Mag 18, 2011
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Dopo quattro peacekeeper uccisi e i vani appelli alla comunità internazionale il Sud Sudan inserisce la regione contestata dell’Abyei nella sua bozza di costituzione

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E’ l’ultimo atto di una serie di eventi che la comunità internazionale non vuole leggere nella giusta prospettiva.

L’inserimento nella bozza di costituzione del Sud Sudan della regione contestata dell’Abyei, ricca di petrolio e fulcro non solo geografico delle tensioni sudanesi, suggella un periodo di crisi crescente dal referendum di gennaio 2011.

Da allora, infatti, la regione dell’Abyei aspetta ancora di esprimere tramite un proprio referendum la scelta se aggregarsi al nord del Sudan o al nuovo stato del Sud Sudan. Tale impasse è determinata dalle dispute sulla definizione di chi ha diritto di voto: se la tribù araba nomade dei Misseriya, che entra periodicamente in Abyei con le greggi, o piuttosto la tribù stanziale dei Dinka Ngok.

Intanto quattro peacekeeper della missione Unmis (United Nations Mission in Sudan) sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco in Abyei, come riportato dal Sudan Tribune in un articolo del 10 maggio scorso, e sempre il 10 maggio una manifestazione spontanea composta da attivisti civili e studenti sud-sudanesi ha invaso pacificamente le strade di Juba, la capitale del sud, invocando il referendum in Abyei con il sostegno dell’Onu come disposto dal trattato di pace del 2005, il Comprehensive Peace Agreement (CPA).

Già qualche giorno prima i vertici dell’amministrazione dell’Abyei avevano chiesto ufficialmente un intervento internazionale. Ma non era la prima richiesta d’aiuto: anche gli Stati Uniti e l’Unione Africana avevano espresso la propria preoccupazione per la situazione di incertezza e di crescente tensione nell’area.

Vista la gravità crescente della situazione, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha rilasciato una dichiarazione datata 11 maggio dove dalle parole del presidente francese Gérard Araud si apprende la preoccupazione delle Nazioni Unite, la loro condanna nei confronti dell’uccisione dei quattro peacekeeper e il richiamo all’adesione alle direttive del trattato di pace.

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Fonte: Sudan Tribune, ReliefWeb

Foto:  Sudan Tribune/AP

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Forze Armate · Sicurezza