Santo Marcianò

Caduti: una Messa solenne a Cargnacco nei 100 anni del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti

Nella mattinata di oggi, 5 ottobre, è stata celebrata presso il Tempio Ossario di Cargnacco, in provincia di Udine, dall’ordinario militare monsignor Santo Marcianò, una Santa Messa solenne in onore di tutti i caduti in occasione della ricorrenza dei 100 anni dall’istituzione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti.

È lo stesso Commissariato a darne notizia con un comunicato stampa.

Alla cerimonia erano presenti il generale Alessandro Veltri, Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti e le principali autorità civili, militari e religiose locali. Dopo la celebrazione della Santa Messa è seguita la deposizione di una corona d’alloro in omaggio ai Caduti presso la cripta del Tempio.

La scelta è caduta proprio sul Tempio di Cargnacco, si apprende, perché è il luogo che venne realizzato, per volontà di monsignor Carlo Caneva, che era stato cappellano militare in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, per ricordare gli oltre 90.000 caduti e dispersi in Russia.

In seguito alla caduta del muro di Berlino è stato possibile il rimpatrio di numerosi caduti ancora sepolti in cimiteri di guerra sul Don.

A Cargnacco sono tumulate oltre 8.000 salme, tra ignoti e caduti identificati, mentre più di 3.000 sono state restituite alle famiglie.

I nomi degli oltre 90.000 soldati che non fecero più rientro dalla campagna di Russia sono riportati nei 24 volumi che si trovano nell’aula dominata dalla scritta “Ci resta il nome”.

Il Commissariato Generale, ente interforze la cui organizzazione compete al Ministro della Difesa, è stato istituito nel 1919 e le sue competenze consistono nella ricerca, nel recupero, nel rimpatrio e nella definitiva sistemazione dei caduti italiani non ancora individuati; nella sorveglianza e nella gestione delle otto zone monumentali di guerra; nella sistemazione, manutenzione e custodia degli oltre mille tra sacrari e sepolcreti, in Italia e all’estero, nei quali sono custodite le spoglie dei caduti italiani in guerra, a decorrere dal 4 marzo 1848 fino alle più recenti missioni di pace.

Negli ultimi due anni sono stati riportati in Italia caduti da Sudan, Bosnia, Albania, Croazia, Russia.

Lo scorso 25 settembre si è svolta la cerimonia relativa all’ultimazione dei lavori di digitalizzazione, durati poco più di un anno, dei 318.740 fascicoli dell’Albo d’Oro dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale (link articolo).

Il Commissariato Generale ricorre inoltre alle più moderne tecnologie, come ad esempio l’esame del DNA in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, per la comparazione dei profili genetici al fine di attribuire un’identità certa ai resti mortali dei caduti, come accaduto con le spoglie del senatore Gigante e del vicebrigadiere Diana ritrovate in Croazia lo scorso anno.

In occasione dei cento anni di costituzione del Commissariato, oltre alla celebrazione di Cargnacco, è previsto un convegno sul culto della memoria che si terrà a Roma presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) il 9 ottobre.

Fonte e foto: Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti

COMLOG: l’Ordinario Militare al Dipartimento di Lungodegenza di Anzio benedice la nuova cappella

Sua Eccellenza Monsignor Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, si è recato in visita al Dipartimento di Lungodegenza di Anzio nella mattinata del 1° giugno scorso, ha fatto sapere con una nota stampa dello stesso giorno il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

“Ad accoglierlo, in rappresentanza del Direttore del Policlinico Militare di Roma Celio, Generale di Divisione Francesco Diella, il Brigadier Generale Carlo Catalano, Capo Dipartimento Medicina del Celio, da cui dipende il nosocomio militare di Anzio, e il Colonnello Francesco Maglia, Capo Dipartimento di Lungodegenza”, riferisce in dettaglio il COMLOG.

Nel corso della visita, Monsignor Marcianò ha benedetto la nuova cappella del Dipartimento di Lungodegenza, dove ha celebrato la Santa Messa alla presenza dei degenti e del personale militare e civile.

L’Ordinario Militare, durante la cerimonia, ha rivolto parole di apprezzamento per la sensibilità e la professionalità degli uomini e delle donne del Dipartimento nei confronti dei pazienti ricoverati nella struttura sanitaria.

“La presenza dell’Arcivescovo Marcianò – ha affermato il gen Catalanoè un segno di una vicinanza particolarmente sentita a tutta la Sanità Militare, ai pazienti, ai medici, agli infermieri e a tutti coloro che si adoperano giornalmente nelle corsie”.

Successivamente, Monsignor Marcianò si è recato in visita nel reparto di cura e si è intrattenuto singolarmente con i degenti, rivolgendo a loro parole di conforto e vicinanza.

Prima del commiato, al termine della visita, ha avuto luogo uno scambio di doni simbolici e la tradizionale firma dell’Albo d’Onore.

Articoli correlati:

L’Ordinario Militare Mons Marcianò in Paola Casoli il Blog

Il COMLOG in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: COMLOG Esercito

 

Sector West, UNIFIL: mons Marcianò a Shama per la Santa Pasqua celebra con Pastorale realizzato da un Paracadutista della Folgore

“S.E. Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare, ha incontrato a Shama, sede del Comando del Settore Ovest di Unifil su base Brigata Paracadutisti Folgore, i militari italiani schierati nel sud del Paese nell’ambito della Missione UNIFIL”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso Sector West (SW).

Accolto dal gen Rodolfo Sganga, Comandante del Settore di UNIFIL a guida Italiana, l’Ordinario Militare per l’Italia ha presieduto in questi giorni tutte le tradizionali celebrazioni che precedono la Santa Pasqua.

Mons Marcianò, fa sapere il Sector West, ha colto l’occasione per ringraziare i militari italiani del lavoro che svolgono costantemente al servizio del popolo Italiano e di tutti i popoli dei molti Paesi nei quali sono presenti le nostre Forze Armate, “grandi professionisti portatori di pace e stabilità”.

Il Bastone pastorale, si apprende dal comunicato stampa, “è stato realizzato da un Paracadutista della Folgore”.

Articoli correlati:

Il Sector West di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Folgore in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

COMLOG Esercito: al POLMANTEO la visita dell’Ordinario militare mons Marcianò, “il Crocifisso nelle caserme dimostra la memoria di Cristo”

“L’Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Santo Marciano’, accompagnato dal Cappellano Don Salvatore Nicotra, si è recato in visita nei giorni scorsi presso il Polo di Mantenimento dei mezzi di Telecomunicazione, Elettronici e Optoelettronici (POLMANTEO) di Roma”, ha fatto sapere il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con una nota stampa del 22 gennaio.

L’Arcivescovo, dopo essere stato accolto dal Comandante dei Trasporti e Materiali (TRAMAT), gen Arnaldo Della Sala, e dal Direttore dell’Ente, gen Angelo Gervasio, ha celebrato la Santa Messa alla presenza del personale militare e civile.

Al termine della celebrazione, mons Marcianò ha effettuato una breve visita ad alcuni reparti del POLMANTEO, scrive il COMLOG, dove ha avuto modo di apprezzare l’elevata professionalità del personale.

L’attività è proseguita con la visita al 44° Battaglione di Sostegno TLC Penne dove l’Arcivescovo è stato accolto dal Comandante Logistico dell’Esercito, gen Leonardo di Marco.

Mons Marcianò ha benedetto il Crocifisso della Cappella San Gabriele dell’Ente e ha salutato tutto il personale, sottolineando come la volontà di esporre il Crocifisso in caserma dimostri il coraggio degli appartenenti alle Forze Armate anche nel conservare, custodire e ricordare la memoria di Cristo.

La visita è terminata con il pranzo di Corpo, la firma dell’Albo d’Onore e lo scambio di doni nell’Ufficio del Comandante, conclude la nota stampa.

Articoli correlati:

Il COMLOG in Paola Casoli il Blog

L’Ordinario militare mons Marcianò in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: COMLOG Esercito

Resolute Support: l’Ordinario Militare mons Marcianò a Kabul e a Herat con i militari italiani

L’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Santo Marcianò, accompagnato dal segretario particolare Don Santo Battaglia, è giunto nei giorni scorsi in Afghanistan per trascorrere il Natale insieme ai militari italiani impiegati nella missione Resolute Support (RS), ha fatto sapere il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) con un comunicato stampa.

Ricevuto a Kabul dall’Italian Senior National Representative, gen Antonio Bettelli, Sua Eminenza ha poi proseguito il viaggio per Herat, sede del contingente italiano del TAAC-W. Accolto dal comandante, gen Gianluca Carai, Monsignor Marcianò si è recato in visita nella base di Camp Arena fermandosi nei luoghi dove i militari prestano il loro quotidiano servizio.

Nell’occasione della Santa Messa l’Arcivescovo ha espresso la propria gratitudine per il lavoro svolto dal personale italiano a favore del processo di pace e ricostruzione delle istituzioni afgane, fa sapere il comunicato stampa del TAAC-W, che attualmente è su base brigata Sassari.

“Voi siete operatori di pace tra la gente e per la gente – ha affermato mons Marcianò nel suo discorso ai militari – Voi siete quelli che più sono a rischio e mettono a rischio la propria vita; questa è l’altissima motivazione del militare che lo porta a vivere per il bene degli altri. La presenza dei nostri soldati in Afghanistan è necessaria per aiutare un popolo che ha bisogno di aiuto, per garantire la stabilità sociale, la custodia del dialogo, la fraternità; voi siete qui per permettere che agli afgani vengano garantiti i diritti fondamentali dell’uomo, quelli della libertà, dell’uguaglianza, del progresso, del rispetto della dignità della donna”.

Dopo il trasferimento a Kabul, Monsignor Marcianò ha officiato la Messa di Natale anche presso la cappella dell’ambasciata d’Italia, riunendo la comunità italiana che presta servizio presso la capitale.

Nell’occasione della visita, il gen Bettelli ha rimarcato la condivisione dei valori cristiani con quelli dell’etica militare, quali fratellanza, sacrificio, senso del dovere, coraggio e impegno, mentre l’Ordinario Militare ha proferito parole di ringraziamento per i soldati del contingente italiano e rinnovato il messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa per coloro che lavorano per gli ultimi.

Articoli correlati:

Il TAAC-W in Paola Casoli il Blog

La brigata Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: TAAC-W RS

CESIVA: Precetto natalizio interforze celebrato a Civitavecchia dall’Ordinario Militare Mons Marcianò

Il Precetto natalizio interforze del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) è stato celebrato presso la Cattedrale di Civitavecchia, fa sapere lo stesso Centro con un comunicato stampa del 20 dicembre.

Alla presenza del Comandante del CESIVA., gen Maurizio  Boni, delle massime autorità militari di stanza a Civitavecchia e a Monte Romano, dei Corpi dello Stato, dell’Associazione per l’Assistenza Spirituale delle Forze Armate e di quelle Combattentistiche e d’Arma di Civitavecchia, l’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons Santo Marcianò, ha officiato la Santa Messa insieme ai Cappellani Militari del Centro, Don Massimo Carlino, dell’Arma dei Carabinieri, Don Donato Palminteri, e della Guardia di Finanza, Don Francesco Chiantera, si apprende dal comunicato.

Nell’omelia, l’Ordinario Militare ha ringraziato le Forze Armate per la loro preziosa e professionale opera sia in Patria che all’estero, sottolineando come in una società in continuo cambiamento “la comunità militare rimanga portatrice di valori universali e punto di riferimento per la collettività”.

Prima del termine della Santa Messa, il gen Boni, a nome dei presenti, ha ringraziato l’Ordinario Militare per aver presenziato la celebrazione eucaristica in preparazione al Santo Natale e “ha evidenziato l’importante ruolo dei Cappellani Militari all’interno delle Forze Armate, infine ha formulato gli auguri di buone feste a tutti gli intervenuti”, conclude il CESIVA.

Articoli correlati:

Il CESIVA in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: CESIVA

Marina Militare: la Santa Barbara celebrata su navi, enti e comandi

SANTA BARBARA 4 dicembre Marina Militare_fornauticaOggi, venerdì 4 dicembre, fa sapere la Marina Militare, a bordo delle navi e presso tutti gli enti e i comandi della Forza Armata viene celebrata la festività della patrona Santa Barbara.

A Roma, questa mattina, sua eccellenza monsignor Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia, ha celebrato la Messa solenne nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Alla liturgia, accompagnata dalla Banda musicale della Marina Militare e dal coro dell’Aventino, hanno partecipato le autorità, unitamente al personale in servizio e in congedo, alle rappresentanze degli Artiglieri, dei Trasmettitori e dei Vigili del Fuoco e alle relative associazioni combattentistiche e d’arma.

Si è trattato come sempre di un momento particolarmente sentito per il personale della Marina, che ha rivolto il proprio pensiero a coloro che sui mari di tutto il mondo e nei teatri operativi svolgono il loro quotidiano e silenzioso lavoro al servizio della Patria e dei cittadini.

Della propria patrona, la Marina Militare riferisce:

Si narra che Barbara di Nicomedia in Bitinia fu rinchiusa in una torre e poi condotta al martirio per la sua indomata fede cristiana osteggiata dal padre pagano Dioscoro, che al “quattro del mese di Dicembre, regnante Massimiano Imperatore, ed essendo preside Marziano…” (circa nel 228 d.C.), fu incenerito da un fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redimersi.

La martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: “…tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita l’orazione della tua ancilla… Pregoti il Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio,…mandali grazia per tua misericordia”…

Da queste espressioni si percepisce l’intenso intreccio che lega Santa Barbara agli uomini della Marina Militare.

La leggenda spiega le ragioni per cui subito dopo l’invenzione della polvere da sparo, presso ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, è presente sulle pareti un’immagine della Santa perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto “Santabarbare”.

Articoli correlati:

Santa Barbara in Paola Casoli il Blog

Fonte: Marina Militare

Foto: Fornautica

Il Corpo sanitario dell’Esercito nel suo 182° anniversario: “storia di valore al fianco dei reparti”, ha affermato il CaSME gen Errico

20150604_Festa Sanità Militare_Esercito ItalianoIl Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico, ha presenziato giovedì 4 giugno, a Roma, alla cerimonia di commemorazione del 182° anniversario del Corpo Sanitario dell’Esercito, istituito con Regio Decreto nel 1833.

Alla cerimonia, che ha avuto luogo nell’aula magna della Scuola Trasporti e Materiali (TRAMAT), sono intervenuti l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, S.E. monsignor Santo Marcianò, il comandante logistico dell’Esercito, generale Alessandro Montuori, il comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Vincenzo Lops, il ”decano” del Corpo sanitario dell’Esercito, generale Federico Marmo, oltre a numerose autorità religiose civili e di vertice della Forza Armata.

La cerimonia ha visto la prolusione del generale Marmo e la lectio magistralis del professor Francesco Landi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema del “Mantenimento dell’efficienza fisica attraverso il corretto stile di vita”, e del dottor Antonio Sabino, procuratore generale militare presso la Corte militare d’Appello, su “Medicina e Deontologia: tradizione e nuove sfide”.

Durante il suo intervento il CaSME ha sottolineato come “il personale sanitario dell’Esercito ha contribuito a scrivere una storia di abnegazione e di valore al fianco dei reparti, condividendone sacrifici in tutti i campi di battaglia dove medici, infermieri e barellieri, si trasformarono talvolta in combattenti e comandanti di reparto”.

Personale, ha aggiunto il CaSME, che ” continua a fornire la sua preziosa opera dal Kosovo al Libano, dalla Somalia fino all’Iraq e all’Afghanistan, in Patria nel soccorso e nell’assistenza alle popolazioni, specie in occasione di eventi calamitosi o altre emergenze nazionali, e soprattutto quando la tempestività e l’efficacia si rivelano determinanti nel salvataggio di vite umane”.

Infine il gen Errico ha concluso sottolineando che ” l’importanza della sanità militare oggi, sia in Italia sia all’estero, è valorizzata anche con accordi per la cooperazione stipulati tra il ministero della Difesa ed enti locali che tendono a migliorare e ampliare le risorse assistenziali disponibili, attraverso la condivisione di professionalità e attrezzature mediche”.

La cerimonia si è conclusa con la consegna degli attestati di riconoscimento attribuiti al personale militare distintosi per “meriti in attività sanitarie”.

Fonte e foto: Esercito Italiano

Santa Barbara: la Marina Militare festeggia la patrona insieme con artiglieri, genieri, trasmettitori e vigili del fuoco

Domani, giovedì 4 dicembre, a bordo delle navi e presso tutti gli enti e i comandi della Marina Militare sarà celebrata la festività di Santa Barbara, Patrona della Forza Armata.

A Roma, alle 10.30, Sua Eccellenza monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, celebrerà la messa solenne nella Basilica di San Giovanni in Laterano aperta a tutta la cittadinanza.

Alla liturgia, accompagnata dalla Banda musicale della Marina Militare e dal coro dell’Aventino, parteciperanno numerose autorità, unitamente al personale in servizio e in congedo, alle rappresentanze degli Artiglieri, dei Trasmettitori e dei Vigili del Fuoco e alle relative associazioni combattentistiche e d’arma dei Marinai d’Italia, degli Artiglieri, dei Genieri e Trasmettitori e dei Vigili del Fuoco.

Sarà un momento particolarmente sentito che riunirà il personale della Marina Militare in comune riflessione, con il profondo pensiero a coloro che sui mari di tutto il mondo e nei teatri operativi svolgono il loro quotidiano e silenzioso lavoro al servizio della patria e dei cittadini.

Di Barbara di Nicomedia, in Bitinia, si narra che fu rinchiusa in una torre e poi condotta al martirio per la sua indomata fede cristiana osteggiata dal padre pagano Dioscoro, che al “quattro del mese di Dicembre, regnante Massimiano Imperatore, ed essendo preside Marziano…” (circa nel 228 d.C.), fu incenerito da un fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redimersi.

La martire, nell’imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: “…tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita l’orazione della tua ancilla… Pregoti il Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio,…mandali grazia per tua misericordia”…

Da queste espressioni si percepisce l’intenso intreccio che lega Santa Barbara agli uomini della Marina Militare, fa sapere il comunicato stampa della stessa Forza Armata.

La leggenda spiega le ragioni per cui subito dopo l’invenzione della polvere da sparo, presso ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, è presente sulle pareti un’immagine della Santa perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto “Santabarbare”.

Fonte e foto: Marina Militare

I Granatieri di Sardegna celebrano domani a Roma il loro benefattore patrizio sardo Don Alberto Genovese: donò 120mila lire piemontesi nel 1776 per vedove, musica e messa di suffragio

Domani, martedì 18 febbraio, con inizio alle 10,30, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, i Granatieri di Sardegna ricorderanno con una cerimonia solenne e una messa in suffragio Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, benefattore del 1° reggimento Granatieri di Sardegna.

La solenne cerimonia, alla quale parteciperanno autorità militari e civili della città, commemora il patrizio sardo Don Alberto Genovese che nel 1776 donò al Reggimento di Sardegna 120.000 lire vecchie di Piemonte da utilizzare per la costituzione e mantenimento della musica reggimentale, per il sostentamento delle vedove dei soldati caduti e per la celebrazione di una messa in suffragio nel giorno della sua morte. La ricorrenza celebrata da allora tutti gli anni vedrà domani la presenza dell’Ordinario militare, monsignor Santo Marcianò.

I Granatieri di Sardegna sono impiegati, dal 27 ottobre 2013, in Libano nell’ambito dell’operazione Leonte XV, dove il 1° reggimento ha assunto il comando dell’unità di manovra italiana ITALBATT alle dipendenze del Comando del contingente italiano, su base brigata Granatieri di Sardegna, responsabile del settore Ovest.

Articoli correlati:

Il Sector West di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: brigata Granatieri di Sardegna