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Difesa: il SSSD on Tofalo riceve l’Ambasciatore della Repubblica di Corea alla vigilia del Seoul Defense Dialogue

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha ricevuto il 7 settembre scorso, a Palazzo Aeronautica a Roma, l’Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, Jong-hyun Choi, fa sapere un comunicato dell’addetto stampa del Sottosegretario.

L’incontro anticipa la partecipazione del Sottosegretario al “Seoul Defense Dialogue, Cyber Working Group 2018”, si apprende.

Nel corso dell’incontro, il sottosegretario Tofalo e l’ambasciatore Jong-hyun Choi hanno avuto modo di affrontare temi di interesse, quali i rapporti tra Italia e Repubblica di Corea nel settore economico-commerciale, negli ambiti della ricerca e della cooperazione scientifica e degli scambi culturali.

Particolare attenzione, sottolinea il comunicato, è stata posta all’attuale scenario geopolitico internazionale in termini di difesa e sicurezza.

Il sottosegretario Tofalo, che rappresenterà l’Italia e in particolare la Difesa, interverrà con il discorso di apertura al Seoul Defense Dialogue 2018 che si terrà nella capitale coreana dal 12 al 14 settembre e vedrà la partecipazione di alti rappresentanti politici e della comunità internazionale di oltre 48 nazioni.

Un importante appuntamento per confrontarsi sui temi della sicurezza cibernetica, sul ruolo della Difesa, sulla sicurezza marittima, le nuove forme di minacce terroristiche e la tecnologia militare.

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Fonte e foto: Cap Rizzo Addetto Stampa del SSSD on Tofalo

COMFOP SUD: Esercito, università e cybersecurity a sostegno di una cultura della sicurezza

Il 26 ottobre scorso l’Aula Magna dell’Università di Salerno ha ospitato la Lectio magistralis dal titolo “CyberCulture” tenuta dal dott Paolo Ciocca, Vicedirettore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Lectio, ha fatto sapere il Comando Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano (COMFOP SUD) con un comunicato stampa del 27 ottobre, è stata aperta dai saluti istituzionali del rettore, prof Aurelio Tommasetti, e del gen Luigi Francesco De Leverano, Comandante delle Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano.

La Lectio magistralis del dott Ciocca ha affrontato i punti salienti del tema della CyberCulture: “La minaccia sul mondo cibernetico è in crescita perché siamo sempre più interconnessi e aperti”, ha dichiarato il dott Ciocca.

“Il punto di riflessione fondamentale della mia Lectio – ha poi proseguito – è che il cyber è sempre un mezzo più che un fine. Il problema vero è capire cosa c’è dietro un attacco e perché avviene quell’attacco”.

Sulla base dei presupposti di collaborazione tra i due enti, al termine della Lectio, il rettore Tommasetti e il gen De Leverano hanno sottoscritto un accordo di collaborazione e mutua cooperazione tra l’Università degli Studi di Salerno e il Comando delle Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano sui temi della cybersecurity, allo scopo di favorire l’osmosi tra il mondo della ricerca universitaria e i settori più strategici del paese.

Il protocollo d’intesa sottoscritto contempla attività di reciproca collaborazione nella formazione in ambito cybersecurity a sostegno di una cultura della sicurezza che valorizzi le risorse umane, la realizzazione congiunta di studi e ricerche nel campo della sicurezza informatica, così come la partecipazione congiunta a progetti finanziati di interesse comune.

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Fonte e foto: Comando Forze Operative Sud

 

 

Sicurezza e privacy: Paola Casoli il Blog è ora un sito HTTPS

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Cybersecurity, ITASEC17: “oggi il campo di battaglia è la rete internet”, spiega il sottosegretario alla Difesa on Rossi

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, è intervenuto il 20 gennaio scorso alla prima edizione della conferenza Itasec17, dedicata al tema della cybersecurity, che si è tenuta presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia dal 17 al 20 gennaio.

Cyber war, protezione delle infrastrutture critiche, capacità nazionali di difesa cibernetica sono stati i principali argomenti trattati nel corso del simposio, iniziato lo scorso 17 gennaio, al quale hanno partecipato rappresentanti della pubblica amministrazione, del governo, del mondo universitario e dell’industria.

Nel suo intervento il sottosegretario Rossi ha parlato dell’evoluzione della minaccia nel campo della Difesa, “una evoluzione rapidissima che conferma anche l’importanza di una struttura di difesa comune europea”, come ha sottolineato.

“In un passato non troppo lontano, la vittoria era condizionata dal rapporto di forza dei soldati schierati sul terreno”, ha detto il sottosegretario Rossi, “oggi il principale campo di battaglia è la rete internet, che rappresenta il vero sistema venoso e nervoso dell’economia.”

E poi, riferendosi alla condotta delle operazioni militari, ha sottolineato l’importanza della capacità di comando e controllo: “un collegamento capillare con tutti i militari in campo, per garantire la massima capacità di reazione. Questa esigenza si traduce, in termini di tecnologia, attraverso un flusso di informazioni digitali. Ciò rappresenta un punto di forza ma anche una debolezza se non si dispone di una adeguata sicurezza cibernetica.”

In tale contesto, l’impegno della Difesa è volto a fronteggiare una minaccia crescente e sempre più complessa anche attraverso la strutturazione di un Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC).

“Un processo impegnativo”, ha concluso il sottosegretario Rossi, “che si sviluppa attraverso l’implementazione di strutture difensive adeguate, in continuo aggiornamento, e grazie alla ricerca e alla formazione di personale qualificato nel settore della difesa cibernetica”.

Disporre di capacità di cyber defence significa dunque essere in grado di espletare funzioni di prevenzione e di protezione della propria infrastruttura in uno scenario geopolitico mondiale asimmetrico e multiforme.

L’appuntamento con Itasec è stato rinnovato il prossimo anno a Milano.

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Cybersecurity: se ne parla all’Università Ca’ Foscari di Venezia (18 gennaio 2017)

La cybersecurity in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Resp Comunicazione Sottosegretario on Rossi

 

Cybersecurity: se ne parla all’Università Ca’ Foscari di Venezia

L’Università Ca’ Foscari Venezia sta ospitando la prima conferenza italiana sulla cybersecurity in corso da ieri, 17 gennaio, fino al prossimo 20 gennaio 2017 nel campus di San Giobbe, a Venezia.

L’obiettivo della conferenza, nata in seno al Laboratorio Nazionale Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI), è mettere assieme la dimensione accademica, la componente industriale e il settore governativo.

Tra i temi di attualità in discussione, fa sapere la stessa università con un comunicato stampa di ieri, 17 gennaio, la difesa cyber della nazione, le policy nazionali ed europee, la partnership pubblico-privato, la protezione delle infrastrutture critiche, l’intelligence sul web, per non tralasciare neppure la malware analysis e l’attack detection.

Intervengono, tra gli altri, Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Domenico Rossi, sottosegretario al Ministero della Difesa, Paolo Ciocca, vicedirettore del Sistema Informazione Sicurezza della Repubblica.

La conferenza si caratterizza per il suo aspetto multidisciplinare, annuale e itinerante e spazia dalla tecnologia all’economia, alla sociologia, alla politica, alla giurisprudenza.

A Venezia, nello Spazio Stakeholder, ad accesso libero, si alterneranno ospiti internazionali nell’Aula Magna Cazzavillan.

Tra questi, Matthew Barret del NIST USA, Andrea Servida (EU DG Connect), Luigi Rebuffi (ECSO) e Harry Perper (National Cybersecurity Center of Excellence, MITRE).

Folta la presenza di soggetti pubblici e privati, tra i quali Cisco, IBM, Leonardo, Microsoft, TrendMicro, PaloAlto Networks, Blu5, Business-e, Check Point, inthecyber, Saiv, RSA, Var Group, Deloitte, KPMG, Accenture, Hermes Bay, Banca d’Italia, Confindustria, Enel, Associazione Italiana Infrastrutture Critiche, Enisa, Sogei, CERT Nazionale (MiSE) e CNR.

Lo Spazio Tecnico/Scientifico vede invece alternarsi tre filoni principali: una Scientific Track sulla cybersecurity, una Demo Track mirata a presentare strumenti innovativi sviluppati da industrie, centri di ricerca, e università, e una Fil-Rouge Track, comprendente una serie di sessioni multidisciplinari su ‘temi caldi’ della sicurezza informatica. In tutto più di sessanta presentazioni selezionate da oltre quaranta università e dai maggiori centri di ricerca italiani.

Il comitato di selezione è stato guidato dai professori Riccardo Focardi, dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Alessandro Armando dell’Università di Genova, e Roberto Baldoni, direttore del Laboratorio Nazionale Cybersecurity del CINI e docente dell’Università di Roma La Sapienza.

Del comitato hanno fatto parte più di 60 tra accademici e ricercatori di profilo internazionale, si apprende, provenienti da oltre quaranta tra università e centri di ricerca.

Programma dettagliato sul sito www.itasec.it

Fonte: Uff Comunicazione Università Ca’ Foscari

Foto dal blog di Ayoub Bahar

Il Cybersecurity Act 2012 bloccato dal Senato americano fa infuriare Panetta

Il segretario di Stato alla Difesa americano Leon Panetta ha espresso disappunto in merito alla decisione del Senato di bloccare il Cybersecurity Act del 2012, un programma tutto indirizzato alla difesa dagli attacchi cyber che nello scenario contemporaneo rappresentano una minaccia via via crescente e “allarmante”, come lo stesso comunicato del Pentagono sottolinea.

Le conseguenze di un ritardo nell’affrontare tale problema così urgente, ribadisce il Pentagono appellandosi al Congresso, potrebbero essere devastanti sia sul piano pubblico e governativo, sia nel settore privato.

La strategia di Difesa statunitense invoca grandi investimenti per affrontare questa minaccia e non smette di esplorare nuovi sistemi di protezione contro gli attacchi cyber a tutela di tutta la nazione, anche se si sarebbe aspettata il sostegno del potere legislativo, fa notare il comunicato.

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Fonte: Dipartimento Difesa statunitense

Foto dal blog di Oliviero Mannucci

Cybersecurity, Anonymous: perché abbiamo dato i file di Stratfor a Wikileaks? Ma per la trasparenza!

Un “divertente glossario di intelligence”, come lo definisce Wikileaks, è stato fornito al sito di Julian Assange da Anonymous, come gli stessi hacker chiariscono stamattina con un tweet a tutti i giornalisti.

Il fornitore non volontario e inconsapevole del materiale è Stratfor, il sito di intelligence globale dell’americano George Friedman.

Stratfor, che in dicembre aveva subito il furto delle identità registrate e delle mail scambiate, è un sito che fornisce analisi geopolitiche dettagliate a cui si accede previa iscrizione. Dati personali, attività specifiche delle società iscritte e particolari pertinenti le persone che vi lavorano, oltre ai messaggi scambiati, sono ora disponibili per i lettori di Wikileaks. Per una questione di trasparenza, spiega Anonymous su Twitter.

Stratfor, da parte sua, ha pubblicato stamane una dichiarazione sul suo sito (qui leggibile via prnewswire.com) in cui ribadisce che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, senza subire l’intimidazione di questo attacco illegale.

“Questo è un ulteriore tentativo – si legge – di zittire e intimidire l’azienda, un atto che noi respingiamo. Sotto la continua guida del direttore generale George Friedman, Stratfor non verrà zittita e continuerà a pubblicare l’analisi geopolitica su cui amici e sottoscrittori fanno affidamento”.

Intanto, mentre Stratfor e Anonymous si twittano a vicenda sulle presunte dimissioni di Friedman, subito smentite, Anonymous avverte via Twitter che nel giro di poche ore sarà colpita la Goldman Sachs, banca d’affari mondiale.

Fonte: Stratfor/prnewswire.com, Anonymous/Twitter

Foto: ilmessaggero.it

Per la cybersecurity usate solo microchip DOC. L’attenzione degli US alla provenienza dei componenti hardware

Sarà necessario fare attenzione alla provenienza del microchip, come raccomanda l’agenzia americana Darpa, che d’ora in poi dovrà essere DOC, d’origine controllata come il parmigiano o come il lambrusco.

Il rischio che il chip sia contraffatto – anche intenzionalmente – per contaminare con malware e virus di varia entità le reti telematiche di grandi organismi, la Difesa in testa a tutti, rappresenta un evento più concreto di quanto si possa immaginare, fa sapere un articolo di Danger Room. Ciò è dovuto alla globalizzazione della produzione e all’acquisto di componenti hardware da paesi stranieri.

“Più una questione da affrontare che un problema da risolvere”, secondo il generale in pensione Michael Hayden, ex  CIA (Central Intelligence Agency) ed ex capo dell’NSA (National Security Agency), in quanto già si “stanno manifestando situazioni del genere”, come fa sapere Greg Schaffer, il facente funzione di vicesottosegretario al Department of Homeland Security’s National Protection and Programs Directorate.

Intanto la Iarpa, che nella community Darpa costituisce il settore di ricerca più vicino alle questioni di cybersecurity e reti telematiche in termini di intelligence, ha dato il via al sistema TIC (Trusted Integrated Circuit) per guidare gli Stati Uniti nei loro acquisti di componenti hardware da produttori esterni, perlopiù basati in Cina, Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

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Fonte: Danger Room-Wired

Foto: ecofriend.com