NRDC-ITA: un seminario sul ruolo della NATO e delle IOs nella gestione dei migranti

Si è svolto ieri, 19 luglio, nella Sala Radetzky di Palazzo Cusani, a Milano, il seminario internazionale “Migrant crisis in the Mediterranean: from the emergency to a new strategy. NATO and International Organizations roles”.

L’importante appuntamento è stato organizzato dal Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), con il supporto della sua cellula per la Cooperazione Civile-Militare (CIMIC).

Il seminario ha costituito un rilevante momento di confronto e l’occasione per riflettere sul ruolo della NATO nel Mediterraneo.

“Il parterre e il format dell’evento – spiega NRDC-ITA – sono infatti stati ideati con lo scopo di analizzare la situazione nell’area mediterranea, l’impatto dei flussi migratori e il ruolo della NATO e delle Organizzazioni Internazionali (IOs), mettendo intorno a un tavolo i rappresentanti di alcune tra le principali organizzazioni coinvolte”.

I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista e scrittore americano Andrew Spannaus e hanno riunito rappresentanti delle IOs, delle Organizzazioni Governative (GOs), relatori provenienti dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) di Mons (Belgio), dall’International Organization for Migration (IOM) delle Nazioni Unite, dall’International Committee of the Red Cross (ICRC), dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e altri qualificati esperti.

Il workshop in lingua inglese ha affrontato il nodo fondamentale dell’interazione tra attori civili e militari, di fronte alla necessità di cooperare efficacemente nelle situazioni di crisi odierne.

La NATO, negli ultimi anni, si è impegnata fortemente nel sostenere gli sforzi internazionali tesi ad arginare le migrazioni illegali e il traffico di esseri umani, e ad affrontare l’instabilità dell’area mediterranea, il cosiddetto “continente liquido”, zona storicamente cruciale.

In particolare, il focus del seminario è stato rivolto al ruolo di supporto offerto dall’Alleanza Atlantica con la missione “Aegean Sea”, che vede l’impiego di 31 navi provenienti da 8 diverse nazioni nel contrasto ai traffici illegali, mediante attività di ricognizione, monitoraggio e sorveglianza, con lo scopo di fornire informazioni alle autorità nazionali e sovranazionali accreditate (Grecia, Turchia, Unione Europea).

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Fonte e foto: NRDC-ITA