Una Acies

Una Acies 2019, media day: giornalisti protagonisti di un addestramento nell’addestramento

“È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato”. Quasi un Truman Show. Sì, perché lo scenario dove ti trovi è un’esercitazione a fuoco vera, tra tank che sparano e ordigni insidiosi tra le sterpaglie, ma tutto si svolge in una cornice di totale sicurezza, come lo stesso project officer ricorda giustamente a ogni passaggio.

Tutto è sotto controllo. Dall’esplosione sotto un VM a dieci metri dalla tua videocamera, con tanto di nemici cattivi che ne estraggono la radio mentre i buoni restano storditi con la testa a penzoloni sul cruscotto, al volo tattico in CH per arrivare al poligono, dove tre PZH 2000 sparano granate che da vicino diventano un tonfo sordo nello stomaco. Intanto i fucilieri si gridano gli ordini per procedere verso l’obiettivo e neutralizzare il nemico che occhieggia sulle colline sotto forma di una sagoma bianca.

È il media day dell’esercitazione Una Acies 2019, che ha visto una ventina di giornalisti sul campo tra i militari in esercitazione. Insolita davvero questa situazione voluta appositamente dagli organizzatori: “Ho scelto di farvi il briefing introduttivo qui per non annoiarvi tra le quattro mura di un ufficio – spiega il generale Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT) – le slide le potrete seguire da là”. E indica un maxischermo in fondo al campo dove siamo stati accompagnati e dove a breve, poco distante, sarebbe stato individuato un ordigno esplosivo improvvisato.

“La presenza dei giornalisti all’interno di ‘Una Acies’ è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa”, dichiara il Comandante. “Inoltre – ci svela a breve – la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole”. 

“Durante i percorsi organizzati in questo Media Day – continua il gen Fungo nel briefing inaspettatamente campale – voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese”.

Una Acies, un’unica schiera. È il motto dell’Accademia Militare di Modena ed è anche il nome di una serie di esercitazioni militari annuali che coinvolgono, quest’anno, più di 1.400 Allievi degli istituti di formazione dell’Esercito, provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè.

“Qui formiamo soldati”, sottolinea il gen Fungo. “Grazie al modulo addestrativo Una Acies, marescialli, allievi dell’Accademia, ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e allievi ufficiali delle Scuole Militari, si addestrano insieme per testare le proprie capacità individuali all’interno di una squadra”.

E alla fine delle attività, che durano cento giorni, anche una gara conclusiva, la Gara dei plotoni: chi vince il trofeo Una Acies si aggiudica la competizione annuale più coinvolgente degli istituti di formazione. Tra le prove finali, anche “il trasporto di un simulacro di tronco da 180 chili, trasportato da otto persone su un circuito di 1.800 metri: chi prima arriva, vince il trofeo Una Acies”, spiega il tenente colonnello Pasquale Cersosimo, il project officer dell’esercitazione.

Intanto sul campo del briefing con il Comandante, dopo la messa in sicurezza dell’area in cui è stato ritrovato l’ordigno (IED, in “militarese”, che sta per Improvised Explosive Device), e dopo che il drone proprio sopra la tua testa viene intercettato e messo fuori uso da quelli che credi essere ragazzini al computer con i loro videogame – e invece sono esperti informatici che eludono attacchi cyber, ecco che ti viene fatto il controllo degli zaini e ricevi la carta di imbarco. Al poligono si va in elicottero, con il CH-47F dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). Pronti al volo? Briefing di sicurezza prima di salire la rampa e poi via, verso il poligono di Monte Romano.

Qui capisci cosa sia l’artiglieria quando spara. Anche se hai le cuffie dell’elicottero – “caution! hearing protection required!” – lo capisci lo stesso molto bene.

Tra gli equipaggi che scendono dai PZH 2000 dopo i tiri, pronti per essere intervistati, si schierano anche gli istruttori. “Senza di loro, senza gli uomini – sottolinea il gen Fungo – il PZH sarebbe solo un pezzo di ferro”.

E ti rendi conto che in cinque settimane di addestramento un carro diventa un giocattolo nelle mani di questi specialisti: “apri il comparto delle cariche di lancio – ti spiegano dentro il mezzo, dove non si soffre di claustrofobia e neanche per i fumi degli spari – inserisci il modulo, chiudi l’otturatore, dai il consenso al fuoco e poi non rimane altro che premere il pulsante e il proietto parte”. Sì, insomma, sembra un gioco da ragazzi: la tranquillità e la precisione di questi militari è sicuramente la cifra della validità della formazione impartita.

Se non ti è chiaro dove arrivino i colpi e che effetto facciano, c’è la visita all’osservatorio. Una bellissima vista sulle colline del Viterbese, con gli ulivi sullo sfondo e il frinire delle cicale nei 30 gradi di luglio: è qui che si apre la vetrata dell’osservatorio militare che controlla l’arrivo e l’esplosione dei colpi sparati da qualche chilometro più in là. Monitor, annunci che sembrano messaggi in codice, mappe, tabelle e manuali di tiro. Da qui passa tutta l’attività che viene svolta in poligono, con l’ausilio di una centralina (SAO, stazione acquisizione obiettivi) che rileva le coordinate con estrema precisione, come spiegano nel dettaglio gli stessi soldati esercitati.

C’è giusto il tempo per stupirsi dell’attività dei panificatori della Scuola di Commissariato di Maddaloni, posizionati con i loro forni campali dietro all’osservatorio, prima di una shakerata in CH verso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Ma la vera sorpresa, più che il volo tattico sulla campagna romana, è l’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, direttamente sul campo di esercitazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) di Cesano mentre i soldati si stanno esercitando con il programma SIAT (Sistema Integrato Addestramento Terrestre) nella fase live. Mezzi, munizioni e soprattutto soldati reali in una simulazione che puoi seguire su uno schermo con una cocacola nel bicchiere: gli obiettivi colpiti, siano uomini o mezzi, ti compariranno in fiamme sul monitor, mentre ogni soldato ha un nome e si muove in modo fluido nello schermo.

E qui il dilemma: ma non sarà conveniente utilizzare esclusivamente la simulazione per esercitare i militari piuttosto che armi e carburanti?

“Questa è una delle 26 aree che rientrano nelle Caserme Verdi”, spiega il gen Farina, facendo riferimento a un progetto che riguarda uno sviluppo innovativo teso a rinnovare in venti anni il patrimonio immobiliare dell’Esercito, realizzando basi militari di nuova generazione destinate a razionalizzare i costi di manutenzione.

Ma non vanno confuse l’attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, costantemente ribadite anche dalla condotta delle attività esercitative, con la necessità di mettersi alla prova con esercitazioni a fuoco: l’ausilio della simulazione virtuale è certo conveniente e green, ma il coinvolgimento psicologico è da provare sul campo, tra i botti degli spari.

Se ne ha una prova nell’assistere alle dimostrazioni di MCM, il Metodo di Combattimento Militare che mutua dalle arti marziali prese e proiezioni di attacco e difesa.

Il fattore psicologico viene esercitato e messo alla prova costantemente nella fase di esercitazione, soprattutto nella livex. Le stesse caratteristiche del programma Forza NEC – Soldato Sicuro, pur con tutti gli assetti ipertecnologici, fanno affidamento e si basano proprio sul fattore umano.

Quello stesso fattore su cui ha puntato il gen Fungo nel media day della Una Acies, mettendo i giornalisti a contatto con i militari esercitati nel luogo dell’esercitazione: “Avrebbe potuto andare bene, ma anche male. Invece oggi è andato tutto benissimo”.

“Voi giornalisti siete stati i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti”.

PC

Quarantennale 160° corso Accademia Militare: tra loro i gen Serino, Perretti, Castellano, Luzi, Governale, Micale, Veltri

“40, 100,160, 200 ecco i numeri che riecheggeranno al centro di Modena e precisamente al Palazzo Ducale l’8 e il 9 Novembre, segnala con un comunicato stampa il gen Giuseppe Morabito a proposito del quarantennale del 160° corso dell’Accademia Militare di Modena, che così prosegue:

“40 anni dopo l’arrivo a Modena, esattamente 100 anni dopo la fine vittoriosa della Prima Guerra mondiale, il 160° corso dell’Accademia Militare torna nella città estense per celebrare le quattro decadi di vita militare e onorare il suo gemellaggio con il 200° corso che in queste ore inizia la sua esperienza di dedizione alla Patria.

Come se non bastassero questi numeri a sottolineare l’unicità di questo rientro alla Casa Madre, come non ricordare che esattamente quel 16 ottobre 1978 nelle stesse ore in cui i futuri Ufficiali del 160° corso entravano al Palazzo Ducale, sede dell’Accademia, il Cardinale Carol Wojtyla, scegliendo il nome di Giovanni Paolo II, era eletto al soglio pontificio.

Una serie di coincidenze storiche se si vuole casuali ma significative.  Un’altra è il centenario della comparsa delle stimmate a Padre Pio, che sarà ricordato durante le celebrazioni modenesi.

I cento anni dalla fine della Grande Guerra sono una data di valenza e importanza storica assoluta per l’Italia e va evidenziato anche che proprio quest’anno l’Esercito e la sua Accademia raggiungono l’importante traguardo di 200 Corsi svolti nei 340 anni di storia del più antico istituto militare di formazione del mondo.

Il 160° corso era composto di più di due centinaia di giovani che credevano e ancora oggi credono nelle Istituzioni e tra loro annoverano eccellenze assolute.

In particolare saranno a Modena a celebrare i 40 anni di servizio anche il Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa Pietro Serino, il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italiano Roberto Perretti, il Comandante delle Forze Operative del Sud Italia Rosario Castellano, il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dei Carabinieri Teo Luzi, il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia Giuseppe Governale, il Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente Italiana alle Nazioni Unite in New York Gino Micale e il Commissario Generale per le onoranze ai Caduti Alessandro Veltri. Questi sono solo la punta di diamante di un gruppo di persone eccezionali che da quaranta anni sono lustro dell’Italia.

La cerimonia del quarantennale sarà preceduta, nel pomeriggio dell’8 novembre, da quella della consegna dello spadino, nel corso della quale gli Allievi del 199° Corso consegneranno il simbolo dell’allievo ai colleghi del 200° Corso, un atto che sancisce per questi ultimi l’acquisizione dello status di Allievi Ufficiali.

Per assistere a questa cerimonia sono attesi in gran numero da tutte le regioni d’Italia i familiari dei giovani Cadetti del 200° Corso.

Il giorno successivo nell’ambito della cerimonia del quarantennale, il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino terrà un intervento in cui sottolineerà come il “passaggio” in Accademia fa sì che tutti gli Allievi di ogni epoca debbano ora sentirsi parte di un’unica famiglia.

Gli Allievi del 160° Corso sono stati testimoni della già citata elezione di Papa San Giovanni Paolo II, poi il 9 novembre 1989 della caduta del muro di Berlino e l’11 settembre 2001 del vile attentato al World Trade Centre.

Di quali cambiamenti epocali ed eventi storici saranno testimoni gli Allievi del 200° Corso non è dato saperlo ma l’augurio di Serino sarà quello che possano affrontare quanto la storia proporrà loro con la stessa saldezza morale e dedizione dei loro predecessori.

Ai due giorni di raduno organizzati sotto l’attenta direzione del Comandante dell’Accademia, Generale di Brigata Stefano Mannino, parteciperanno i familiari degli Allievi del Corso che sono deceduti in servizio e non in questi 40 anni, un ex parlamentare somalo che ha frequentato il 160° corso, Mohamed Omar Mohamed, e i Comandanti che accolsero il 160°a Modena nel 1978”.

Fonte: gen Giuseppe Morabito

Foto: Esercito Italiano

Scuola Sottufficiali: abilitazione al lancio per il XIX Saldezza

Si è concluso per 127 Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza il corso di abilitazione al lancio con paracadute ad apertura automatica, condotto dal Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa.

Lo rende noto la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un ocmunicato stampa di ieri, 26 luglio.

Nel mese di giugno intensa l’attività che ha visto i futuri Comandanti di plotone dell’Esercito Italiano costantemente seguiti dal personale qualificato del CAPAR: tre settimane di accurata preparazione fisica e di addestramento tecnico specifico alle quali va aggiunta la settimana dedicata agli aviolanci veri e propri.

Nei giorni 26, 27 e 29 giugno a Pisa e 24 e 25 luglio a Tarquinia – “non lontano dalla sede della prima Scuola Militare di Paracadutismo italiana”, sottolinea il comunicato – gli Allievi Marescialli e i rispettivi Comandanti hanno effettuato i previsti lanci da aeromobili dell’Aeronautica Militare e dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).

È un mese di luglio fitto di attività per tutti gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, ricorda il comunicato, impegnati con l’Esercitazione Una Acies 2018.

In “un’unica schiera” hanno partecipato a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie.

Insieme agli Ufficiali del 197° corso Tenacia della Scuola di Applicazione dell’Esercito, gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza e del XX corso Certezza si sono addestrati per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza.

Un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell’ambito delle unità dell’Esercito Italiano.

Articoli correlati:

Una Acies in Paola Casoli il Blog

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Scuola Sottufficiali: MCM per il XX corso Certezza in ambito Una Acies 2018

Gli Allievi Marescialli del XX corso Certezza, nell’ambito delle attività addestrative pianificate per l’Esercitazione Una Acies 2018, hanno svolto lezioni di perfezionamento di Metodo di Combattimento Militare (MCM), disciplina già avviata in fase basica durante il primo anno accademico presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa del 16 luglio.

L’MCM, spiega il comunicato, è un “sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative militari”. Questa disciplina è stata studiata al fine di garantire al militare, completamente equipaggiato, la sopravvivenza sul campo di battaglia, senza l’impiego delle armi da fuoco. Le lezioni offrono ai futuri istruttori una formazione completa, sia sulle discipline da combattimento che sui traumi e sulla psicologia del combattente.

Sviluppato su mandato dello stato maggiore dell’Esercito da parte di un Gruppo di progetto su base 187° reggimento Paracadutisti, l’MCM utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di altri Paesi, dalle arti marziali e dagli sport di combattimento. Dal 2014 è diventato ufficialmente il sistema di combattimento corpo a corpo della Forza Armata.

“Si tratta di un mese di luglio intenso – scrive la Scuola Sottufficiali nel comunicato – per tutti gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, impegnati con l’Esercitazione Una Acies 2018”.

In “un’unica schiera” parteciperanno a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie. Ufficiali e allievi marescialli si addestreranno insieme per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza.

“Un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell’ambito delle unità dell’Esercito Italiano”, conclude la Scuola Sottufficiali.

Articoli correlati:

Una Acies in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Scuola Sottufficiali: il XIX Saldezza sui luoghi della Battaglia del Trasimeno del 217 a.C.

Sabato 21 luglio scorso gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza, nell’ambito delle iniziative dedicate all’approfondimento di tematiche storico militari, si sono recati nel comune di Tuoro sul Trasimeno (Perugia), fa sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa del 23 luglio, sui luoghi della Battaglia del Trasimeno combattuta tra Romani e Cartaginesi nel 217 a.C. nella Seconda Guerra Punica.

Nell’arco della giornata, gli allievi hanno fatto visita al “Museo di Annibale sul Trasimeno”, nel caratteristico Palazzo del Capra, dove, articolato in tre ambienti espositivi, è disponibile un apparato didattico composto da video tematici, video racconti e pannelli didascalici che guidano negli avvenimenti del 217 a.C.

A seguire il “Percorso Annibalico”, un cammino nel luogo della battaglia costituito da 13 soste con stazioni a tema in luoghi peculiari della vallata di Tuoro. Le piazzole, legate a momenti significativi dello scontro, propongono varie tematiche di approfondimento: contenuti storico-militari, geografico-storici e archeologici.

Ogni stazione, legata ai movimenti degli eserciti, si compone di tre allestimenti: il primo, presenta l’insieme dei “Percorsi tra natura, storia, arte e tradizioni del Comune di Tuoro sul Trasimeno”; nel secondo viene illustrato l’argomento trattato nella stazione, consentendo di seguire il racconto della battaglia stessa, dagli antefatti all’epilogo finale; il terzo offre la possibilità di mettere in relazione il tema trattato nella stazione con le teorie principali sulla Battaglia del Trasimeno, in particolare del Nissen (1867), di Fuchs (1904) – Pareti (1912) – De Sanctis (1917), di Susini (1960) e di Brizzi – Gambini (2008).

Come in altre occasioni, anche questo Battlefield Tour ha consentito di prendere contatto con i luoghi teatro di un’importante operazione militare, si legge dal comunicato, al fine di comprenderne le dinamiche e il processo decisionale adottato nelle varie fasi di pianificazione, organizzazione e condotta. “Tale tipologia di attività, tesa all’analisi dell’evento storico e al suo riesame sul campo, valorizza ancor più un percorso formativo che si pone come obiettivo quello di creare junior leader sempre più capaci e preparati”, spiega la Scuola.

Per tutti gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito si tratta di un mese di luglio intenso: impegnati con l’Esercitazione Una Acies 2018, in “un’unica schiera” partecipano a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie.

Ufficiali e Allievi Marescialli si addestrano insieme per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza. Un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell’ambito delle unità dell’Esercito Italiano.

Articoli correlati:

Scuola di Applicazione, Una Acies 2018: 197° Tenacia e 19° Saldezza insieme in esercitazione di plotone a fuoco (23 luglio 2018)

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Scuola Sottufficiali Esercito: il XX Certezza si è addestrato al tiro in vista della Una Acies 2018

Si è concluso da poco, nel poligono di Monte Romano, in provincia di Viterbo, il ciclo di addestramento al tiro (modulo pre-combat) organizzato per gli Allievi Marescialli del XX corso Certezza, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa del 29 giugno scorso.

In questa fase, si apprende, sono state svolte lezioni di tiro con arma individuale di tipo statico e dinamico finalizzate all’acquisizione, anche nell’ambito della coppia, della capacità di intervenire rapidamente ed efficacemente in condizioni di stress fisico e da bordo di automezzi.

Peculiare il raggiungimento di importanti obiettivi addestrativi, quali l’incremento della capacità di impiego dell’arma in dotazione, l’acquisizione di sempre maggior precisione nel tiro, il miglioramento della capacità di assumere le corrette posizioni durante l’esecuzione delle azioni di fuoco, il perfezionamento delle capacità di coordinamento nell’ambito della coppia di tiratori.

Nel mese di luglio gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza e del XX corso Certezza saranno impegnati, per tre settimane, nel ciclo di attività finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone, condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali nell’ambito dell’esercitazione “Una Acies 2018”.

Gli Allievi in “un’unica schiera”, sottolinea il comunicato, parteciperanno a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie.

Ufficiali e Allievi Marescialli si addestreranno insieme per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con la Specializzazione Sanità. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

Articoli correlati:

La Scuola Sottufficiali Esercito in Paola Casoli il Blog

Il XX Certezza e il XIX Saldezza in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Scuola Sottufficiali Esercito: il XIX Saldezza si addestra al tiro con arma individuale di tipo statico e dinamico

Si è appena concluso, nel poligono di Nettuno, a Latina, il ciclo di addestramento al tiro (modulo pre-combat) organizzato per gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa di ieri 21 marzo.

In questa fase sono state svolte lezioni di tiro con arma individuale di tipo statico e dinamico finalizzate all’acquisizione, anche nell’ambito della coppia, della capacità di intervenire rapidamente ed efficacemente in condizioni di stress fisico e da bordo di automezzi.

Peculiare il raggiungimento di importanti obiettivi addestrativi, sottolinea il comunicato, quali l’incremento della capacità di impiego dell’arma in dotazione, l’acquisizione di sempre maggior precisione nel tiro, il miglioramento della capacità di assumere le corrette posizioni durante l’esecuzione delle azioni di fuoco, il perfezionamento delle capacità di coordinamento nell’ambito della coppia di tiratori.

La conclusione del modulo è da considerarsi a premessa dell’esecuzione degli atti tattici elementari di livello plotone che caratterizzeranno le attività degli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza nell’ambito dell’esercitazione Una Acies 2018, di previsto svolgimento nel prossimo mese di luglio.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con la Specializzazione Sanità.

L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

Articoli correlati:

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito in Paola Casoli il Blog

Il XIX corso Saldezza in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Accademia Militare: nel motto Una Acies! è stato celebrato il 70° anniversario dell’insediamento a Palazzo Ducale a Modena

Ha avuto luogo nella mattina dell’8 dicembre scorso la cerimonia per la celebrazione del settantesimo anniversario dell’insediamento ufficiale dell’Accademia Militare nel Palazzo Ducale di Modena.

È la stessa Accademia a darne notizia ripercorrendo rapidamente settant’anni di storia:

Dopo gli eventi dell’8 settembre 1943, l’attività formativa a favore degli Ufficiali dell’Esercito riprese a Lecce il 5 aprile del 1944, con la costituzione di un “Comando Speciale Regie Accademie Militari”.

Il 1° dicembre 1945 l’Istituto assunse la denominazione di “Regia Accademia Militare” modificata il 19 giugno dell’anno successivo in “Accademia Militare”, a causa della trasformazione istituzionale da Monarchia a Repubblica.

Il 15 ottobre 1947, la neo costituita Accademia Militare si insediava nella sede del Palazzo Ducale di Modena; il 4 novembre dello stesso anno l’Istituto ricevette in consegna la nuova Bandiera, in sostituzione di quella già dell’Accademia di Fanteria e Cavalleria.

L’inaugurazione ufficiale della nuova sede dell’Accademia Militare ebbe luogo l’8 dicembre 1947 con l’intervento dell’allora Capo Provvisorio dello Stato, On. Enrico De Nicola che, in tale circostanza, consegnò in Piazza Roma alla città di Modena la Medaglia d’Oro al Valor Militare, di cui è insignito il Gonfalone.

Alla cerimonia del 70esimo erano presenti le massime Autorità cittadine, ex Comandanti e circa duecento cittadini che, sfidando il freddo e la pioggia, si apprende dal comunicato, “hanno voluto dimostrare i sentimenti di affetto e vicinanza di Modena verso la “sua” Accademia Militare”.

Il Generale di Brigata Stefano Mannino, Comandante dell’Istituto, nel suo discorso ha sottolineato come “a distanza di settant’anni siamo oggi qui convenuti per ricordare l’alto significato storico, etico e morale di quel lontano 8 dicembre del 1947, ma anche per rendere omaggio a quanti, militari e civili, con il loro impegno e sacrificio hanno permesso il ritorno dell’Accademia nella sua storica sede”.

Non solo: “per presentare alle nuove generazioni, ai nostri giovani, un’ulteriore testimonianza storica affinché abbiano ben chiaro quanti sacrifici siano stati fatti e quanto sangue sia stato versato nel lungo cammino che ha portato all’Italia democratica di oggi. Da quel lontano 8 dicembre 1947 molti sono stati gli accadimenti geopolitici, taluni epocali, che hanno contrassegnato la storia del nostro Paese e del mondo intero. Si è passati dai grigi anni del dopoguerra a quelli fiorenti della ripresa economica, dal periodo della Guerra Fredda alla caduta del Muro di Berlino, dalla costituzione dell’Unione Europea ai duri Anni di Piombo del terrorismo, dall’attacco alle Torri Gemelle alle attuali minacce portate alla convivenza democratica”, ha ricordato il Comandante dell’Accademia.

“Fatti e accadimenti – ha poi proseguito il gen Mannino – che hanno determinato, nel tempo, una continua e profonda rivisitazione e trasformazione delle nostre Forze Armate in tutte le sue declinazioni: dalla componente organizzativa a quella operativa, da quella logistica a quella infrastrutturale, da quella formativa a quella addestrativa, imprimendo sempre più una connotazione interforze, multinazionale, multidimensionale e multidisciplinare allo strumento militare. Una continua trasformazione che ha permesso alle Forze Armate di mantenere il passo con i tempi. Un processo di adattamento alla realtà circostante che non ha escluso neppure l’Accademia Militare. Un’Accademia oggi profondamente cambiata rispetto al passato; un’Accademia che ha saputo rinnovare significativamente la propria offerta formativa; un’Accademia da tempo aperta al mondo femminile così come a quello internazionale; sono infatti ben quarantanove le Allieve Ufficiali che oggi frequentano questo Istituto e ben trentotto gli studenti stranieri, provenienti da dodici Paesi alleati ed amici”.

Tra i numerosi ex Allievi che hanno voluto condividere questo momento di alto valore storico, etico e morale, fa sapere l’Accademia nel suo comunicato, anche il Generale Sergio Fantoni, classe 1926, già Allievo Ufficiale del 4° Corso, uno dei 148 frequentatori che il 10 gennaio 1948 varcarono il portone di Piazza Roma per la frequenza del primo Corso ordinario dopo il ritorno a Modena dell’Accademia Militare.

Così il gen Mannino ha salutato il gen Fantoni: ” Il Generale è qui oggi per portarci la sua preziosa testimonianza e per rinnovare la vicinanza sua e quella dei suoi colleghi del 4° Corso alle nuove generazioni di Ufficiali. La sua presenza rappresenta per noi tutti un ammirevole esempio di coesione e di attaccamento all’Istituzione militare, nel solco delle tradizioni di questa Accademia, sapientemente racchiuse in una sola frase, il nostro motto…Una Acies! Una unica schiera“.

Articoli correlati:

Accademia Militare: 70esimo anniversario dell’insediamento a Modena (7 dicembre 2017)

L’Accademia Militare di Modena in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Accademia Militare

Scuola Sottufficiali: trainer inglesi in visita a Viterbo e al poligono di Monteromano

Una delegazione inglese composta dal Lieutenant Colonel Malcom K Cannon, Comandante dell’Army Recruiting Training Division, e dal Warrant Officer Class 1 Paul Tremain, Senior Military Instructor, ha visitato nei giorni 19 e 20 luglio 2017 la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo.

I colleghi d’Oltremanica sono stati informati, nel corso di un briefing svolto in sede, circa l’iter didattico e addestrativo che i futuri Comandanti di plotone dell’Esercito Italiano seguono nel periodo di permanenza presso l’Istituto di formazione viterbese, ha spiegato la stessa Scuola in un comunicato stampa del 20 luglio scorso.

Peculiare e particolarmente apprezzata la consolidata sinergia fra la Scuola e l’Università degli Studi della Tuscia, giudicata innovativa ed efficace, che offre l’opportunità di conseguire una formazione solida e al passo coi tempi, essenziale per chi nel prossimo futuro sarà protagonista nei principali scenari di crisi internazionali.

Dopo la visita alle infrastrutture didattico-addestrative all’interno della Caserma Soccorso Saloni, la delegazione inglese  ha avuto modo di assistere nel poligono di Monteromano all’esercitazione di plotone in attacco, che costituisce l’obiettivo addestrativo tecnico professionale del secondo anno di corso del XVIII corso Lealtà.

Gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, nel mese di luglio, sono stati impegnati, nell’ambito dell’Esercitazione “Una Acies 2017”, in un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell’ambito delle unità dell’Esercito Italiano.

Articoli correlati:

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Scuola di Applicazione: trofeo Una Acies 2017 a un plotone del 19° corso della Scuola Sottufficiali

Nella Caserma Bartolomei, sede della Scuola di Fanteria a Cesano di Roma, ha avuto luogo la giornata conclusiva della seconda edizione dell’esercitazione congiunta “Una Acies 2017”, ha fatto sapere un comunicato stampa della Scuola di Applicazione dell’Esercito datato 27 luglio.

Per l’intero mese di luglio, sottolinea il comunicato, la Una Acies ha visto milleseicento militari dell’Esercito addestrarsi congiuntamente.

Tra i partecipanti all’esercitazione anche 14 ufficiali donne e 6 di nazionalità straniera provenienti da Afghanistan, Albania, Armenia, Giordania e Libia, si apprende.

Friuli Venezia Giulia, Lazio, Valle d’Aosta e Puglia sono state le regioni dove gli Istituti di Formazione dell’Esercito comprendenti la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Sottufficiali di Viterbo, hanno sviluppato gli addestramenti previsti dai rispettivi iter formativi.

Il progetto addestrativo, che ha compreso tra l’altro il mantenimento delle capacità operative del quadro permanente, ha previsto esercitazioni per arma e specialità.

Le attività addestrative più rilevanti sono state le squadre e plotoni di fanteria a fuoco, brillamento di piccole cariche, combattimento nei boschi, movimento in montagna con ascensione al Gran Paradiso, addestramento individuale al combattimento, scuola tiri di artiglieria e il corso di pattugliatore scelto.

A conclusione di “Una Acies 2017” alla Scuola di Fanteria, dal 25 al 26 luglio, si è svolta una gara tra le rappresentative di tutti gli Istituti di Formazione addestrati e ad aggiudicarsi il trofeo “Una Acies 2017” è stato il plotone del XIX corso della Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Le prove affrontate sono state: controllo personale, equipaggiamento e armamento, percorso ginnico-sportivo militare, marcia zavorrata, prova topografica, lancio della bomba a mano, tiri con arma individuale e di reparto.

Sono stati inoltre consegnati agli allievi Ufficiali del 195° corso di Fanteria i brevetti di istruttore per il combattimento nei centri abitati, e i brevetti di pattugliatore scelto a favore degli allievi Ufficiali del 197° corso.

Alla conclusione dell’esercitazione hanno partecipato il gen Pietro Serino, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, il gen Riccardo Marchiò, Comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo dell’Esercito, il gen Claudio Berto, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione, e i Comandanti delle Scuole Militari.

Il gen Serino ha espresso la propria soddisfazione per i pregevoli risultati addestrativi conseguiti al termine di un’intensa attività che punta alla standardizzazione dell’addestramento dei futuri Comandanti della forza Armata.

Articoli correlati:

Una Acies in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito