Mag 1, 2013
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Lettera aperta a San Giovanni

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By Cybergeppetto

Caro San Giovanni, nella piazza a te intitolata si svolge ogni anno un bel concerto per celebrare i fasti del primo maggio, una festa ideologica che ancora si festeggia sulla Piazza rossa a Mosca.

Tra la Scala santa e la Basilica a Te intitolata si radunano frotte di persone che festeggiano una cosa che tutti dicono di avere in gran conto, ma che, sotto sotto, a nessuno piace e nessuno vuol fare.

Una volta la musica, i canti e i balli si facevano dopo il  lavoro: i contadini ballavano sull’aia della masseria, i ferrovieri avevano il “dopolavoro”. Insomma, a tutti era noto che prima si dovesse lavorare e solo dopo si potesse festeggiare.

Chiedo che tu illumini tutta questa gente in piazza affinché capisca che il lavoro viene prima dell’ideologia e che non è più tempo di dire: “questo è un lavoro che gli italiani non fanno più”. Magari fatti dare una mano da San Giuseppe artigiano, forse lui può aiutarti.

Bisognerebbe che tu spiegassi a questa moltitudine riunita nella tua piazza che un posto di lavoro alla RAI o a FINMECCANICA, magari per nomina politica, non è lavoro, ma solo un peso per la collettività.

Bisognerebbe che tu spiegassi alla folla del concertone che un lavoro nelle società municipalizzate, che non rendono servizi adeguati ai cittadini, ma costano una tombola, non è un lavoro, ma un imbroglio.

In questi giorni di discussioni surreali sull’IMU, bisognerebbe che tu illuminassi almeno quelli che berciano davanti a te che, se non ci si mette in testa che lo stato deve costare di meno, le tasse non si abbasseranno mai.

In questi giorni in cui, dopo tanti fallimenti passati, si parla ancora di riforme istituzionali, bisognerebbe che tu facessi capire almeno a quei fricchettoni sul giardino davanti alla tua Basilica che basta eliminare una camera per risolvere d’un colpo il problema del bicameralismo e del costo della politica, tanto le leggi continueranno a essere contraddittorie e scritte male.

Caro San Giovanni, prova tu a far capire a questi festaioli che il lavoro si va a fare dove serve e non si mantiene dove non c’è più. Tutte le discussioni sull’articolo 18 e sullo statuto dei lavoratori sono solo una perdita di tempo e, quindi, di denaro.

Ti sarò grato per quello che potrai fare, anche se temo che, fra un anno, sarò di nuovo qui a disturbarti.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, andiamo al concertone?”. “Sì, certo, io devo montare le luci, così almeno mi guadagno il pane…”

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Inchiostro antipatico