Ago 14, 2011
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Sotto l’ombrellone dello spaccavetrine

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By Cybergeppetto

Ve li ricordate quelli che hanno messo a ferro e fuoco mezza Italia e hanno pure attaccato il Senato? Quelli che protestavano perché si stava uccidendo la loro scuola, il loro futuro? Che fine hanno fatto? Ne incontriamo uno sotto l’ombrellone.

D. Posso chiederle che cosa ha fatto da quando sono finiti i disordini e le proteste contro la riforma della scuola?

R. Beh, io ho una vita molto attiva, al centro sociale ci riuniamo tutti i giorni, facciamo tanti dibattiti, organizziamo delle manifestazioni in sostegno dei nostri amici di Hamas, oppure dei cortei  per sostenere la politica antifascista del governo cubano.

D. Ma, mi scusi, Lei a quale facoltà è iscritto?

R. Io mi ero iscritto a Giurisprudenza, volevo fare il Pubblico Ministero. Ora sono transitato a Scienze Politiche indirizzo internazionale, per fortuna i miei mi pagano le tasse universitarie che questo stato borghese e reazionario usa per impedire al popolo di accedere alla cultura. Tutti dovrebbero poter avere una laurea. Tra un impegno e l’altro provo a studiare qualcosa anch’io.

D. Che cosa vuol fare da grande, l’ambasciatore dei centri sociali?

R. Sarà dura arrivare alla laurea, i baroni che dicevano di essere di sinistra ora ci guardano come appestati e non esiste più il diciotto politico, ma presto o tardi ci arriverò anch’io.

D. Ora che la riforma è passata vi sentite sconfitti?

R. Sicuramente c’è stata una battuta d’arresto delle forze democratiche, ma noi, come ogni anno, torneremo in piazza in autunno e anche parte dell’inverno per protestare contro i tagli alla Scuola. Di più non possiamo fare. I partiti d’opposizione si fanno vedere sui tetti solo quando gli fa comodo…

D. Cosa direte agli studenti nell’ambito degli organismi collegiali di rappresentanza, avete delle soluzioni alternative in questo momento di crisi economica?

R. La Scuola non si tocca, non cominciamo con le scuse sulla crisi economica, i soldi li vadano a prendere a qualcun altro. Vogliamo più borse di studio, più corsi, più insegnanti e più bidelli, bisogna che la Scuola torni a essere un luogo di aggregazione democratica!

D. Il mondo produttivo accusa la Scuola di non preparare i giovani al lavoro, voi cosa rispondete?

R. I padroni non ci avranno come schiavi, noi non stiamo a Scuola per diventare i loro servi, vogliamo dare una dimensione sociale allo studio!

D. D’accordo, ma tutti dicono che bisogna puntare allo sviluppo per far crescere il PIL sennò affondiamo, dove pensate d’andare a lavorare?

R. Secondo Lei uno che frequenta un centro sociale è il tipo da farsi invischiare in logiche capitalistiche e padronali? Noi siamo la coscienza critica del Paese, non possiamo rinunciare al nostro ruolo!

Guardi, Lei la deve finire con queste provocazioni, Lei è un servo dei Padroni. Ragazzi!!! All’attacco!!!

Cybergeppetto

p.s. Anche questa volta Cybergeppetto se l’è cavata con ferite lievi, giudicate guaribili in 5 giorni. L’Editore gli ha detto di continuare con le interviste…

Foto: federazionedellasinistra.com

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Inchiostro antipatico