Nov 10, 2012
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Comunque vada, sarà un casino

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Ovvero a che serve la legge elettorale

By Cybergeppetto

La politica italiana è davvero sorprendente, trova sempre il modo di fare qualcosa di peggio di quel che ha fatto sinora.

Una così pervicace ostinazione nel fare cose che non servono, come una nuova legge elettorale, poteva solo portare a una cosa ancora peggiore, cioè una legge elettorale in cui, comunque  vada, non governerà nessuno.

Mentre la repubblichetta cattocomunista sprofonda in un mare di debiti generato dal fatto che i politici hanno sempre usato la pubblica amministrazione e l’industria di stato come un serbatoio elettorale, i politici continuano a voltare elegantemente la testa dall’altra parte, altrimenti rischierebbero d’intravvedere il problema e potrebbero essere tentati di risolverlo.

In questi giorni in cui tutti festeggiano la rielezione di Obama, tanto che viene da pensare che Chicago sia una nuova provincia italiana – chissà con chi la accorperemo… – nessuno si rende conto, negli Stati Uniti come in Italia, che la politica sta sprofondando nei debiti.

Le forze politiche fanno finta di non capire che, negli Stati Uniti come in Italia, la politica non è più l’arte di distribuire la ricchezza, ma è diventata l’arte di ripartire i debiti.

La politica non è l’arte di vincere le elezioni, ma il dovere di governare. La politica non è l’arte di affabulare, ma la pratica giornaliera di decidere e assumersi le proprie responsabilità

E’ un po’ come se uno studente d’ingegneria cercasse di spiegare al suo professore quanto è bello un motore che consuma combustibile senza produrre nulla.

Ma i benpensanti hanno deciso che la crescita spazzerà via i problemi e che, nel frattempo, bisogna impegnarsi seriamente, con una discussione approfondita, sulla legge che consentirà di eleggere i nuovi mandarini della repubblica.

Una volta le leggi elettorali si facevano per far vincere qualcuno, ora abbiamo fatto un passo in avanti, stiamo facendo una legge per non far governare nessuno, così si potrà tornare alle formule di governo più biecamente democristiano/inciuciste della storia repubblicana.

Balletti di partito, minuetti di corrente, proliferazione di partitini senza mandato elettorale, tutto ciò che abbiamo già visto quando qualcuno aveva vinto, ora saranno cose di cui parleremo già il giorno dopo le prossime elezioni politiche.

Non ci sarà bisogno di far cadere il governo di quello che aveva la legittimazione popolare, nell’era dei governi tecnici tutto questo è abbondantemente superato.

Per superare il parlamento di “nominati”, secondo le procedure dell’attuale “porcellum”, passeremo all’elezione di parlamentari “inutili”, i soliti pirla. La politica italiana avrà trovato un modo diverso, e più fantasioso, per tradire la volontà popolare.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, penso che sia importante scegliere le persone da mandare in parlamento”, dice con aria grave un giovanotto al suo genitore che, di rimando, sentenzia: “Io penso che sarebbe importante anche dirgli cosa devono fare dopo, sennò continueranno a pulirsi il culo con il programma elettorale che ci hanno fatto votare…”.

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L’immagine è tratta da http://www.vivienna.it/category/vivi-sicilia/vignette/page/2/

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Inchiostro antipatico