Afghanistan, i talebani promettono guerra se rimane anche solo un soldato straniero dopo il 2014

Nell’approssimarsi dei colloqui tra il presidente afgano Hamid Karzai e il suo omologo statunitense Barack Obama sul dopo ISAF (International Security Assistance Force), in programma questa settimana su suolo americano, i talebani alzano la loro voce promettendo di continuare la loro guerra se dopo il 2014 rimarrà anche solo un soldato straniero in Afghanistan.

Il tema della presenza di soldati stranieri, in particolare di quelli americani, in Afghanistan dopo il 2014, data prevista per la fine della missione ISAF nei suoi aspetti combat, è il punto principale dell’agenda degli imminenti colloqui tra i due presidenti.

La presenza di soldati stranieri in Afghanistan nel dopo-ISAF è in realtà un elemento indiscutibile se si vuol dare corso alla trasformazione della missione ISAF da combat a missione di supporto e addestramento, come del resto è già da tempo nei programmi della NATO, che dal 2003 è alla guida della missione ISAF.

In dettaglio, i soldati che resterebbero sul terreno dopo il 2014 potrebbero essere 3, 6 o 9mila, secondo le ultime notizie di stampa che hanno fatto seguito alla proposta fatta al Pentagono dall’attuale COMISAF, generale John R.Allen, di tre opzioni, rispettivamente per 6, 10 o 20mila militari. Per prevenire un ritorno di al-Qaeda, ma anche per continuare ad addestrare polizia ed esercito afgani.

La risolutezza dei talebani, al contrario, chiede zero militari sul terreno. Viceversa “guerra e distruzione continueranno”. Se il presidente Karzai e “il regime di Kabul” accorderanno la presenza anche di un solo soldato americano sul suolo afgano, ha dichiarato un portavoce dei talebani al Pakistan News Service, “anche loro saranno responsabili per tutte le ostilità future, per le morti e per la distruzione”.

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Fonte: Pakistan News Service

Foto: politico.com