Ott 28, 2010
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Yes we can. Arrivano i russi in Afghanistan

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By Cybergeppetto

La realtà è sempre più esilarante delle comiche, dopo tutti i casini che ci sono in quella landa desolata e tormentata che risponde al nome di Afghanistan.

Ancora non si è posata la forfora che si è levata al cielo per il furioso grattare di capocce diplomatiche e politiche che, come il più classico dei fulmini a ciel sereno, è arrivato il rimedio a tutti i mali della NATO: accettare l’offerta russa di aiuto alla missione ISAF.

Bum! Una bomba a mano nel ripostiglio avrebbe scosso di meno le scope che ci avevamo lasciato.

L’Independent dovrebbe fare un po’ più di attenzione nello sparare certe notizie, non si può mica attentare alle coronarie della gente.

Ma ve l’immaginate voi la faccia dell’addetto stampa del comando NATO a Kabul? Si sarà scolato una boccia di valium per rasserenarsi e compilare la richiesta di rimpatrio. Non deve sorridergli l’idea di organizzare conferenze stampa sui “collateral damages” che i soldati di Ivan farebbero, in epica gara con i GI dello Zio Sam.

Provate a pensare alla faccia della popolazione afgana: oltre a fare lo slalom tra le bombe talebane, si dovranno anche addestrare a schivare le raffiche di kalashnikov a denominazione di origine controllata dell’ex armata rossa!

Provate a pensare alla faccia dei soldati italiani, quelli che passano le giornate a distribuire aiuti e a parlare sorridendo con i capi dei villaggi: quale potrebbe essere la loro espressione passando attraverso un check point russo con quelli che sparano a destra e a manca.

Da tempo stiamo recriminando sulle violenze, vere e presunte, che hanno fatto americani e inglesi, e ora?  Chiamiamo i russi? Chissà quanto ci costerà in vodka e in risarcimenti alle vittime…

A proposito, al tavolo dei negoziati con il Mullah Omar, di cui vi abbiamo dato conto pochi giorni or sono, non si faccia lo scherzo da prete di mettere la vodka al posto dell’acqua minerale, le conseguenze potrebbero essere nefaste.

Per carità, la diplomazia è bella, ognuno dice quel che gli pare, ci si riempie la valigia di sigarette, si organizzano dei party in dimore sontuose. Va bene tutto, anche se è un carosello un po’ costoso, ma i russi no! Queste cose non si dicono!

Ma come! Quelli che hanno dovuto scappare a gambe levate da laggiù e che non ci si sono più fatti vedere, ora li chiamiamo a risolvere la situazione! Troppa neve gira alle festicciole del Cremlino…

Quei pirla degli italiani stanno a discutere se montare i missili sugli aerei o meno, tutti preoccupati delle conseguenze: glielo dite voi lettori a La Russa che botti avremo laggiù anche senza le nostre bombe?

Io spero vivamente che quelli dell’Independent abbiano preso la più colossale delle cantonate, ma se così non fosse sarà meglio mettere Putin e Medvedev in manicomio: mi pare che a suo tempo i manicomi russi fossero dimora abituale di letterati e scienziati, qualche politico non guasterebbe.

Barack non lo vuole un posto da paramedico a Mosca? Potrebbe assistere i suoi sodali russi!

Cybergeppetto

p.s. Zelig, Claudio Bisio presenta un nuova coppia di cabarettisti: Barack e Vladimir, che si siedono su una panchina come Ale e Franz e si scambiano una battuta. Incomincia Ale-Vladimir:”Ho deciso di lavorare part-time in Afghanistan”. Risponde Franz-Barack:”Se vuoi puoi venire a lavorare nel mio fast food a Kabul. Facciamo ottimi hot dog, basterà un poco di pubblicità e il mio business esploderà!”.

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Foto: Rocky Balboa e Ivan Drago sono stati presi da Facebook;  il kalashnikov è di Cynical C Blog.

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Inchiostro antipatico

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