Lug 12, 2005
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Albania, elezioni ancora senza un vincitore

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pubblicato da Pagine di Difesa il 12 luglio 2005

A pochi giorni dalle elezioni in Albania dello scorso 3 luglio, il sessantenne leader del Partito democratico Sali Berisha annuncia l’impegno del proprio governo a ridurre le tasse del 50% per le imprese di piccole dimensioni, così come riportato dall’agenzia Adnkronos.

Berisha è stato presidente dell’Albania dal 1992 al 1997, carica da cui si è dimesso a seguito del tracollo finanziario che ha lasciato sul lastrico gli investitori albanesi. Nell’anticipazione del programma di governo si è espresso in favore della lotta alla corruzione e alla povertà e ha garantito di promuovere ogni sforzo affinché il proprio paese entri a far parte della Nato e dell’Unione Europea.

“Si comporta già da primo ministro nonostante lo spoglio delle schede non sia ancora stato completato” sostengono fonti locali. Il suo avversario principale, il leader del Partito socialista Fatos Nano, è invece più cauto dato che dai seggi controllati finora il suo partito risulterebbe in svantaggio.

Stando alle informazioni diffuse dalla Commissione elettorale centrale, l’organo responsabile della condotta delle elezioni, il Partito democratico starebbe vincendo in 57 aree elettorali contro le 40 aree guadagnate finora dal Partito socialista. Una sola area è stata assegnata al Movimento socialista per l’integrazione guidato da Ilir Meta e altrettanto è toccato al candidato indipendente Spiro Peçi. Ma più di una decina di aree elettorali sono ancora da valutare, in alcune il vincitore non è stato determinato e gli scrutatori sarebbero alle prese con più di 200 reclami per il mancato rispetto degli standard di voto.

“Sovraffollamento, ritardi e incertezze riguardo all’identificazione degli elettori hanno dato l’impressione di disorganizzazione, ma finora poche irregolarità gravi sono state confermate” ha detto Jorgen Grunnet, capo della missione di osservazione elettorale dell’Osce’s Office for Democratic Institutions and Human Rights (Odihr). La dichiarazione è stata riportata dall’Osce il 4 luglio nell’ambito di un comunicato stampa critico nei confronti sia della volontà elettorale della popolazione albanese sia di un sistema elettorale aperto agli abusi e alle scorrettezze.

Le procedure elettorali prevedono la determinazione diretta del vincitore in 100 seggi e il sistema proporzionale per i rimanenti 40. Vince chi si aggiudica la maggioranza di 71 seggi in parlamento. Se confermata la vittoria di Sali Berisha, il Partito democratico potrebbe invitare i tre partiti socialisti alleati (Unione per i diritti umani, Socialdemocratico, Alleanza democratica, che partecipano nell’attuale governo a guida socialista) a unirsi alla maggioranza democratica e formare un nuovo governo.

Per ora non si è delineata né la necessità di indire nuove elezioni (che secondo dati recenti potrebbero aver luogo il 17 luglio), né una determinazione precisa dei risultati elettorali. La lista dei 140 nuovi parlamentari dovrebbe essere resa pubblica a fine luglio, mentre il 19 agosto il presidente Alfred Moisiu dovrebbe chiedere al partito o alla coalizione risultati vincitori di ufficializzare il nome del candidato a primo ministro.

Tra gli organi di controllo dei ballottaggi si è diffusa la consapevolezza del rischio di tumulti nel caso in cui la Commissione elettorale centrale non certifichi la vittoria del Partito democratico, i cui candidati e sostenitori si considerano già vincitori. Sali Berisha ha annunciato domenica 10 luglio la scomparsa di un esponente del suo partito, il quarantenne Behar Kastrati, che sarebbe sparito ai confini con il Kosovo dal venerdì precedente. “Si tratta di un atto di terrorismo politico, è molto grave” ha commentato riferendosi a un probabile rapimento.

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