Ott 31, 2020
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Forze Armate in scala: AS 42 Sahariana, riprodotto un mezzo della 2ª Compagnia auto-avio sahariana Raggruppamento Sahariano Mannerini

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By Mithra

Dopo la parentesi aeronautica delle scorse settimane torniamo al settore terrestre e lo facciamo con uno delle migliori realizzazioni della nostra industria militare durante il Secondo conflitto mondiale: la Fiat – SPA (o SPA -Viberti) AS 42 Sahariana.

L’AS 42 fu la risposta a una precisa specifica dello Stato Maggiore del Regio Esercito che, in relazione alle esperienze operative maturate sul fronte nord-africano, identificò, alla fine del ’41, l’esigenza di un veicolo blindato ruotato per l’esplorazione, concepito espressamente per un impiego fuori strada e su terreni sconnessi, in possesso di elevata autonomia e idoneo all’impiego di differenti sistemi d’arma.

Il progetto utilizzò, come base, con opportuni adattamenti, molte delle componenti strutturali e meccaniche dell’autoblinda AB 41, (telaio, sospensioni, gruppo propulsore). Il veicolo realizzato si differenziava per avere un solo posto di guida, manteneva la trazione integrale ma con ruote di grande diametro, di cui solo le anteriori sterzanti, e aveva una sovrastruttura aperta, in cui erano ricavati sia il posto di pilotaggio sia la camera di combattimento.

Il profilo esteriore dell’AS 42 che ne conformava la peculiare sagoma, bassa e sfuggente, era caratterizzato, frontalmente dall’alloggiamento della ruota di scorta e dalla presenza di due supporti per le taniche dell’acqua, lateralmente dalle rastrelliere, su ambo i lati, per le taniche di carburante (20 fustini da 20 l. ciascuno) che aumentavano considerevolmente l’autonomia del mezzo conferendogli un raggio d’azione di oltre mille chilometri, e posteriormente dalle griglie di aerazione del motore e dalla presenza di due grelle metalliche da utilizzare per facilitare l’uscita da situazioni di crisi in terreni particolari.

Il mezzo risultò essere una piattaforma stabile ed efficace per cui vennero utilizzati armamenti differenti quali la mitragliera Breda 20/65 Mod.1935, il fucile controcarro Solothurn S18/1000 o il pezzo da 47/32 Mod.35.

Un profilo basso, un motore affidabile e potente, ottime doti fuori strada unite a un’autonomia elevata e una ampia scelta nelle armi di bordo, identificarono il mezzo come uno dei soggetti più riusciti e più efficaci nel settore delle autoblinde, campo nel quale l’Italia ha da sempre ricoperto un ruolo di punta con prodotti sempre moderni e validissimi.

Dopo le prime positive esperienze nel teatro africano ne venne sviluppata una versione metropolitana che differiva per l’eliminazione delle rastrelliere laterali per le taniche, sostituite da cassoni portamunizioni e dotazioni, per l’adozione di ruote con un battistrada più adatto al movimento su strada e l’introduzione di un telone di copertura amovibile sul vano da combattimento.

Denominata AS 42 metropolitana o Sahariana II, venne utilizzata principalmente dalla Polizia Coloniale e successivamente nei Reparti della Celere sino alla fine degli anni’50.

L’impiego operativo delle AS 42 fu alquanto vario e si protrasse sino al termine del conflitto. Inizialmente furono assegnate alle compagnie auto-avio sahariane del Raggruppamento “Mannerini”, dove parteciparono alla campagna di Libia e di Tunisia. Successivamente inquadrate in vari battaglioni Arditi, vennero impiegate sia nella difesa della Sicilia e del Sud Italia, sia nella difesa di Roma.

Dopo l’armistizio alcuni esemplari vennero impiegati da reparti della Repubblica di Salò, tra cui anche la X MAS.

Durante la ricostruzione delle Forze Armate della Repubblica, gli esemplari rimasti costituirono l’ossatura dei primi nuclei Celeri della Polizia insieme alle AB 41/43.

Introdotta la AS 42, dedichiamoci ora al modello.

Il modello

Il kit utilizzato è quello della Italeri in scala1/35 (#6452). La casa italiana ha avuto il merito di riprodurre alcuni dei mezzi più noti in servizio nelle nostre Forze Armate, colmando un vuoto nella produzione di altri marchi, tuttavia tale caratteristica di originalità è stata penalizzata da un livello altalenante della qualità dei modelli.

Aprendo la confezione, il contenuto della scatola a prima vista sembra proprio ghiotto, in quanto si presenta come un modello, direi, di natura composita: stampate in plastica, particolari in resina, ruote in gomma, un set di fotoincisioni, due figurini in resina, decal, libretto descrittivo del mezzo in carta lucida con cenni storici e numerose fotografie di esemplari del mezzo originali con dovizia di particolari, istruzioni. Il tutto in singole protezioni di cellophane e, addirittura, in confezioni per le parti in resina e i figurini. Tutto bello a prima vista!

Purtroppo, le premesse di avere tra le mani un kit moderno e all’altezza, man mano che si procede con la costruzione, diminuiscono lasciando un po’ di amaro in bocca!!!

Il primo problema è immediato. Il telaio presenta una distorsione notevole, così come le pareti laterali della camera da combattimento sono svirgolate. Nulla di trascendentale ma per ottenere un assemblaggio corretto bisogna lavorare un po’ facendo molta attenzione a non rovinare le parti. Per il resto la costruzione della struttura principale prosegue senza particolari intoppi.

Il vano motore è arricchito dalla presenza del motore stesso (in resina, ma piuttosto elementare) che richiede qualche aggiunta fai-da-te per dare quel tocco in più.

Anche qui, hai fatto 30 e fai un piccolo sforzo e fai 31! Fai un salto di qualità notevole: aggiungi qualche altro particolare fotoinciso e voilà hai arrapato il modellista!

Continuando nel processo di costruzione non ci sono particolari problemi. Un altro motivo di scarso entusiasmo è dato dalla serie delle taniche da inserire sulle fiancate. Ora, dato che questo rappresenta uno dei tratti caratterizzanti per questo mezzo, non me le puoi stampare tutte assieme e addirittura a mezzo tondo!!!

Dopo un lavoro combinato di seghetto, lima, stucco e plasticard la simmetria delle fiancate è stata rivitalizzata componendo le taniche in modo alternato e dando un senso di maggior vitalità.

Le fotoincisioni riguardano le strutture per le taniche dell’acqua sui parafanghi, le centine di sostegno delle taniche laterali e le grelle per i terreni sabbiosi. Anche se leggermente spesse, sono comunque di buona fattura e si piegano senza problemi, aggiungendo un tocco molto positivo.

L’armamento principale è costituito dalla Breda 20/65 Mod.1935. Ottimamente riprodotta, la sua costruzione riconcilia con il piacere di avere a che fare con un kit ben fatto. Un’aggiunta al set di fotoincisioni di un mirino da aggiungere alla Breda non avrebbe guastato affatto! Quello secondario è rappresentato da una Breda Mod.37 onesta anche se un po’ rustica.

Per completare la costruzione mancano solo i figurini. E qui, altro passo falso. Dei due esemplari uno è assolutamente da scartare: sottodimensionato, approssimativo nei dettagli e impossibile da assemblare in quanto le varie parti non combaciano affatto! Il secondo è leggermente meglio e con un po’ di lavoro lo si può salvare.

Mancano del tutto dotazioni accessorie e aggiuntive, carichi personali e altre possibili piccoli particolari per spezzare un po’ la formalità del mezzo e dare una sferzata di realismo.

Il modello riprodotto intende rappresentare uno dei mezzi della 2ª Compagnia auto-avio sahariana (con base a Cufra) in forza al Raggruppamento Sahariano “Mannerini”.

Per l’ambientazione della basetta ho dato fondo alla mia magic box, recuperando attrezzature, accessori, elmetti e un fucilone Solothurn (ottenuto modificando un Boys). I figurini sono stati ricavati partendo da soggetti della Tamiya e della Miniart con teste della Hornet e aggiunte home made di Green Stuff. La vegetazione è anch’essa home made con un mix di DAS, plasticard e carta; il terreno è stato realizzato con una base di DAS ricoperta da un mix di prodotti naturali (sabbia e terriccio) e artificiali (vegetazione minuta, pietrisco e acqua sintetica).

In sintesi, possiamo dire che il modello ha un livello di dettaglio più che accettabile, in alcuni casi (Breda) ottimo, e le intenzioni della casa di produrre un prodotto con uno standard qualitativo elevato sono, sicuramente, da apprezzare.

Tuttavia, il risultato complessivo non è completamente soddisfacente (anche perché il prezzo si aggira circa sui 50 euro!) e richiederebbe una maggiore attenzione nei dettagli, cosa che il brand italiano dovrebbe, forse, considerare in futuri progetti.

Comunque sia, partendo dal kit Italeri con un po’ di lavoro, qualche aggiunta e variante, l’inserimento di piccole migliorie, qualche accessorio e dei nuovi figurini, si ottiene una ottima riproduzione di un altro mezzo di creazione nazionale di altissimo livello qualitativo e con una storia operativa di successo che, sicuramente, si ritaglia, di diritto, un posto di rilievo in qualsiasi collezione.

Mithra (LZ Scale Modeling)

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