtà, la “dittatura del sistema” è un problema degli abitanti del villaggio globale nel senso che riguarda tutta l’umanità. Se pensate che esageriamo v’invitiamo a meditare su tre recenti accadimenti che, purtroppo, sui Media e sul Social Network non hanno suscitato quel coro di riprovazione che ci aspettavamo da parte di persone sempre pronte a inondare le reti informatiche con lacrimose storie di cani maltrattati o di gatti smarriti, ma veniamo ai fatti.

Nella centralissima Times Square di New York la Polizia, invece di limitarsi a ferirlo, ha abbattuto con dodici pistolettate un povero disgraziato che, sfatto dalla droga, si aggirava stralunato tra i negozi e le insegne luminose di una zona che gli americani considerano il centro del mondo. In un certo senso essi hanno ragione a considerarla così, perché Times Square, dove milioni di newyorchesi si radunano il 31 dicembre per celebrare il Capodanno, è qualcosa di veramente unico: negozi e alberghi tra i più costosi al mondo si confondono tra le centinaia di migliaia d’insegne luminose e mega schermi che fanno sembrare giorno anche la notte fonda, dove le attività commerciali prosperano e il denaro scorre a fiumi.

Appena una settimana dopo il fattaccio di Times Square, la Polizia sudafricana ha sparato ad altezza uomo sui minatori in sciopero delle miniere di platino di Marikana (di una multinazionale inglese), uccidendone trentasei e ferendone almeno il quadruplo.

Nello stesso giorno tre ragazze russe di un trio canoro punk sono state condannate a due anni di carcere per aver offeso la morale religiosa del popolo russo cantando una canzone anti Putin nella cattedrale moscovita di Cristo Salvatore.

Per carità, nessuno nega che il drogato di New York brandisse un coltello e che gli scioperanti del Sudafrica agitassero lance e machete, ma chi fronteggia con armi da fuoco automatiche individui dotati unicamente di armi bianche, evidentemente, non è nella necessità di dover uccidere per salvare la propria vita. In genere è sufficiente tirare sopra la loro testa per arrestarne l’impeto aggressivo, alla peggio alle loro gambe in modo di neutralizzarli prima di arrivare al contatto fisico.

Salvo che la sua reazione non debba rispondere a dinamiche che poco o niente hanno a che fare con la difesa personale, l’ordine pubblico e con la morale religiosa, come sospettiamo sia avvenuto nei casi in questione. Infatti, i tre accadimenti, per quanto distanti spazialmente, sono stati raccordati da un unico filo conduttore: il ripristino dell’ordine costituito nella “dittatura del sistema” mediante il terrorismo istituzionale spacciato per difesa della legalità.

Il disgraziato di New York, in realtà, è stato abbattuto come un cane rabbioso non perché minacciasse realmente tale legalità o la vita degli agenti che volevano fermarlo, ma soltanto perché era un bubbone nella rutilante realtà di Times Square, il centro del mondo  – come sostengono gli americani –  un centro che, a sua volta, è centro della dittatura della quale parliamo.

Nel caso della mattanza dei minatori di Marikana, poi, l’intento era addirittura palese: il sistema dominante doveva dare una dura lezione a coloro che  – per il solo fatto di esercitare un diritto –  minacciavano  gli interessi della multinazionale inglese, una delle colonne portanti della “dittatura del sistema globale”.

Stessa cosa in Russia, dove un autocrate immorale e ateo (i bunga-bunga a base di sesso e vodka nella sua dacia sono famosi quasi quanto quelli di Arcore…) si è eretto a difensore della morale religiosa! In realtà, intendeva lanciare un avvertimento a chi minaccia il suo potere basato sull’acquiescenza della Chiesa Ortodossa e sull’incontrollato flusso/riflusso di capitali provenienti dalle royalties minerarie e metanifere.

Oddio, c’è anche chi per contribuire a mantenere in piedi questa dittatura transnazionale ricorre a metodi meno truculenti di quelli appena esaminati, ma non per questo meno devastanti, come i bassi servigi delle implacabili strurmtruppen di Equitalia cha hanno già fatto fuori una cinquantina di persone che      – almeno sotto il profilo operativo –  dobbiamo dire che si sono suicidate.

Questa, però, è soltanto la rappresentazione italiana di quella “dittatura del sistema” che, per consolidarsi, tenterà d’intimorirci con la violenza legale, armata o disarmata che sia. Sempre, beninteso, che i cittadini del villaggio globale accettino di continuare a vivere come formiche schiavizzate.

Vincenzo Ciaraffa

Foto: la mappa di Freedom House è di giornalisticalabria.it