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Polizia serba in Kosovo: sì, no, ni

pubblicato da Embedded il 19 agosto 2007

Il primo a parlarne venerdì scorso è stato Marko Jaksic, presidente del Serb National Council of Northern Kosovo (Snv). La sua proposta, da sottoporre all’attenzione del governo serbo, riguardava l’invio di un migliaio tra poliziotti e soldati serbi in Kosovo nella parte nord dove si concentra l’etnia serba.

Proposta rilanciata a breve da Aleksandar Simic, consulente del primo ministro a Pristina, con le conseguenti reazioni immediate di Unmik (“Dichiarazione irresponsabile. Non va presa in considerazione”), di Kfor (“Le forze serbe non sono autorizzate a ritornare”) e degli Stati Uniti (“Nessuna possibilità che si verifichi una cosa simile”).

Fonte: B92

Kosovo: intanto le etnie di minoranza se ne vanno

pubblicato da Embedded il 19 agosto 2007

Mentre sui tavoli politici si decide il destino di una terra contesa ufficialmente da otto anni, chi appartiene alle etnie di minoranza sta abbandonando il Kosovo.

“Cattolici, bosniaci, rom, serbi e altre minoranze non vedono l’ora di vendere tutto e andarsene” secondo testimonianze di gente del posto, che denuncia come in realtà i politici, facendo esclusione di quelli di parte serba, siano ufficialmente favorevoli all’indipendenza senza accorgersi di una popolazione che se ne va.

Il terrorismo fa paura anche ai serbi

pubblicato da Embedded il 22 aprile 2007

“Siamo considerati cattivi da anni, è normale che la nostra paura del terrorismo non venga presa in considerazione: infatti come potremmo noi che siamo cattivi avere paura dei mujahedin e dei fondamentalisti?”

E’ una voce serba sentita dal Kosovo la sera di martedì scorso.

Due giorni dopo – il 19 aprile – su Balkanalysis.com la conferma da parte di una fonte di intelligence slovena che i wahabiti arrestati in marzo in un campo di addestramento vicino a Novi Pazar avrebbero a che fare con i militanti del Kosovo, con il processo verso lo status finale della provincia amministrata dalle Nazioni Unite e con il rischio di scoppi di violenza contro le enclave serbe di Mitrovica.

Il campo di addestramento di sospetto collegamento con l’estremismo islamico era stato scoperto sul monte Ninaji a Sjenica, vicino a Novi Pazar, lo scorso 17 marzo dalla polizia serba. I quattro wahabiti arrestati sono tutti bianchi europei di età compresa tra i 23 e i 33 anni.

A questa notizia ha fatto seguito il 20 aprile quella dello scontro tra polizia e un gruppo di wahabiti vicino a Novi Pazar. E’ l’agenzia B92 a parlare di una perquisizione all’alba di venerdì in una casa dove si nascondeva un militante islamico, Ismail Prentic, poi ucciso.

Ai suoi funerali, avvenuti ieri sabato 21 aprile, un giornalista che fotografava il corteo funebre è stato aggredito.

Secondo la dichiarazione di un ufficiale delle Nazioni Unite riportata dall’agenzia Reuters, Prentic stava per organizzare un possibile attacco suicida contro la moschea di Novi Pazar. Ciò confermerebbe la tensione tra i musulmani esistenti nell’area e gli estremisti di altra ispirazione.

“Il terrorismo non fa paura solo all’occidente. Anche noi nei Balcani ci sentiamo minacciati”, assicurava la voce serba martedì scorso.

Fonti: Balkanalysis.com; B92

Commenti:

Fabio Sommantico, Martedì 24 Aprile 2007 ore 14:54

Così anche  i serbi hanno scoperto che basta appiccicare l’etichetta di terrorista, meglio se islamico, a qualsiasi avversario politico per poter poi giustificare politiche aggressive.

Fermo restando che la questione kossovara esiste e la Serbia ha ragioni da vendere…

Paola Casoli, Mercoledì 25 Aprile 2007 ore 15:53

Ciao Fabio, bentornato.

Capisco la tua osservazione. Però proviamo a contestualizzare, così per sentire anche la tua opinione: pensi che oggi i serbi possano mettere in atto politiche aggressive?

Fabio Sommantico, Mercoledì 25 Aprile 2007 ore 22:34

Bentornata anche a te!

In Serbia i partiti nazionalisti sono sempre molto forti e anche quelli apparentemetne più moderati, hanno un’anima revanscista assai marcata.

Per risponderti non credo che i Serbi abbiano intenzione (o siano in grado) di attuare chissà quali azioni eclatanti, ma non è un segreto che in questi mesi si stia decidendo il futuro assetto del Kosovo e che da venti anni a questa parte, come insegna l’esperienza di Milosevic, chi a Belgrado soffia sul fuoco del risentimento nazionalista, raccoglie facili consensi.

Con buoni motivi i Serbi vogliono evitare la secessione formale e per quello che può valere la mia opinione, sono pienamente convinto che un Kosovo indipendente sarebbe l’ennesimo stato mafia nel cuore dei Balcani.

Quello che però conta è che la Serbia per mettere in imbarazzo il principale sponsor di Pristina (gli USA) ha deciso di porre in evidenza la natura “islamica” della popolazione albanese, con anneso riferimento al sempre efficace spauracchio terrorista. Così magari da riuscire a far passare l’intricata questione balcanica come il nuovo fronte dove passa lo scontro infinito fra l’occidente e l’islam. E guadagnarsi in tale modo le simpatie della parte più becera della nostra opinione pubblica ormai impregnata sentimenti islamofobi.

Afghanistan: attacco a Camp Salerno

pubblicato da Embedded il 23 gennaio 2007

Camp Salerno, che prende il nome dallo sbarco dei paracadutisti americani del 505th il 14 settembre 1943, è stata presa di mira da un kamikaze all’alba di stamane.

Nessun militare di Isaf risulterebbe coinvolto, mentre almeno dieci civili lavoranti nella base sarebbero rimasti uccisi.

La Forward Operating Base si trova nei pressi di Khowst a circa 150 chilometri a sud-est della capitale afgana Kabul vicino al confine con il Pakistan e dà lavoro a oltre in centinaio di civili.

Fino al marzo 2003 ospitava i militari italiani della Task force Nibbio e fino a tutto il 2004 è stata una delle più grandi basi operative in Afghanistan.

Fonti: Corriere della Sera, Globalsecurity

Consegna del primo C-27J all’Aeronautica Militare Italiana

pubblicato da Embedded l’8 gennaio 2007

C-27JDestinatario del primo C-27J per l’Aeronautica Militare Italiana è la 46esima Brigata aerea di Pisa. La consegna di questo primo velivolo avverrà il prossimo 11 gennaio a Pisa nel corso di una cerimonia presieduta dal sottosegretario alla Difesa Emidio Casula. L’evento, a cui parteciperanno il capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola e il capo di stato maggiore dell’Aeronautica generale di squadra aerea Vincenzo Camporini, è destinato alle autorità e alla stampa.

Per i media è possibile accreditarsi all’ufficio Pubblica informazione del Capo di stato maggiore allo 06 491229. Chi è interessato può servirsi di un volo da Ciampino appositamente predisposto per raggiungere Pisa: partenza alle 8 e rientro a fine cerimonia, intorno alle 12,30.

All’Aeronautica sono destinati in tutto dodici C-27J per essere utilizzati fuori dai confini nazionali in diversi tipi di missioni: dal trasporto truppe e materiali all’aviolancio, dal servizio antincendio a quello sanitario.

Il C-27J è il “naturale sostituto del G-222” come spiega il comunicato stampa dell’Aeronautica: per le sue caratteristiche può operare in contesti multinazionali ed è interoperabile con gli assetti stranieri.

Anche le forze armate greche, bulgare e lituane hanno ordinato il C-27J, mentre la Romania lo ha da poco selezionato.

Il velivolo destinato all’Aeronautica Militare Italiana presenta dotazioni aggiuntive che ne migliorano sia le capacità operative che la sicurezza in operazioni fuori area. In particolare: un sistema di proiezioni dati avanzato completo di digital map e doppio head-up display (Hud) e un sistema di rifornimento in volo e di autoprotezione (Defensive Aids Sub System, Dass).

Fonte: Aeronautica Militare Italiana

Foto: Alenia Aeronautica

Afghanistan: armi giocattolo puntate contro i militari di Isaf

pubblicato da Embedded il 6 gennaio 2007

“I would urge parents to ensure that their children do not play with toy guns around patrolling troops. Some of the toy guns are very life like and can easily be mistaken by troops as the real thing”.

E’ l’allarme che il maggiore Dominic Whyte, portavoce di ISAF, ha diffuso dopo i frequenti casi di armi giocattolo puntate contro i militari dai bambini.

E’ verosimile che i bambini abbiano ricevuto in dono per la Festa del sacrificio (Eid ul-Azha) molte armi giocattolo, dato che i militari di Isaf stanno registrando un preoccupante incremento della presenza di tali oggetti.

“Playing with them – si legge nel comunicato stampa di Isaf – and pointing them at patrolling ISAF troops is a dangerous practice, which could result in troops mistaking the replica weapons for real ones, and reacting to protect themselves”.

Fonte: Isaf Pio

Afghanistan: autobomba sempre più popolari

pubblicato da Embedded il 18 dicembre 2006

Sempre più utilizzate le autobomba in Afghanistan.

Nel pomeriggio afgano di oggi a est di Kandahar una autobomba ha preso di mira un convoglio di Isaf ferendo due militari della coalizione.

Ne dà notizia la cellula PI di Isaf parlando di un Suicide Vehicle Borne Improvised Explosive Device (SVIED). Locuzione che unisce la nota sigla degli esplosivi improvvisati (IED) con la definizione del veicolo usato per il trasporto dell’esplosivo nell’attacco al convoglio.

Fonte: Isaf PIO

Il Kosovo passerà sotto guida UE. E se la Serbia entra in Europa?

pubblicato da Embedded il 11 dicembre 2006

Una guida sul modello dell’High Representative in Bosnia. Questo ha pensato l’Unione Europea per il Kosovo, provincia serba amministrata ad interim dalle Nazioni Unite dal 1999 dopo l’intervento della Nato e da allora in attesa di conoscere il suo destino.

Stando a quanto riferito ieri da B92, che riporta Beta e Vecernje Novosti, l’Unione europea avrebbe già contattato anche paesi terzi come la Russia e la Svizzera per invitarli a partecipare alla futura EU-led mission in Kosovo.

I commenti all’articolo vanno dalle espressioni di estremo nazionalismo alle posizioni più moderate, ma uno in particolare è molto piccante. Eccolo:

If Serbia would succeed in joining EU, it will be funny if one day the EU official in charge of an independent Kosovo (assuming this actually happens) comes from Belgrade!

Fonte: B92

Afghanistan. Attacco suicida contro convoglio Isaf stamane a Kandahar

pubblicato da Embedded il 3 dicembre 2006

Stamane alle 11 ora afgana un convoglio di Isaf che viaggiava nel centro di Kandahar è stato colpito da una autobomba. I tre soldati di Isaf rimasti feriti sono stati trasportati all’ospedale militare nell’aeroporto di Kandahar. Il loro veicolo è rimasto seriamente danneggiato.

L’attentato è avvenuto in una zona di traffico intenso e civili sono rimasti uccisi e feriti. Il loro numero non è confermato, stando a quanto riferisce un comunicato stampa della cellula PI della missione Nato in Afghanistan .

Isaf sta investigando sulla reazione armata nel corso dell’attacco da parte dei militari della missione, che secondo quanto riportato in loco avrebbe causato il ferimento di civili.

Da una settimana i veicoli di Isaf recano esposto un segnale che esorta a tenersi lontani dai mezzi della missione.

Solo il 30 novembre scorso militari di Isaf e forze afgane avevano rinvenuto nel distretto di Sangin nella provincia di Helmand granate per rpg, armi ed equipaggiamento, oltre a due giubbotti per attacchi suicidi. Nel corso dell’operazione sono stati catturati due sospetti leader talebani e altri ribelli. Un militare di Isaf è rimasto ferito lievemente.

This year alone – riferisce il comunicato stampa di Isaf – there have been over 102 suicide attacks in Afghanistan that have resulted in the deaths of approximately 227 afghans and 17 international military troops.

Fonte: Isaf PIO