Ott 26, 2010
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Wikileaks e i media. Molti bytes e pochi neuroni

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By Cybergeppetto

Wikileaks 2, la vendetta. Julian Assange non ha ancora digerito il flop della prima uscita dei segreti inconfessabili delle guerre americane che, novello Don Chisciotte, sprona il suo Ronzinante e, lancia in resta, si pone in rotta di collisione contro i mulini a vento, che per lui sono i segreti da far sapere al mondo.

Veniamo così a sapere che in Iraq sono stati commessi dei crimini, che sono morti un sacco di civili, che Calipari lo hanno fatto fuori gli americani ecc. ecc.

Un hacker può fare solo due cose: violare i siti sulla rete e rubare files. Julian Assange è un ex hacker e ha le qualità per inondare la rete di documenti di cui non viene citata la fonte, sennò lo arrestano a lui e ai suoi sodali.

Che cosa ne facciamo di tutti questi arcani della storia recente? C’è qualche giornalista che ha tempo e voglia di leggerli? C’è qualche cervice in grado di correlarli? C’è qualche anima buona in grado di cercare riscontri? Potrei andare avanti a lungo…

Sui segreti molti media sono abituati a fare grandi titoli, e anche in questo caso hanno titolato, dicendo che finalmente si saprà la verità sulla guerra in Iraq e, credo, anche in Afghanistan. Ma dopo poche salve i cannoni dei media tacciono, hanno finito i colpi?

Le tante corazzate dell’informazione in giro per il mondo, oltre ai fiori nei cannoni, ce l’hanno un desk (pardon, una sezione) che si occupi di queste cose?

E’ rimasto qualche segugio, dotato di memoria di tipo cerebrale e non allo stato solido con uscita usb, in grado di dire se quella roba è buona oppure è come uno yogurt scaduto?

Il massimo dello sforzo sarà fare qualche telefonata, ma solo per ricevere conferma di dati già trattati e inchieste già chiuse. L’impressione che si riceve è che si stia tentando di riaprire discorsi già conclusi solo per pregiudizi ideologici.

Se Wikileaks contiene la verità sulla guerra in Iraq, penso che, forse, George dabliù Bush dovrebbe essere processato per cose tipo genocidio o crimini contro l’Umanità e, forse, Tony Blair dovrebbe essere condannato per favoreggiamento (di George dabliù…) e, chissà, Saddam dovrebbe essere beatificato e proclamato santo patrono dei Caldei, ammesso che qualcuno di loro riesca a sopravvivere agli attacchi di sciiti e sunniti.

Se la guerra in Iraq è stato un crimine commesso dagli Stati Uniti, beh, forse l’ONU dovrebbe pretendere che l’Iraq percepisca un somma adeguata per danni di guerra.

Avevamo lasciato in un precedente articolo l’Abate Faria, che pare sia nel frattempo morto, ed Edmond Dantes, che pare sia nel frattempo scappato, a leggere i files di Wikileaks. I documenti aumentano, è stata annunciata una possibile terza uscita, ma nessuno li legge e, soprattutto, questi tremendi segreti lasciano tutti abbastanza indifferenti, l’unico mistero che rimane è quello di una società dell’informazione in cui le informazioni non se le legge nessuno….

Cybergeppetto

p.s. Nuovi disordini a Terzigno. Gli abitanti furiosi con le forze dell’ordine hanno rovesciato numerosi compattatori. Si era sparsa, infatti, la notizia che i file di Wikileaks, cosparsi di melassa e a suo tempo utilizzati dai giornali come carta moschicida, sarebbero stati sversati nella ormai strapiena discarica. L’unica cosa positiva è che le mosche sono scomparse dalla Campania: vanno tutte a suicidarsi a Terzigno…

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Foto: la caricatura di Julian Assange è di John Casey; lo yougurt scaduto è di coserosse.net; l’abate Faria con Dantès è di forumtime.it

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Inchiostro antipatico