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NRDC-ITA: new website, new social media profiles in accordance with Nato communication openness

NRDC-ITA_new websiteThe more you communicate, the more efficient your message will be: it is very hard to get away with this principle, particularly when it comes to succeed in communicating in our contemporary social media era.

In accordance with the growing weightiness of new ways of communication, and keeping an eye on the increasing importance of daily narrative in order to bridge any gap between military and civil audience, Nato’s approach looks more and more keen to interface with the internet and web interaction.

Following this point of view, the NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), based in Ugo Mara Barracks in Solbiate Olona, Varese, has developed a new website, enhanced by new social media profiles as well.

NRDC-ITA_facebook“This new asset will complete the spectrum of the NRDC-ITA information activity, according to the NATO’s broader approach to communication”: here is the stance of NRDC-ITA Public Affairs Office, which is still working on the new website in order to get it at the ultimate upgrade.

NRDC-ITA is currently involved in operational-level exercise Trident Jaguar 2015, a joint military exercise aimed to turn NRDC-ITA into a Joint Task Force HQ (JTFHQ) and to provide an excellent preparation and coordination of effort for the upcoming scheduled final phase in Stavanger, Norway.

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Trident Jaguar 2015

NRDC-ITA

NATO and Social Media

Ph: PAO NATO website and social media

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NATO – Ucraina: in corso riunione urgente del North Atlantic Council a Bruxelles. Tweet del SecGen della NATO

I 28 ambasciatori del Consiglio Atlantico (NAC, North Atlantic Council) sono riuniti a Bruxelles per discutere sul tema dell’Ucraina. Sono stati convocati urgentemente in seguito al peggiorare della situazione e agli ultimi sviluppi nella penisola di Crimea.

A rendere noto il meeting di emergenza è stato il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, con un tweet nella tarda serata di ieri, sabato 1° marzo : “Gli alleati NATO si coordinano da vicino sulla grave situazione in Ucraina. Il North Atlantic Council si riunirà domani [oggi, ndr] seguito dalla Commissione NATO-Ucraina” (@AndersFoghR)

Il NAC rappresenta l’organo politico decisionale principale della NATO. Riunisce gli alti rappresentanti degli stati membri per discutere tutte le questioni relative alla politica e alle attività operative che richiedono una decisione collegiale e che riguardano pace, sicurezza e stabilità. Ogni membro ha uguali diritti di espressione e di condivisione, le decisioni vengono assunte all’unanimità.

La Commissione NATO-Ucraina (NUC) è stata stabilita nel 1997 ed è responsabile dello sviluppo della relazione con la NATO e delle attività di cooperazione. Rappresenta il forum di discussione con i membri NATO in rapporto alle tematiche di sicurezza di interesse comune.

Fonte: Twitter, Nato

Foto: @AndersFoghR/Twitter

Da oggi lo stato maggiore della Difesa twitta su Twitter

Lo stato maggiore della Difesa (SMD) presenta oggi il proprio profilo Twitter e inizia a cinguettare per coinvolgere un pubblico ancora più vasto di lettori. La scelta in direzione di uno dei social più diffusi in Italia consente di rivolgersi a un pubblico di tutte le età che impiega regolarmente i social network.

La presenza su Twitter, fa sapere SMD, “ha l’obiettivo di informare i cittadini su tutte le attività svolte in Italia e all’Estero dal personale militare, sui video del canale SMD della Web TV della Difesa, sui comunicati stampa, sulle notizie web e sugli altri contenuti pubblicati sul Portale di SMD”.

La piattaforma social, per sua stessa struttura, permetterà poi di pubblicizzare con maggior facilità particolari eventi o ricorrenze a vantaggio di un più diretto e immediato coinvolgimento del pubblico.

I servizi saranno progressivamente estesi al fine di coinvolgere ulteriormente coloro che seguono il mondo militare “e anche quanti finora non hanno letto notizie e approfondimenti sull’argomento”.

L’apertura del profilo Twitter segue quella del nuovo canale di SMD sulla WebTV della Difesa, dedicato ad approfondimenti sulle tematiche tecnico militari, e al restyling del portale di SMD, affiancandosi ai già noti profili Twitter del ministero della Difesa e delle Forze Armate. Esso completa quindi l’offerta comunicativa della Difesa con approfondimenti su tematiche di carattere strategico e operativo.

Fonte e foto: SMD

Cyberpigrammi. Un tweet ci ridarà fiato?

Leggiamo sui media che un falso tweet su un’esplosione alla Casa Bianca ha scatenato il panico nelle borse, l’indice Dow Jones ha perso 150 punti in pochi secondi prima della smentita. Come al solito, qualcuno ci ha perso e qualcuno ci ha guadagnato e non parliamo di spiccioli.

Chissà cosa succederebbe se annunciassimo “cinguettando” su Twitter che l’Italia ha pagato il debito pubblico con i soldi che il governo di larghe intese troverà facendo la prossima manovra economica. Probabilmente si scatenerebbe un’euforia degli speculatori che correrebbero a comprare i nostri pezzi di carta pubblici. Anche in questo caso l’euforia non durerebbe molto…

Dalla finanza creativa alla “twitter economy” il tragitto è breve, un altro passo in avanti sulla strada di chi è disposto ad inventarsi qualsiasi tipo di cazzeggio pur di non lavorare.

La Difesa a portata di smartphone

Dopo il lancio dei social network, la Difesa fa il suo ingresso anche sui dispositivi mobili, si apprende dal ministero della Difesa.

Da ieri, infatti, risulta scaricabile dagli store di Apple e di Google l’App NewsDifesa, grazie alla quale tutte le notizie e le informazioni principali, presenti sul portale www.difesa.it, saranno ora disponibili anche per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android.

L’iniziativa è stata studiata per valorizzare e diffondere le informazioni e le attività del ministero, oltre che per offrire a un numero crescente di utenti di smartphone e tablet la possibilità di entrare nel mondo della Difesa mediante un’interfaccia grafica che consenta una navigazione intuitiva e veloce.

In particolare, all’accesso verranno  visualizzate le notizie relative alle sezioni Primo Piano, News, Notizie dai Teatri e Concorsi.

Per ogni sezione, l’App mostrerà le ultime 50 notizie e avvertirà l’utente, tramite un messaggio, dell’avvenuto inserimento di nuove notizie, cancellando automaticamente le più datate.

Le notizie e le immagini a esse correlate potranno essere visualizzate nel dettaglio, e postate sui social network, come Facebook e Twitter, oppure segnalate tramite email.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: www.difesa.it

Esercito 2.0: il CalendEsercito 2012 dedica l’anno che verrà alla tecnologia

Oggi 20 ottobre, alle 10.30, nella Biblioteca militare dello stato maggiore dell’Esercito a Roma, il Capo di stato maggiore dell’Esercito (smE), generale Giuseppe Valotto, presenterà il CalendEsercito 2012. All’evento sarà presente il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Il titolo del calendario del prossimo anno, Esercito 2.0, indica senza indugi il motivo conduttore del nuovo CalendEsercito. Nel linguaggio del web, infatti, il 2.0 si riferisce all’evoluzione del www che consente all’utente di interagire con i contenuti in rete, dunque i blog, le chat, i forum, o i social network come Facebook e Twitter, per citare i più conosciuti.

Nell’opera, si apprende da smE, viene dato largo spazio alle applicazioni tecnologiche, ponendo fortemente l’accento sul cuore digitale che le anima. Partendo dalle ultime innovazioni sviluppate, pian piano si scopre l’orientamento futuro della Forza Armata attraverso una panoramica di quanto è al momento in sperimentazione e di ciò che è oggetto di ricerca e studio per il futuro.

Nel corso della presentazione di CalendEsercito 2012 avrà luogo un dibattito moderato dalla giornalista Letizia Leviti, al quale interverranno il professor Michele Nones, direttore dell’area sicurezza e difesa dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e l’ingegner Paolo Nespoli, ufficiale della Riserva dell’Esercito e astronauta della European Space Agency (ESA).

Articolo correlato:

Calendesercito 2011: è la storia dell’Esercito Italiano dall’Unità d’Italia a oggi (24 novembre 2010)

Fonte: Ufficio Pubblica Informazione Esercito

Foto: Ufficio Pubblica Informazione Esercito

Sisma Giappone, Okinawa: base aerea americana Kadena in allerta tsunami

Sono tutti sani e salvi i militari americani e le loro famiglie di servizio nella base aerea Kadena nell’isola giapponese di Okinawa dopo il devastante sisma di magnitudo 8,9 Richter che ha colpito il Giappone ieri 11 marzo 2011.

Sulla pagina di Facebook della base il responsabile in loco della Croce Rossa Americana invita i militari e i loro familiari a registrarsi come “sani e salvi” sul sito Safe and Well dell’American Red Cross, in modo da tranquillizzare familiari e conoscenti che non riescono a mettersi in contatto diretto con loro.

Da più di un’ora l’isola di Okinawa, dove si trova la base americana Kadena, è in allerta tsunami. Potrebbe essere evacuata da un momento all’altro.

Aggiornamenti in tempo reale da Facebook, Twitter e dai siti kadena.af.mil e earthquake.usgs.gov

Fonte: Kadena Air Base

Foto: Kadena Air Base da Globalsecurity

Libia. Lo Zio Sam perde il pelo ma non il vizio

By Cybergeppetto

Dal Vietnam all’Iran, dal Libano alla Somalia, dall’Iraq all’Afghanistan la lista dei casini che lo Zio Sam ha combinato è lunga.

Barack è andato al potere grazie alle fesserie che ha combinato George Dabliù, poi gli hanno dato il premio Nobel per la pace perchè piace alla consorteria internazionale sinistroidemente liberal.

Su che cosa sta rimuginando il POTUS (President Of The United States)?

Un intervento militare in Libia…

Ma allora gli americani lo dicano che non sanno far altro che scatenare guerre che poi ci lasciano in eredità!

Vediamo di ricapitolare per i non udenti, che sono tanti: una lobby internazionale, riconducibile alla fratellanza musulmana, ha organizzato e portato avanti un disegno di modifica degli assetti di potere in molte e importanti nazioni islamiche in buona parte riuscito, a parte la Libia. Evidentemente Gheddafi è una gran tizzone d’inferno, ma non è uno scemo: questa lobby è molto più insidiosa di Al Qaeda perchè se, da una parte dice di condannare il terrorismo, dall’altra giustifica in qualche caso attacchi suicidi o la repressione di gruppi religiosi non mussulmani. In ogni caso parliamo di una consorteria che vuole invertire l’orologio della storia e riportarci ai tempi del Profeta.

Gli americani, di cui è nota la tradizione democratica, non hanno ancora capito che nessuno ha intenzione di indire le primarie per scegliere imam, califfi e sceicchi in Nord Africa. Se mai le facessero verrebbero come quelle del Partito Democratico a Napoli.

I nostri cow boys d’oltreoceano non hanno ancora capito che le tribù non funzionano come i gruppi su facebook o twitter, anche se i social network sanno usarli.

Non è chiaro a casa Barack a Honolulu che il petrolio è una gran cosa, ma l’Africa in mano a una nuova classe di sceicchi potrebbe manovrare i rubinetti non come si vuole a Washington.

Se, nel frattempo, l’Europa diventasse Eurabia per dipendenza dal petrolio non è chiaro che fine farebbe la supremazia americana.

Date queste premesse Barack si mette a muovere aerei e navi, dice di non escludere l’intervento, costringe la NATO a dire che sta “pianificando”, verbo fumoso e assai poco chiaro.

Io spero che qualcuno regali una playstation con un gioco sparatutto a Barack così si sfoga invece di far casino sotto la nostra porta di casa.

Cybergeppetto

p.s. Obama va da una chiromante per farsi leggere la mano e chiede: “Cosa devo fare per far cessare le violenze in Libia?” La donna lo guarda in faccia senza nemmeno prendergli la mano e sibila: “Non lo so, non credo che sia possibile, ma, fossi in Te, mi farei un periodo di vita presso una tribù libica, potresti imparare ad andare sul cammello, se mai il capo tribù ti ci facesse salire”.

Foto: Zio Sam da gexpolrer.net

Cammello del vincitore cercasi disperatamente

By Cybergeppetto

Bisogna ammetterlo, all’inizio questa cosa delle proteste di piazza nei paesi islamici non sembrava tanto complicata, i fratelli musulmani e i loro amichetti in giro per l’Europa si erano organizzati bene.

Bastava far leva sullo scontento popolare, qualche bella manifestazione di piazza, CNN, twitter e facebook come casse di risonanza e il gioco era fatto: uno ad uno i vecchi leader cadevano, se ne potevano mettere dei nuovi che sarebbero stati più facilmente condizionabili.

Certo, non era ancora la creazione della umma, la comunità dei musulmani, ma era pur sempre un modo per incamminarsi verso quel Dio misericordioso nel nome del quale si può uccidere senza pietà chiunque non sia rivolto verso la Mecca con le chiappe all’aria.

Diciamo pure che alla fine di questo giochetto tutti quei capi di stato che avevano avversato l’avanzata del fondamentalismo saranno a culo per terra e il popolo che ha tanto protestato perché vuole la società del benessere si beccherà il numero di frustate previsto dallo sceicco di turno.

Gli occidentali in ogni occasione si sono fatti trovare pronti a salire sul cammello del vincitore, visto che da quelle parti non si usano i carri che sfilano ai fori imperiali; l’importante è acquisire mercati e modificare a proprio vantaggio le disponibilità energetiche, magari pagando un piccolo scotto in termini d’immigrati.

Anche in Libia tutto sembrava andare secondo copione: iniziano le proteste, qualche delfino traditore passa dalla parte degli insorti per poter diventare lui il nuovo Rais, la CNN dice che Gheddafi è scappato, si sparge la notizia di bombardamenti aerei.

“Chissenefrega se è vero o meno! – hanno pensato i burocrati delle cancellerie occidentali – diteci dove sta il cammello del nuovo Rais che ci saliamo subito sopra e non se ne parli più!”.

Tutto ciò l’hanno chiesto al telefono a Bengasi con un tono da guappi che non lasciava spazio a dubbi di alcun tipo. Oltretutto si poteva anche metterlo nel secchio agli italiani, che prima erano culo e camicia con Gheddafi, il che in Europa non guasta.

Nel frattempo che lo Zio Sam mostra i muscoli e sposta la portaerei, noi comuni mortali abbiamo pensato: “Ohibò, Augelli senza zucchero!”.

Ma il diavolo, come insegna la saggezza popolare, fa le pentole, ma non i coperchi, e quell’impunito, impertinente e maramaldo di Gheddafi che ti fa? Prima si fa vedere in giro, così sputtana i media che dicono balle, e poi ride in faccia a quella bimba così compita e ammodo della Christiane Amanpour che voleva fare uno scoop.

Christiane, noi lo sappiamo che tu hai studiato e sei una ragazza educata, ma non lo sapevi che le tende del deserto sono schermate contro quello che tutti chiamano il “CNN effect”? L’effetto mediatico della corazzata mondiale dell’informazione. Dovevi saperlo che alla domanda “Quando ci vai (in esilio)?” quello t’avrebbe detto “Ma vacci tu!”.

Dopo lo scoop, per soprammercato, Muammar si ripiglia qualche caposaldo lungo la costa, bombarda i pozzi di petrolio in mano agli insorti e organizza manifestazioni di piazza a Tripoli. Roba da matti!!

Le diplomazie a quel punto si convertono alla sceneggiata napoletana, con un perfetto tono da guappi di cartone dicono che Gheddafi se ne deve andare, ma non si mettono d’accordo su nessun tipo d’intervento, sono tutti sul ponte delle navi al largo a cercare col binocolo quel maledetto cammello di cui gli avevano parlato a Bengasi. Vuoi vedere che appartiene allo stesso allevatore del cavallo bianco con cui Mussolini doveva entrare ad Alessandria?

Cybergeppetto

p.s. Lady Ashton, che sarebbe il capo della diplomazia europea, entra in un negozio di cammelli per fare un business: “Io volere comprare cammello del Rais, dove essere?”. “Ambasciatò! – ribatte un mercante libico di chiare origini napoletane – qua teniamo un grande stock di cammelli, uno per ogni capo tribù, vendiamo all’ingrosso. Se li volete, ve li dovete accattare tutti, cammelli e padroni!”.

Foto: Totò d’Arabia è di antoniodecurtis.com

Social network anche per militari statunitensi

060212-N-4614W-002Una rivalutazione del mondo web 2.0, cioè di internet interattivo, è in corso in questo periodo al dipartimento della Difesa statunitense. In senso positivo, naturalmente. Sembra infatti definitivamente superato l’atteggiamento di divieto per i militari statunitensi, marines in testa, di accedere ai social network offerti dalla rete.

Twitter, Facebook, Delicious, Flickr e altri social media saranno sdoganati dal Pentagono in virtù dei risultati dimostrati dall’uso di tali siti per la diffusione delle informazioni, a partire dal reclutamento: i vantaggi dell’utilizzo del social network per le truppe dispiegate appaiono maggiori dei rischi per la sicurezza delle truppe stesse.

Ai comandanti il compito di continuare a vigilare sul corretto utilizzo del mezzo. Mentre dallo stesso dipartimento della Difesa arriva l’esortazione a migliorare contemporaneamente sia la gestione della condivisione delle informazioni sulla rete, che la tutela della sicurezza stessa. Intanto le nuove regole, fa sapere il Pentagono, riguarderanno i computer non classificati.

Fonte: BBC

Foto: www.wired.com