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TAAC-W, RS: la Pinerolo avvicenda la Sassari alla guida del comando NATO nell’Afghanistan occidentale

Si è svolta questa mattina, 12 giugno, nell’aeroporto di Herat, in Afghanistan occidentale, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support (RS), fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

La brigata Sassari, dopo sei mesi di addestramento, consulenza e assistenza a favore delle forze di sicurezza locali, è stata avvicendata dalla brigata Pinerolo.

Alla cerimonia hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Kabul, Roberto Cantone, il Comandante del Comando NATO di Brunssum, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, il Comandante della missione Resolute Support, gen John W. Nicholson, l’Italian Senior Representative. Generale di Divisione Massimo Panizzi in rappresentanza del Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), e tutte le massime autorità civili e militari afgane della regione ovest.

Il gen Marchiò, nel suo intervento, ha ringraziato il Comandante cedente, Generale di Brigata Gianluca Carai, e i “Sassarini” schierati per gli eccellenti risultati conseguiti e ha formulato al Generale di Brigata Francesco Bruno, e alle sue unità, gli auguri per il delicato e fondamentale compito che li attende.

Il gen Nicholson ha ripercorso le numerose attività condotte dal TAAC-W nel semestre di responsabilità della Sassari, citando alcune significative operazioni, quali l’assistenza “a domicilio” alle Forze di Sicurezza afgane in aree distanti da Herat, ovvero gli Expeditionary Advisor Package (EAP), che hanno visto i Sassarini schierati, anche per lunghi periodi, nelle varie provincie della regione ovest a supporto delle controparti locali, impegnate, autonomamente, durante le fasi di pianificazione e di condotta di attività militari contro l’insorgenza.

L’eccezionale contributo fornito dal contingente italiano durante le operazioni di messa in sicurezza delle aree interessate all’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAPI, presieduta dal Presidente della Repubblica dell’Afghanistan Ashraf Ghani, e successivamente durante l’incontro dello stesso Presidente con il Comandante del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), Generale Curtis Scaparotti, accompagnato da quattro ambasciatori presso la NATO.

Il gen Nicholson ha, inoltre, evidenziato come la regione ovest, a guida italiana, risulta aver ottenuto i migliori risultati di tutto il paese, in termini di sicurezza, sviluppo economico e sociale – “tra cui spiccano gli elevati livelli di integrazione femminile e di scolarizzazione”, sottolinea la Difesa – e anche in termini di controllo del territorio, con oltre l’84% della popolazione sotto l’influenza delle istituzioni governative.

Risultati tangibili che dimostrano l’impegno e la dedizione dei soldati italiani che si sono alternati in Afghanistan dal 2002 a oggi.

Per il Comando della brigata Pinerolo si tratta del secondo mandato in terra afgana, spiega la Difesa.

Contestualmente il 9° reggimento Fanteria Bari ha assunto il comando della Task Force Arena, unità preposta alla sicurezza e al supporto delle attività del contingente italiano, avvicendando il 152° reggimento Fanteria Sassari.

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Fonte e foto: PI SMD 

TAAC-W, Resolute Support: la brigata Sassari subentra alla Taurinense

Si è svolta nella mattinata di ieri, 14 dicembre, nell’aeroporto di Herat, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione occidentale dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support (RS).

La brigata alpina Taurinense, dopo sei mesi di addestramento, consulenza e assistenza a favore delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF) dell’ovest, è stata avvicendata dalla brigata Sassari, fa sapere il comunicato stampa dello stesso TAAC-W.

Alla cerimonia, presieduta dal vicecomandante di RS, gen Richard Cripwell, hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Kabul, Roberto Cantone, il comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, e tutte le massime autorità civili e militari afgane della regione ovest.

Il gen Cripwell, nel suo intervento, ha ringraziato il comandante cedente, gen Massimo Biagini, e gli alpini schierati per gli eccellenti risultati conseguiti e ha formulato al gen Gianluca Carai, “e ai Dimonios della Sassari”, scrive il TAAC-W nel suo comunicato, gli auguri per il difficile e delicato compito che li attende.

Ripercorrendo le numerose attività condotte dal TAAC W nel semestre di responsabilità della Taurinense, il vicecomandante di RS ha voluto citare alcuni significativi successi, quali i quattro expeditionay advisory package (EAP) svolti a Farah, Shindand e Qala-eye-now; l’impegno a favore delle donne afgane e le iniziative intraprese per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione che, uniti alle campagne informative nelle scuole e nelle aree rurali contro la minaccia di ordigni improvvisati, hanno rappresentato una novità nell’attività di Train Advise and Assist (TAA).

Le attività di addestramento (Train) e di consulenza (Advise e Assist), che attualmente sono svolte dagli advisor del TAAC-West a favore delle ANDSF, hanno il duplice obiettivo di rendere le Forze di Sicurezza locali autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale, e di formare nuovi istruttori (“train the trainers”), oltre che addestrare “specialisti” in materia di intelligence, di contrasto agli ordigni improvvisati, di impiego di mortai e artiglierie, di controllo dello spazio aereo e altro ancora, attraverso corsi mirati, seminari e simposi.

“Per il Comando della brigata Sassari si legge dal comunicato – si tratta ormai del quarto mandato in terra afgana, il primo dalla nascita della missione Resolute Support avvenuto il 1° gennaio 2015; contestualmente il 152º reggimento Fanteria Sassari ha assunto il comando della Task Force Arena, unità preposta alla sicurezza e al supporto delle attività del contingente italiano avvicendando il 2° reggimento Alpini di Cuneo”.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

 

 

Sector West, UNIFIL: TOA al Combat Support Battalion (CS Bn) e alla Sector Mobile Reserve (SMR)

Si è concluso lunedì 15 maggio, nella base di Shama, quartier generale del Contingente Italiano in Libano, il processo di Trasferimento di Autorità (ToA) delle unità Combat Support Battalion (CS Bn) e Sector Mobile Reserve (SMR), ha fatto sapere con un comunicato stampa il Sector West (SW) di UNIFIL.

Alla cerimonia, che sancisce l’assunzione di responsabilità dei nuovi reparti, ha presenziato il Comandante della Joint Task Force– Lebanon (JTF-L) Sector West, il gen Francesco Olla, che ha evidenziato l’importanza delle attività svolte dalle unità.

Il Combat Support Battalion è l’unità predisposta al supporto dei reparti di manovra con le sue componenti del Genio e delle Trasmissioni, fino a domenica 14 maggio su base Reparto Comando e Supporti Tattici della brigata Pozzuolo del Friuli e ora su base dell’omologo Reparto della brigata Granatieri di Sardegna, specifica il comunicato stampa.

La Sector Mobile Reserve, l’unità di manovra di riserva tattica di Sector West, è composta da uno squadrone di Cavalleria che, grazie alla specificità dei mezzi a disposizione e il lungo addestramento condotto, garantisce un impiego immediato in tutta l’area di operazioni del complesso contingente internazionale.

Il comando del SMR passa dal 1° squadrone esplorante del reggimento Genova Cavalleria (4°) al 2° squadrone esplorante del reggimento Lancieri di Montebello (8°).

Il contingente italiano, su base brigata Granatieri di Sardegna, si appresta quindi al completamento dell’immissione in teatro operativo libanese di tutte le unità alle dipendenze con l’Operazione “Leonte XXII”, dal 2006 sotto egida delle Nazioni Unite a seguito della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701.

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I rgt Genova Cavalleria (4°) e Lancieri di Montebello (8°) in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

UNIFIL, Sector West: il reggimento Nizza Cavalleria (1°) rileva il comando di ITALBATT dal Genova Cavalleria (4°)

la consegna della bandiera ONUDopo 8mila attività di pattugliamento e altre 400 svolte con le Forze Armate Libanesi (LAF), il reggimento Genova Cavalleria (4°) ha ceduto il comando di ITALBATT al Nizza Cavalleria (1°) ieri, lunedì 19 ottobre, dopo sei mesi passati in teatro operativo.

La cerimonia di cambio del comando si è svolta nella base italiana di Al Mansouri, nel Libano del sud: il colonnello Giovanni Biondi, comandante del Genova Cavalleria (4°), ha ceduto la responsabilità di ITALBATT al collega Massimiliano Quarto, comandante del Nizza Cavalleria (1°), alla presenza del comandante del Sector West di UNIFIL, generale Franco Federici.

una fase dalla cerimonia di trasferimento dell'autoritàDallo scorso 21 aprile 2015, fa sapere il comunicato stampa del Sector West, la task force cedente ha condotto circa 8.000 attività di pattugliamento volte a garantire la sicurezza nel Libano del sud e circa 400 attività congiunte con la Forze Armate Libanesi (LAF), al fine di sostenerle e supportarle sino al raggiungimento della full operational capability a sud del fiume Litani. Di rilievo i progetti di cooperazione civile-militare (CIMIC) a supporto della popolazione locale portati a termine nelle 22 municipalità all’interno dell’area di operazione di ITALBATT.

La task force subentrante, interamente composta da personale della brigata alpina Taurinense del reggimento Nizza Cavalleria rinforzato dal battaglione alpini L’Aquila, opererà per un semestre nel l'afflusso dei reparti - compagnia del battaglione alpini l'aquilarispetto della risoluzione ONU 1701 su un’importante area che comprende parte della blue line, zona di frontiera tra Libano e Israele, e l’area costiera a sud della città di Tiro.

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Fonte e foto: Sector West

gli stendardi di Nizza (1°) e Genova (4°)

il gruppo squadroni schierato

il colonnello Quarto il comandante subentrante

il colonnello Biondi comandante del cedente

avvicendamento tra il comandante cedetente(a destra) e il subentrante (a sinistra)

KFOR, Kosovo: TOA tra il 5° reggimento Alpini e il 132° reggimento Carri

20150609_KFOR_col Ciro Forte, gen Paolo Figliuolo, l'Amb S.E. Andreas Ferrarese, il Col Carlo CavalliSi è svolto ieri mattina, 9 giugno, nella base di Camp Villaggio Italia, il passaggio di responsabilità del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità multinazionale a guida italiana che ha competenza sul settore occidentale del Kosovo, tra il 5° reggimento Alpini, che farà ritorno nei prossimi giorni a Vipiteno dopo sei mesi di mandato, e il 132° reggimento Carri.

A presiedere alla cerimonia il Comandante di KFOR (COMKFOR), generale Francesco Paolo Figliuolo, e l’ambasciatore per l’Italia in Kosovo, Andreas Ferrarese.

20150609_KFOR_bandiere della nazioni rappresentanti il MNBG-WNel corso del suo intervento, il COMKFOR ha ringraziato i militari del MNBG-W “per la professionalità, l’imparzialità e l’umanità” con cui hanno operato in Kosovo.

“Avete sempre agito – ha ricordato il generale Figliuolo – nel rispetto del mandato, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento a tutte le genti del Kosovo. Non vi siete mai risparmiati in attività a favore della popolazione e a supporto della società e delle autorità locali, consapevoli che una società più giusta contribuisce in maniera decisiva a eliminare tensioni etniche e ogni forma di estremismo.”

20150609_KFOR_il Col. Cavalli cede la bandiera del MNBG-W al Gen. Div.  FigliuoloGli alpini del 5° reggimento hanno già operato in Bosnia, Kosovo e due volte in Afghanistan. In questi sei mesi, al comando del colonnello Carlo Cavalli, hanno garantito la libertà di movimento nell’area occidentale del Kosovo, nonché la sorveglianza continuativa del monastero ortodosso di Visoki Dečani. Hanno inoltre fornito una forza di reazione rapida impiegabile per qualunque evenienza, specie in assetto anti sommossa, in piena aderenza alla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite.

Oltre alle attività operative, grande impegno è stato profuso anche nelle attività di cooperazione-civile militare, uno dei pilastri dell’impegno italiano nel teatro balcanico.

20150609_KFOR_il Comandante di KFOR passa in rassegna lo  schieramentoTra i maggiori risultati ottenuti, si annovera la costituzione del primo team di soccorso in montagna, la nascita di un primo nucleo di disinfettori ambientali, la forte cooperazione mirata allo sviluppo delle capacità dei Vigili del Fuoco delle 12 municipalità del settore occidentale del Kosovo e le numerose donazioni di generi alimentari e altri beni in favore di varie organizzazioni locali.

Infine, l’MNBG-W ha avuto un fondamentale ruolo nella mediazione tra la municipalità di Deçan/Dečani e il monastero di Visoki Dečani per raggiungere l’accordo sulla costruzione di un ponte Bailey sul fiume attiguo all’area su cui insiste il monastero (link articolo in calce): oltre ai risvolti di carattere operativo, quest’opera agevolerà l’accesso di tutta la popolazione all’area naturalistica vicina al monastero, favorendone un possibile sviluppo economico.

20150609_KFOR_MNBG-W_il contingente italiano schieratoLo Stendardo del 132° reggimento Carri, al comando del colonnello Ciro Forte, torna per la seconda volta in territorio balcanico, dopo aver partecipato all’Operazione Joint Guardian nel 2000. I carristi dell’Ariete continueranno a svolgere i compiti assegnati all’unità multinazionale, che vede la partecipazione anche di militari sloveni, austriaci e moldavi.

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Fonte e foto: MNBG-W; KFOR

20150609_KFOR_MNBG-W_la bandiera di guerra del 5° Rgt Alpini e lo Stendardo  del 132° Rgt. Carri

20150609_KFOR_MNBG-W_la bandiera di guerra del 5° Rgt Alpini entra nello  schieramento

KFOR, Kosovo: TOA alla MSU, il col De Marco cede il comando al collega Chiaravalloti

20150211_KFOR_TOA MSU_col De Marco cede comando a col Chiaravalloti_Pristina (8)Si è svolta ieri mattina, 11 febbraio, alla presenza del generale Francesco Paolo Figliuolo, comandante della Kosovo Force (KFOR), la cerimonia di avvicendamento del Comandante dei Carabinieri della Multinational Specialized Unit (MSU) nella base di Pristina.

Il colonnello Francesco Maria Chiaravalloti, effettivo al Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) di Roma, è subentrato al colonnello Gregorio De Marco, al comando dell’unità KFOR da circa 14 mesi.

20150211_KFOR_TOA MSU_col De Marco cede comando a col Chiaravalloti_Pristina (9)All’evento erano presenti l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, S.E. Andreas Ferrerese, il generale Sebastiano Comitini, comandante della 2° brigata mobile Carabinieri di Livorno, numerose autorità locali politiche e religiose e rappresentanti delle organizzazioni internazionali accreditate in Kosovo.

Il colonnello De Marco, nel suo discorso di commiato, ha ripercorso gli eventi salienti del suo periodo di comando sottolineando l’efficace operato dei Carabinieri che quotidianamente contribuiscono al mantenimento della pace e della stabilità in un settore delicato quale la città di Mitrovica.

20150211_KFOR_TOA MSU_col De Marco cede comando a col Chiaravalloti_Pristina (5)Parole di apprezzamento sono giunte sia dal generale Comitini che dal generale Figliuolo, i quali hanno sottolineato la professionalità, la dedizione, l’altruismo e i risultati di assoluto rilievo ottenuti dai Carabinieri, che hanno contribuito ad assicurare il mantenimento della libertà di movimento e delle necessarie condizioni di sicurezza dell’area.

In particolare, il generale Figliuolo ha evidenziato che “La Multinational Specialized Unit ha svolto e svolge tutt’oggi un ruolo determinante in Kosovo. Non solo ha 20150211_KFOR_TOA MSU_col De Marco cede comando a col Chiaravalloti_Pristina (6)condotto quotidiane attività di presidio e pattugliamento nella città di Mitrovica, ma ha anche realizzato importanti progetti a favore della popolazione locale, contribuendo notevolmente al successo di KFOR”.

La MSU è un’unità di KFOR composta interamente da Carabinieri. Ha il compito di garantire, mediante attività di pattugliamento e di controllo degli obiettivi sensibili, la sicurezza della città di Mitrovica.

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Fonte e foto: PAO KFOR

Afghanistan, RC-W ISAF: cambio al vertice all’OCCAT di Herat, il colonnello Stivoli cede il comando al collega Asso

Il 6 ottobre scorso, a Camp Arena, sede a Herat del Regional Command-West (RC-W) di ISAF attualmente su base brigata Aosta al comando del generale Michele Pellegrino, il colonnello Fabrizio Stivoli ha ceduto al collega Fabio Asso il comando dell’Operations Coordination Centre Advisor Team (OCCAT), uno degli elementi di assistenza militare facenti parte della cosiddetta Security Force Assistance (SFA), che riveste un ruolo di massima importanza per la realizzazione del piano di transizione finalizzato a rendere pienamente autonome le forze di sicurezza afgane.

L’OCCAT opera in un ambito joint, esercitando cioè la propria attività di advisoring non nei confronti di una singola forza armata afgana, ma verso vari rappresentanti delle Afghan National Security Forces (ANSF) e del National Directorate of Security (NDS) che prestano servizio presso l’RC-W di Herat.

La diramazione regionale dell’OCCAT svolge, inoltre, una fondamentale e indispensabile attività di coordinamento tra le varie ANSF operanti all’interno della regione ovest dell’Afghanistan e il compito del team di advisor, che lo affianca, è quello di prestare ogni supporto necessario affinché possa ottenere il miglior risultato nello svolgimento delle proprie funzioni.

Alla cerimonia, cui ha preso parte il comandante dell’RC-W, generale Pellegrino, erano presenti le principali autorità della regione ovest dell’Afghanistan.

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Fonte e foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: TOA alla TSU-S, l’8° reggimento alpini cede la responsabilità al 6° reggimento bersaglieri

Si è svolta ieri mattina, nella Forward Operating Base (FOB) Dimonios di Farah, la cerimonia di avvicendamento alla guida della Transition Support Unit – South (TSU-S): alla presenza del comandante del Regional Command-West (RC-W), generale Ignazio Gamba, il colonnello Michele Merola, comandante dell’8° reggimento alpini, ha passato le consegne al collega Mauro Sindoni, comandante del 6° reggimento bersaglieri.

Alla guida della TSU-S dallo scorso 27 marzo, in questi mesi l’8° alpini ha raggiunto tutti gli obiettivi assegnati sia nel settore della sicurezza, che nel settore della cooperazione civile e militare, sottolinea il comunicato stampa dell’RC-W.

Durante il proprio mandato, gli uomini e le donne guidati dal colonnello Merola si sono cimentati in molteplici attività a supporto delle forze di sicurezza locali, in un’area tra le più impegnative, anche a causa della dichiarata fighting season, così è detta la stagione dei combattimenti, iniziata subito dopo il termine del periodo della raccolta dell’oppio, che coincide con la fine di maggio.

In tutto si è trattato di 126 pattuglie di sicurezza, 95 interventi di rimozione e bonifica d’ingenti quantitativi di Improvised Explosive Device (IED), 59 attività di controllo della route 517, l’importante asse stradale che collega la città di Farah alla Highway 1, la statale che collega tutte le maggiori città dell’Afghanistan e la cui percorribilità è di vitale importanza per la sicurezza dell’intera provincia.

Questi sono solo alcuni dei dati che rappresentano numericamente l’intensità delle operazioni che ha contraddistinto il turno operativo dell’8° alpini.

Molteplici sono stati anche gli incontri con le autorità politiche locali, con i comandanti delle Afghan National Security Forces (ANSF) e con gli anziani dei villaggi, in un momento delicato come quello attuale di transizione delle responsabilità dalle forze della coalizione internazionale dell’ISAF alle autorità locali.

Dal punto di vista delle operazioni militari, dal 18 giugno scorso sotto la responsabilità delle ANSF la TSU-S ha supportato costantemente i colleghi afgani in aree delicate e particolarmente a rischio e, tra le 52 operazioni portate a termine con successo, meritano una particolare menzione le tre Alamo, svolte nell’area denominata gomito del diavolo. La Alamo 3, in particolare, oltre ad assicurare la libertà di movimento sulla route 517 e sulla Highway 1, ha garantito un’adeguata cornice di sicurezza e un concreto supporto logistico durante la costruzione di un Combat Outpost delle ANSF (COP, presidio avanzato fortificato).

Il distretto di Shewan è stato teatro delle tre operazioni Windy Spring, in cui la TSU-S ha supportato l’esercito e la polizia afgana in una complessa attività volta a incrementare la fiducia della popolazione nelle ANSF. Durante la Windy Spring 3, svolta lungo la route 517 e il Farah Rud Bazar, sono stati inoltre condotti degli incontri nei villaggi di Tumenak, Safarak, Tappeh, Puzeh-ye-Langar e Warya, per favorire la libertà di movimento sul territorio e assicurare una costante presenza militare in un’area da sempre considerata roccaforte degli estremisti.

Da non dimenticare, infine, l’operazione Hot Summer e le due Silk Worm, entrambe mirate a garantire la libertà di movimento lungo le principali rotabili della provincia di Farah, durante le quali i genieri del 2° reggimento guastatori in supporto alla TSU-S hanno ritrovato, disinnescato e bonificato diversi ordigni esplosivi improvvisati all’uopo posizionati dalle forze estremiste.

Al termine della cerimonia, la bandiera di guerra, gli uomini e le donne dell’8° alpini hanno lasciato l’area di Farah. Nei prossimi giorni il reggimento farà ritorno in Italia, con la confortante consapevolezza di aver fatto del proprio meglio, con tenacia e generosità, per favorire la crescita delle ANSF e della provincia meridionale dell’area di responsabilità affidata al contingente italiano.

La TSU-S è l’unità di manovra del contingente militare italiano di stanza nell’ovest dell’Afghanistan che, nell’attuale fase del delicato processo di transizione, si occupa di fornire supporto e assistenza alle ANSF per garantire la sicurezza della provincia di Farah.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Marina Militare, avvicendamento a COMFORAL e COMITMARFOR: l’ammiraglio Massagli cede il comando al collega Treu

Alle 10 di stamane, martedì 30 luglio, a bordo dell’Incrociatore portaereomobili Giuseppe Garibaldi, ormeggiata presso la base navale Mar Grande di Taranto, ha luogo la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze d’Altura (COMFORAL) e Commander of Italian Marittime Forces (COMITMARFOR) tra l’ammiraglio Carlo Massagli e l’ammiraglio Paolo Treu. La cerimonia si tiene alla presenza dell’ammiraglio Filippo Maria Foffi, Comandante in Capo della Squadra Navale.

L’ammiraglio Massagli lascia l’incarico dopo poco più di un anno di intensa attività, in cui le unità navali dipendenti sono state impegnate in numerose attività addestrative, operative nazionali e internazionali. Tra queste unità, Nave Zeffiro, attualmente impegnata in Corno d’Africa nella missione Atalanta per il contrasto alla pirateria marittima sotto egida dell’Unione Europea.

Tra le attività meritano particolare menzione la partecipazione di Nave San Marco all’ Operazione Ocean Shield e l’attività svolta lo scorso febbraio da Nave Cavour, oltre all’ esercitazione bilaterale con la Marina Israeliana nel Mediterraneo orientale.

In ambito NATO, quale Commander Italian Maritime Forces (COMITMARFOR), sono state poste le basi per l’organizzazione dell’esercitazione NATO Brilliant Mariner 2013 che, il prossimo settembre, condurrà alla certificazione del Comando stesso quale Maritime Component Commander della forza di reazione rapida della NATO (NATO Response Force – NRF) per il 2014.

L’ammiraglio Treu ha comandato la portaerei Garibaldi dal settembre 2004 all’agosto 2005, cedendo il prestigioso comando proprio all’allora capitano di vascello Massagli, e assume il Comando delle Forze d’Altura e il Comando della Italian Maritime Force dopo aver svolto l’incarico di Capo del 6° Reparto aeromobili dello stato maggiore della Marina e Comandante delle Forze Aeree della Marina dal 5 settembre 2008.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Op Strade Sicure: i bersaglieri dell’8° reggimento, comandati dal col Sforza, cedono il comando al 3° reggimento di artiglieria da montagna, al comando del col Lauri

L’8° reggimento bersaglieri di Caserta, dopo circa sei mesi di attività svolte in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, termina l’impegno nell’Operazione Strade Sicure in Campania. Da ieri, 28 giugno, il Comando della territorialità di Napoli, Caserta e Salerno, è passato al 3° reggimento artiglieria da montagna di Tolmezzo, Udine. Dallo scorso 16 gennaio sono stati impegnati più di 500 tra uomini e donne del raggruppamento su base 8° reggimento bersaglieri agli ordini del colonnello Massimiliano Sforza.

Gli artiglieri del 3° reggimento, comandati dal colonnello Flavio Lauri, continueranno l’Operazione Strade Sicure in Campania, confermando l’impegno dell’Esercito nella vigilanza di obiettivi sensibili e il pattugliamento di aree metropolitane per garantire più sicurezza.

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Fonte: 8° reggimento bersaglieri

Foto: 8° reggimento bersaglieri