Ago 7, 2005
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Herat, Ismail Khan da signore della guerra a ministro

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pubblicato da Pagine di Difesa il 7 agosto 2005

casoli_050807_ismail-khan-heratHerat, Afghanistan – “Le elezioni? Penso che siano una buona cosa per la sicurezza” ha detto il 6 agosto all’aeroporto di Herat il signore della guerra Ismail Khan, lasciando intendere che gli afgani contribuiranno alla buona riuscita del processo elettorale.

Kahn è giunto a Herat in arrivo da Kabul in compagnia dell’attuale governatore Sayed Hoffain Angari, un afgano di etnia hazara della zona centrale del paese. Il signore della guerra è molto amato dalla popolazione di Herat, città dove è nato nel 1946 e dove è stato governatore prima dell’avvento dei talebani e in seguito fino al settembre 2004 e si è preoccupato della sua gente al punto da destinare alla provincia i proventi delle dogane al confine iraniano per tutto il tempo della sua carica.

Attualmente è ministro dell’Energia a Kabul. E’ dotato di forte carisma, è un abile amministratore ed è stato ufficiale afgano fino al rango di comandante mujahedin nel corso dell’invasione sovietica nel 1979. Oppositore dei talebani e fuggitivo in Iran, è stato catturato dagli stessi talebani per poi riuscire a evadere dalla prigione di Kandahar nel marzo 2000 ed entrare nelle file dell’Alleanza del nord. Qui si è trovato a militare accanto ad Anwari, governatore di Herat dal luglio 2005. Diventato governatore una seconda volta, è stato rimosso da Hamid Karzai nel settembre 2004 in seguito al decreto che impediva il mantenimento contemporaneo di cariche civili e militari.

Ismail Kahn ha un buon rapporto con il nuovo governatore e si mostra quasi sempre in sua compagnia nelle strade del paese. “E’ un segnale positivo” ha commentato il generale di brigata Giuseppe Santangelo, il coordinatore della regione ovest responsabile dei quattro team di ricostruzione provinciale della zona occidentale dell’Afghansitan. “In questo modo Kahn dimostra la continuità nell’organizzazione dello Stato; a Herat ha inaugurato molte strutture cittadine insieme con Anwari per dare un segnale alla popolazione, mentre non si mostrava quasi mai in compagnia del governatore precedente”.

Questo signore della guerra era a capo di 25.000 miliziani armati, è di etnia tagika e di religione sunnita. Molto conservatore per quanto riguarda l’aspetto religioso. “Qui a Herat – continua il generale Santangelo – è l’ago della bilancia su tutto e non ha bisogno di procedere sulla via della intimidazione: la gente gli vuole bene e lui vuole il bene della sua gente”.

Con le prossime elezioni potrebbe diventare ministro degli Interni o capo della opposizione. “In qualsiasi modo vada – assicura il generale – il suo carisma rimane inalterato ed è dovuto alla sua azione il fatto che non ci siano più candidati esclusi dalle elezioni in questa area”.

E’ di qualche ora, infatti, la notizia secondo cui i cinque candidati della provincia di Herat, esclusi dalle elezioni per possesso irregolare di armi, sono stati riammessi nelle liste elettorali.

Foto: materiale proprio

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