Mag 18, 2010
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Stavridis, comandante forze Nato in Europa: numero vittime indica incremento azione Isaf

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Mentre per i prossimi mesi la presenza militare statunitense e alleata in Afghanistan è destinata a salire – circa 98mila soldati statunitensi e almeno 43mila alleati saranno i numeri di Isaf  nel prossimo autunno, con un totale di 47 paesi contributori incluse Mongolia, Montenegro e Corea del Sud  – dall’altra parte il numero delle vittime aumenta.

Circa 1.100 soldati statunitensi e 650 della coalizione sono le cifre del bilancio attuale. Con l’Estonia in testa alla classifica in termini proporzionali, come spiega il comandante supremo per la Nato in Europa (SACEUR) ammiraglio James G.Stavridis: “Per capita, Estonia has suffered the most, followed by Denmark, Great Britain, Canada and the United States”. Un bilancio che secondo l’ammiraglio indica l’incremento dell’azione della Nato sul terreno.

Ma è necessario fare di più secondo il comandante. Servono addestratori per rendere autonome le forze afgane prima di potersene andare dal Paese delle Montagne. Quelli attualmente sul terreno non bastano. Il comandante ne vorrebbe almeno 450 subito.

Benché la Nato Training Mission in Afghanistan rappresenti la priorità, l’ammiraglio Stavridis ha individuato altri tre punti fondamentali su cui Isaf deve concentrarsi per avere successo.

Il primo è la comunicazione strategica. Dire quello che si fa sul terreno e perché. “It’s effectively explaining what we’re doing and why we’re doing it in the capitals of the alliance and in Afghanistan”, ha affermato Stavridis.

Secondo punto, l’aspetto civile-militare. Il giusto equilibrio con un elemento sempre più importante e presente nel mondo militare quale la presenza civile. C’è poi la necessità di proteggere il popolo afgano ed evitare le vittime civili come terzo punto.

Infine, Stavridis ha aggiunto un quarto punto cruciale per il successo: di nuovo l’importanza dell’addestramento delle forze afgane.

Fonte: US DoD

Foto: ACO Nato

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Afghanistan · Forze Armate · Sicurezza