Ott 16, 2013
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La giurisdizione intercontinentale

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By Cybergeppetto

L’Italia buonista, demoproletaria e samaritano/marxista ha raggiunto nuove vette nell’edificazione di un diritto transnazionale, antinavale e oriental classista.

Insomma, per risolvere il problema della lunghezza dei processi, pare che si sia giunti alla determinazione di esportarne un po’, magari in India. Si tratta del primo caso di quella che d’ora in avanti potrebbe essere chiamata “giurisdizione intercontinentale”.

Due loschi figuri, appartenenti alla componente navale del militarismo italico, sono stati da tempo  lasciati in India per un processo che il Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, definisce “rapido ed equo”.

Evidentemente sono stati proficui i tempi in cui si discuteva se il “giudice naturale” del Caimano dovesse essere a Roma o a Milano, ora abbiamo sviluppato la capacità di sviluppare la giurisdizione anche oltre oceano o, meglio, di applicare quella indiana a casa nostra.

Siccome i nostri eroi tecnico moderati, nazional ciellini e neo demo proletari non erano contenti di essersi puliti il culo con il diritto di bandiera  che, reazionariamente, prevederebbe di applicare il diritto italiano sulle navi italiane in acque internazionali, che cosa ti hanno escogitato?

Consentiranno a degli indiani di venire in Italia a finire di abusare del diritto italiano applicando quello indiano entro i nostri confini per interrogare i Marò che non sono riusciti a trattenere in India. Solo i nostri geni della giurisdizione politicamente idiota potevano inventarsi un autogol in finale di campionato del mondo.

Insomma, diventeremo indiani dal punto di vista del diritto, visto che in quasi due anni gli indiani non hanno fatto ancora un tubo, a parte di cercare “prove” su un fatto di cui ormai si conosce tutto, basta leggere i resoconti della rete.

Chi glielo dice ai Marò che, mentre in Italia si discute d’indulto e grazia, loro dovranno fare i palafrenieri d’elefanti in carcere, ben che gli vada?

Insomma, la strada è tracciata, basta con lo studio delle istituzioni di diritto romano e con il Codice Rocco, l’Italia diventerà un paese indo-giuridico.

Il Turbante bianco sarà il copricapo che i giudici useranno al posto di quella ridicola berretta con il pon pon sia in cassazione che al CSM, anche i carabinieri di guardia dietro il giudice metteranno il pennacchio rosso e blu su un turbante, ma sarà di colore diverso.

I trasferimenti dei detenuti da un carcere all’altro si faranno con gli elefanti e i poliziotti useranno un frustino di foggia indo britannica al posto dello sfollagente.

Nelle carceri verranno messi dei take away ”tandoori” e anche in parlamento si dovranno mangiare cibi speziati.

La leva obbligatoria sarà ripristinata per spiegare ai giovani i fondamenti della giurisdizione indiana.

La società italiana sarà riorganizzata  in classi per porre i benpensanti in cima alla scala sociale, a imitazione di quella indiana, sotto verranno sistemati i reprobi qualunquisti e, proprio in fondo, i reazionari conservatori.

I due Marò non avranno problemi di sorta, tanto a loro la legislazione indiana è già applicata.

Cybergeppetto

p.s. Nell’ambito dello scambio cultural giuridico tra Italia e India, il Ministro Bonino ha proposto l’applicazione in regime di reciprocità della legge sul femminicidio in India, stante l’elevato numero di stupri. Il suo omologo indiano ha affermato che si tratta di una vessazione post coloniale da parte di uno stato ex imperialista europeo…

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Inchiostro antipatico