NRDC-ITA: il nuovo concetto di Stability Policing della NATO, dopo la conferenza a breve il test presso l’ACT

È stata organizzata e condotta dal NATO Rapid Deployable Corps (NRDC-ITA) di Solbiate Olona in un periodo di intenso lavoro, proprio alla vigilia dell’assunzione del comando della componente terrestre (LCC) della Very High Readiness Joint  Task Force (VJTF) della NATO.

Si tratta della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference, un’intera giornata di lavori, condotta il 30 novembre 2017 a Milano, a Palazzo Cusani, dedicata al nuovo concetto della NATO venuto a delinearsi dopo il Summit di Varsavia del 2016.

La conferenza – interamente dedicata al concetto di proiezione della stabilità, esigenza individuata a Varsavia per far fronte a complessità emergenti dettate da fattori concomitanti in presenza di governi deboli, quali le massicce migrazioni, il terrorismo transnazionale, le nuove tecnologie e i disastri naturali – ha visto susseguirsi gli interventi di qualificati relatori provenienti dal mondo militare e civile.

Il concetto della NATO sulla Stability Policing, infatti, intende mettere insieme proprio i due aspetti, creando un corpo specializzato di forze militari e forze di polizia civili, capaci di fronteggiare le sfide sia di un ambiente permissivo che di uno scenario estremo a tutela della sicurezza.

Forze di polizia con uno status militare, dunque, e con un mindset di polizia civile, in grado di giocare un ruolo chiave nell’attività di Projecting Stability disinnescando le cause di un conflitto e prevenendo il riaccendersi di nuovi contrasti. Sia nella fase delle operazioni, sia nelle attività post-conflitto.

A fronte di questo nuovo progetto della NATO, finalizzato alla presentazione di un NATO Stability Policing Concept, atteso per il mese di dicembre 2017, la conferenza di NRDC-ITA ha acceso i riflettori su un concetto che corrisponde a un elevato livello di ambizione dell’Alleanza, impegnata ad adattarsi a tutte le trasformazioni per far fronte a ogni nuova sfida.

L’intervento del col Vittorio Stingo, NATO Supreme Allied Command Transformation  Stability Policing Expert, ha chiarito da subito, quale primo intervento, l’aspetto dottrinale del nuovo concetto, sottolineando l’importanza di sviluppare una capacità di addestramento delle forze locali nelle zone di crisi, in modo da rendere autonome le autorità locali nella gestione e nel mantenimento della sicurezza senza il ricorso all’assistenza internazionale.

L’aspetto della tutela della sicurezza, essendo prioritario, porta a prevedere nell’eventualità l’inserimento di personale specificamente preparato in sostituzione temporanea della polizia locale, facendo anche ricorso a organizzazioni e personale addestrati ed esperti nell’attività di policing secondo gli standard della NATO.

Ecco dunque la necessità di far ricorso a elementi che non appartengono solo ed esclusivamente al settore militare: si rende chiara dunque l’esigenza di un approccio comprehensive a vantaggio della Cooperative Security e della gestione delle crisi.

Il concetto, presentato nel dicembre 2017, sta per essere messo alla prova all’Alllied Command Transformation della NATO: il periodo di test previsto va dal 26 febbraio fino al 5 marzo. La sperimentazione è programmata nel mese di aprile 2018 con la Viking 18.

Il ricorso a personale specializzato in tema di gestione dell’ordine ai fini della sicurezza per sostituzioni temporanee, laddove necessario, trova nel bacino dei centri di eccellenza in ambito NATO un punto d’appoggio per ogni esigenza.

In Italia, a Vicenza, il NATO Stability Policing Centre of Excellence (NSPCOE), guidato dai Carabinieri, fornisce all’Alleanza personale specificamente addestrato: ne ha parlato nel dettaglio il col Andrea Paris, che dirige il NSPCOE nella città veneta, facendo riferimento alle capacità e all’esperienza di attività di policing compresente a un mindset civile. Molteplici sono le iniziative che il centro conduce con l’obiettivo di fornire personale sempre più pronto per le esigenze della NATO.

Il gen Ernő Péter Siposs, che all’NRDC-ITA dirige la Influence Division, ha poi esposto il ruolo del Corpo d’armata tra i concetti di Security Force Assistance (SFA) e Stability Policing (SP), dalle attività di training, al supporto alle nazioni e al contributo alle missioni, con riferimento alla prontezza di NRDC-ITA a dispiegarsi in ambito NATO e oltre, a tutela della Difesa collettiva.

Il col Roberto Viglietta, dell’Italian Army Operational Land Forces Command and Army Operational Command, ha presentato un intervento sulle attività militari per la stabilità e sulle prospettive e gli sviluppi futuri dell’Esercito Italiano.

L’ambasciatrice finlandese Pia Stjernvall, della Civilian Crisis Management Unit del Ministero degli Esteri della Finlandia, e la ex ufficiale statunitense, ora allo U.S. Army War College- U.S. Peacekeeping and Stability operations Insitute, Karen J. Finkenbinder, hanno portato a conoscenza dell’audience le loro esperienze in ambito operativo. È emersa la difficoltà di riuscire a coniugare sempre i due ambiti civile e militare senza perdere di vista gli obiettivi di sicurezza preposti, criticità spesso presenti dalla fase di training.

Nel dettaglio, l’ambasciatrice Stjernvall ha presentato il suo lavoro in Afghanistan nell’intervento “Civilian Crisis Management and experiences from EUPOL Afghanistan”, mentre Finkenbinder ha parlato di “The Operational Design approach to urban environment and the Police role as support of military operations”.

Peter Vergauwen, EUROPOL European Counter Terrorism Centre Senior Specialist, ha rappresentato il punto di visto europeo con l’intervento “Europol, a EU centric organisation and its role as EU foreign policy asset”, evidenziando principi e approccio, dalla pirateria marittima ai Counter Terrorism Dialogues, attraverso il coordinamento con altri organismi.

Un punto di vista sulla collaborazione tra Europa e centri di eccellenza della NATO è stato presentato da Cherry Roberts, E.U. Commission – Global and Transregional Threats Advisor, con l’intervento “E.U. cooperation with NATO CoEs Including SP with Lybia as a case study of fragility”.

Roberts ha evidenziato le criticità nella costruzione della fiducia e nello stabilire la gestione della giustizia secondo gli standard locali.

Dall’Europa all’Onu: il capo della Unit U.N. Standing police Capacity di Brindisi, Jaako Christensen, ha presentato la “U.N. Standing Police Capacity in the NSDS”, mentre dal continente africano l’interessante prospettiva “The role of FPU in bringing stability to Somalia”, dell’Assistant Commissioner of Police Aderemi Adeoye, African Union, ha alzato i riflettori sulle attività di contrasto alla minaccia portata da Al-Shabaab.

Molto è già stato fatto, ha assicurato Aderemi Adeoye, e la Risoluzione 2372 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 30 agosto 2017 supporta l’ulteriore incremento delle unità di Stability Police. “Guardiamo agli sviluppi in presenza di trend emergenti di migrazioni e traffico di esseri umani dall’area sub-sahariana dell’Africa verso l’Europa”.

“Police perspective on stability policing and its coordination mechanism with the military component”, del gen dei Carabinieri Pietro Barbano, direttore del Center of Excellence for Stability Police Units (COESPU) di Vicenza, e “Gendarmerie – Police Activities in Africa”, del ten col Emiliano Mingorance Sanchez, Assistant Chief of Staff European Gendarmerie Force, Vicenza, sono gli interventi che hanno condotto al termine della giornata di lavori, sottolineando la flessibilità dello strumento di EUROGENDFOR a disposizione dell’Alleanza Atlantica.

La conferenza è stata condotta dal giornalista Lorenzo Cremonesi, del Corriere della Sera. Mentre gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante di NRDC-ITA, gen Roberto Perretti, che ha aperto e chiuso i lavori con l’introduzione e le conclusioni dell’intensa giornata della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference.

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Foto: NRDC-ITA